CORRIERE DI MAREMMA
Bizzarri: “La caccia è storia e chi la pratica non è un riccone” “Scola ipocrita, i cinghialai una risorsa”
#Maurizio Bizzarri * Il caldo di questi ultimi giorni è indubbiamente arrivato, tanto che qualcuno ha perfino pensato a qualche idea veramente fantasiosa come la super tassa sui cinghialai.
Ma non era meglio metterla sui cacciatori di pantere, felino recentemente gettonato nelle nostre zone? Sono contrario alla proposta di Italia Nostra nella maniera più assoluta: ho rispetto per gli animali e per l’ambiente, ma sono stufo di sentire paladini oltranzisti che oggi fanno una crociata sui cinghiali, ieri sul Palio dei ciuchi e domani chissà, forse sui pesci rossi! Noi maremmani siamo custodi gelosi del nostro habitat, nel quale amiamo andare a caccia, a far funghi, asparagi, more o anche solo passeggiare per godere del nostro bosco e delle sue ricchezze. I cacciatori sono i primi difensori dell’ambiente e del territorio, perché è l’ambiente lo snodo principale per la loro attività e la loro passione, condivisibile o meno, e sanno bene che infrangere l’equilibrio della natura implica creare un problema sia agli animali che agli uomini. E questo non basta… i cacciatori “puliscono” le cesse, aiutano a combattere gli incendi, tengono pulito il sottobosco… insomma, tutelano la natura con i fatti più che con le parole. Nessun cacciatore butterà mai una carta per terra, perché sa bene che carta su carta il bosco diventerà una discarica e in una discarica non sarà piacevole camminare, con il fucile o senza! La caccia c’è sempre stata e se prima era una necessità di vita, oggi è uno svago, uno sport sotto alcuni punti di vista, un modo di essere sicuramente, un modo di vivere la nostra terra amandola e non snaturandola. L’uomo che uccide un animale non è necessariamente un incivile: ogni giorno tutti noi (salvo una piccola minoranza di vegetariani puri) mangiamo carne di animale e questa ipocrisia ostentata è quasi patetica, perchè il pollo, il maiale e il tacchino non sono animali di Dio come il cinghiale? E il cinghiale alcune volte fa danni, molti danni, e quando il numero è troppo alto per un territorio, diventa perfino pericoloso non abbatterli. Ma questo alcune volte ci si dimentica, a meno che un cinghiale non attraversi proprio quando si passa con la macchina… allora forse questa convinzione verrebbe un po’ meno. La caccia per noi maremmani è anche una tradizione culturale e ritengo che, come tutte le tradizioni, debba essere mantenuta e salvaguardata, altro che supertassata! I cacciatori, poi, non sono certo una casta di ricconi: spesso si tratta di contadini, operai, impiegati, pensionati che per rinnovare il porto d’armi fanno scelte economiche non a cuor leggero. E’ profondamente ingiusto e poco corretto intellettualmente parlare dei cacciatori come una classe privilegiata ed è sciocco ancora di più se si parla della caccia al cinghiale, che più di altre rappresenta anche una caratteristica sociale: infatti è obbligatorio cacciare in squadre, rinsaldando così i valori del gruppo, della fiducia, dell’amicizia e del divertirsi insieme. Chi non riconosce questo, oltre a vivere (mi dispiace per loro) in un altro mondo, non ha neanche mai ascoltato i nonni, i babbi, la gente dei paesi e vede una realtà distorta e fredda. A tutto questo va poi aggiunto che da noi gli ungulati sono assolutamente troppi e ingenti sono i danni che arrecano, proprio per questo, ai campi, alle colture e all’economia delle nostre campagne, oltre ai rischi per la sicurezza sulle strade. Per far fronte a questo, altro sistema non c’è se non quello di incrementare gli abbattimenti, perfino allungando (come infatti stanno pensando di fare la Regione Toscana e la Provincia di Grosseto) il periodo di apertura della stagione venatoria per la caccia al cinghiale e permettendo abbattimenti guidati in periodi a caccia chiusa, salvaguardandone il periodo della riproduzione. Nel comune di Scarlino questo problema è presente nella zona di Pian d’Alma, ma anche a Meleta (Puntone) e perfino nella strada del Casone: i rimedi con recinzioni dei limiti del bosco sono già stati attuati e si stanno diffondendo, ma non sono completamente risolutivi. Non possiamo che sperare in un più alto numero di cinghialai!
* Sindaco di Scarlino#