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SEZIONE PROVINCIALE DI PISA

Assemblea della CCT a Capannoli di PIsa

Martedì 25 luglio, assemblea della Confederazione dei Cacciatori Toscani, organizzata dalla Federcaccia di Pisa a Capannoli in Valdera, per fare il punto sulle principali problematiche riguardanti la nostra attività.

Nella splendida dimora di Villa Baciocchi, concessa dalla Amministrazione comunale , sono stati tantissimi i cacciatori e dirigenti locali, che hanno seguito gli interventi dei relatori.

A fare gli onori di casa il presidente della Federcaccia di Capannoli Roberto Salvini.

La serata è stata aperta da un breve ma importante intervento del Sindaco di Capannoli, Arianna Cecchini, che si è complimentata per la numerosa partecipazione, facendo un esplicito richiamo a lavorare per l’unità dei cacciatori, necessità irrinunciabile per il buon governo del territorio e per il pieno riconoscimento del cacciatore come strumento di riequilibrio faunistico.

In seguito ha preso la parola Moreno Periccioli, che dopo aver ringraziato il Sindaco, ha relazionato in maniera dettagliata sulle vicende degli ultimi anni di gestione della caccia in Toscana.

Periccioli ha evidenziato il forte disagio, il grave stato di conflitto tra le diverse forme di caccia in conseguenza dei cambiamenti normativi voluti da questo Assessorato, il malessere diffuso tra una gran parte dei cacciatori, successivo all’emanazione della così detta “Legge Obbiettivo”: una legge contestata da ambientalisti, cacciatori, agricoltori. In un solo colpo si sono scontentate le tre categorie maggiormente interessate alla gestione delle risorse faunistiche. Inoltre la riforma degli ATC -resa obbligatoria dalla sentenza della Corte Costituzionale-, i nuovi regolamenti ancora non definiti, il forte ritardo nelle nomine dei nuovi organismi degli ATC, determinano una seria difficoltà di confronto, un quadro di rapporti veramente preoccupante. Il famoso “modello di gestione” della caccia in Toscana, ricopiato in passato da altre regioni, è stato cancellato.

Avevamo fin dall’inizio fatto presente che la legge toscana, conseguente alle modifiche del 2010, andava bene, bastava applicarla sull’intero territorio e chiarire i rapporti con ISPRA. La scelta della sostenibilità della fauna su tutto il territorio –compreso le aree protette- era lo strumento innovativo per rispondere alle esigenze degli agricoltori, evitando conflittualità e esasperazioni tra i nostri tanti appassionati, impegnati per 365 giorni all’anno nella difficile opera di gestione del territorio. Si è voluto di fatto ridimensionare le nostre tradizionali forme di caccia, punire i cacciatori, ritenuti responsabili di questa presenza eccessiva di cinghiali, senza valutare razionalmente e realisticamente le cause di questo eccesso di presenza degli ungulati.

Periccioli ha rilanciato l’opportunità di una conferenza regionale sulla caccia, per riordinare l’attuale normativa, conciliando le imprescindibili richieste degli agricoltori, con le giuste attese dei cacciatori: progettazione e idee per una migliore gestione della fauna presente sul territorio regionale,

Gli interventi del delegato ANUU Franco Bindi e del referente dell’Associazione Regionale Cacciatori Toscani, Alberto Ratti, hanno evidenziato la necessità dell’unità dei cacciatori, la loro piena adesione alla Confederazione dei Cacciatori Toscani, unica e vera barriera di protezione dai continui attacchi dei nostri detrattori; nei loro interventi è stato ribadito la validità del progetto, le porte aperte per tutti i soggetti interessati. Nei brevi interventi che si sono susseguiti, è stato ribadita la necessità e l’urgenza di un percorso unitario tra le maggiori associazioni venatorie.