CORRIERE DI MAREMMA:
#GROSSETO- “Ad agosto, evidentemente, ogni provocazione è buona per conquistare un po’ di visibilità. E il presidente della sezione grossetana di Italia Nostra, Michele Scola, non si sottrae alla tentazione”.
Inizia così l’intervento di Leonardo Marras, presidente della Provincia, sulla proposta choc di Scola di istituire una tassa per tutti i cacciatori e in particolare una supertassa per i cinghialai, definiti dall’esponente di Italia Nostra Grosseto come una vera e propria casta. “La sua idea di tassare i cacciatori di cinghiali per la loro attività - commenta Marras - è basata su una deformazione ideologica della realtà oggettiva. L’esuberanza della popolazione di cinghiali non è oggi riconducibile a quello che si è verificato più di trent’anni fa. Oggi il problema è la relativa facilità per questi animali molto prolifici di procurarsi cibo aggredendo le colture agricole molto diffuse sul territorio. Basta considerare, solo per fare un esempio, il boom delle superfici coltivate a vite”. “Fra l’altro - e qui Scola dimostra proprio un deficit di conoscenza - i rimborsi per i danni che oggi la Provincia eroga agli agricoltori sono finanziati con i fondi previsti dalla legge 157 sulla caccia, che vengono interamente coperti dai tributi pagati direttamente dai cacciatori e dagli Atc. Tra l’altro - prosegue il presidente dell’Amministrazione provinciale - Scola dovrebbe sapere che ormai da due esercizi, in conseguenza dei tagli governativi ai trasferimenti, la Provincia non integra di un solo euro il bilancio della caccia che, dunque, è a totale carico dei cacciatori. Ma c’è di più: il 50% dei tributi pagati dai cacciatori, ormai da alcuni anni, rimane a Roma senza che il governo lo trasferisca al territorio. Quindi i cacciatori pagano il doppio di ciò che il territorio riceve in cambio per la gestione di danni, ripopolamenti e miglioramenti ambientali. Infine, nel 2010 la Provincia ha erogato rimborsi per 220.000 euro, non milioni, che corrisponde alla cifra più bassa degli ultimi 12 anni, proprio perché i contenimenti programmati e gestiti dagli Atc si stanno dimostrando sempre più mirati ed efficienti”. Per Marras dunque non c’è una sola ragione a supporto delle affermazioni di Sola: “La realtà dei fatti - conclude il numero uno di Palazzo Aldobrandeschi - non solo smentisce le affermazioni approssimative e ideologiche del presidente di Italia Nostra, ma legittima il paradosso per cui, nel caso in cui in questa provincia i cacciatori non svolgessero la propria attività - sia di caccia libera che di selezione e contenimento - ci troveremmo nella condizione di dover imporre una tassa aggiuntiva a carico di tutti i cittadini per finanziare sia gli abbattimenti che l’erogazione degli indennizzi agli agricoltori”.#