Danni: polemiche pretestuose
"Il contenimento corretto è un obbligo a cui nessuno deve sottrarsi proprio nel rispetto di quelle regole di democrazia e di interesse generale volte alla tutela delle specie animali e dell'ambiente in cui viviamo". Dura presa di posizione del presidente della Federcaccia lucchese Carlo Martinelli.
Gli articoli apparsi sulla stampa di questi giorni mi lasciano annichilito sul comportamento scorretto e fuorviante di associazioni ambientaliste avvezze a divulgare notizie faziose e piene di astio nei confronti dell'attività venatoria.
Ritengo che la prevenzione operata dalla Provincia di Lucca e dal sindaco di Lucca Prof. Favilla non faccia una piega: è giusto così. Finalmente si risolvono problemi reali.
Ormai siamo di fronte ad una situazione degenerata in una società dove chi più alza la voce è più ascoltato, dove chi non conta - essendo minoranza - è più ascoltato perché punto di equilibrio di situazioni in bilico dove l'arma del ricatto è pane quotidiano a discapito dell'interesse generale e per sete di potere.
Ritengo che non sia più possibile andare avanti in questo modo: nei confronti della società civile serve sicuramente una informativa più corretta, meno fuorviante e soprattutto meno accanita di un falso perbenismo animalista che niente ha a che fare con il corretto convivere in una società consapevole delle realtà in cui stiamo vivendo.
Protestare è un diritto che ogni cittadino ha in una società civile e democratica ma alla contestazione segue obbligatoriamente una proposta.
In questi giorni non ne ho viste. Ho solo letto NO, questo no. Si evidenzia la pochezza, l'impreparazione, la superficialità volte solo alla persecuzione e all'eliminazione fisica dell'attività venatoria.
La legge prevede che l'indennizzo dei danni provocati da tutta la selvaggina, cacciabile e non, sia a carico di coloro che esercitano l'attività venatoria.
Non si rileva la compartecipazione di altri enti o associazioni.
Nessuno pretende l'eliminazione totale di quelle specie che attualmente sono dannose perché riprodottesi in modo abnorme anche a causa della non gestione delle aree a divieto di caccia. Sicuramente il contenimento corretto è un obbligo a cui nessuno deve sottrarsi proprio nel rispetto di quelle regole di democrazia e di interesse generale volte alla tutela delle specie animali e dell'ambiente in cui viviamo.
Abbiamo realtà oggettive cui solo il mondo della caccia si è fatto carico di segnalare alle autorità competenti: Tutti sappiamo dell'abnorme consistenza numerica di mufloni all'interno e fuori dal Parco delle Alpi Apuane: bene, questi animali, fra l'altro specie alloctona, stanno distruggendo quelle essenze arboree presenti all'interno di questo territorio con grave nocumento all'ambiente: uno degli scopi per cui era stato istituito il parco stesso e niente si fa per il loro contenimento anzi mentre la comunità scientifica plaude ad un loro contenimento, qualcuno si oppone in maniera, a mio modo di vedere, poco lungimirante.
Da tempo ci facciamo carico di divulgare in modo scientifico, e non solo noi, che il sovrappopolamento di alcune specie crea nocumento: La presenza eccesiva di ungulati provoca il depauperamento di specie quali la piccola selvaggina stanziale e tutta quella selvaggina nidificante a terra. Essendo specie onnivora, le covate e i piccoli nati vengono sistematicamente distrutti.
La eccessiva presenza di corvidi crea nocumento all'agricoltura e a tutti i nidi e pullus di altre specie, per non parlare dei gabbiani, dei mustelidi e le volpi: per queste ultime, la possibilità di propagarsi della rabbia silvestre è una realtà che per ora è relegata al solo comprensorio alpino.
Che dire dei piccioni di città, portatori di patologie dannose all'uomo? e che dire delle nutrie che a livello nazionale creano danni per oltre 200.000.000 di euro agli argini dei fiumi, con conseguenze che tutti purtroppo conosciamo?
Sono danni che in un modo o nell'altro devono essere riparati e in una situazione di ristrettezza economica come quella attuale, non ce lo possiamo permettere. Le poche risorse disponibili devono essere ottimizzate.
Non mi si venga a dire che l'iniziativa del contenimento dei cinghiali è un modo per prorogare l'attività venatoria.
Voglio ribadire che coloro che intervengono al contenimento di specie dannose e in sovrannumero sono specialisti che hanno superato corsi specifici di abilitazione licenziati dall'ISPRA ( Istituto scientifico alle dipendenze del ministero dell'ambiente) e formati dall'Amministrazione Provinciale, con tanto di attestato di abilitazione; per cui non ci sono mascheramenti di sorta come qualcuno vuole far credere.
Ritengo che essendo la prima volta che viene praticato un atto corretto di contenimento da parte dell'istituzione delegata, si debbano apportare correzioni per l'espletamento di queste azioni in un modo più chiaro. D'altronde è normale che ciò avvenga in una situazione dove ci si deve muovere con mille difficoltà: gli aggiustamenti sono d'obbligo.
Termino ringraziando pubblicamente l'Assessorato Agricoltura Caccia e Pesca per il lavoro svolto per la tutela delle produzioni agricole; il Sindaco di Lucca per il concerto attuato con l'Amministrazione Provinciale domostrando preoccupazione e solerzia nei confronti dell'incolumità dei propri cittadini e non per ultime le forze dell'ordine impegnate per garantire la sicurezza alla popolazione nello svolgimento di queste operazioni.
Invito tutti gli ecologisti seri e preparati che hanno a cuore la gestione dell'ambiente, a sedersi ad un tavolo di confronto con le categorie interessate degli agricoltori, dei cacciatori e della società civile per continuare quel processo di gestione che porti benessere e serenità in una società che sta perdendo la propria identità.
Il Presidente
C. Martinelli