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CCT: CHIARIMENTI E PRECISAZIONI SULL’USO DEI RICHIAMI VIVI NELLA CACCIA AL COLOMBACCIO

Purtroppo, esercitare la passione della caccia serenamente e nell’assoluta certezza del diritto, appare sempre più un ricordo del passato. Oggi, andare a caccia, significa spesso doversi misurare con una asfissiante burocrazia avvolti in una giungla normativa di difficile comprensione anche per i più preparati addetti ai lavori.

In molti casi addirittura, i cacciatori si vedono contestare sanzioni basate su interpretazioni della normativa e di innumerevoli circolari prive di valenza giuridica. E così, l’incertezza alimenta lo scoramento di tanti appassionati che oltre ai problemi legati alla gestione faunistica ed alle opportunità di caccia, rifiutano l’idea di trasformare la giornata venatoria in un calvario da risolvere magari con ricorsi, memorie difensive e carte bollate. La casistica è estremamente variegata e non è certo possibile prendere in esame tutte le varie situazioni.

Per aiutare e informare quotidianamente i cacciatori, la Confederazione Cacciatori Toscani ha da tempo organizzato un servizio di consulenza gratuita che ormai giornalmente risponde ai dubbi dei cacciatori.

Uno dei più “gettonati” in questi giorni è quello relativo all’utilizzo del piccione domestico e del Colombaccio, come richiami vivi sulle apposite “racchette”. Come noto i soggetti spesso legati per le zampe e collocati su appositi sostegni, vengono utilizzati per mezzo di una leggera sollecitazione che simula  i movimenti dell’animale selvatico.

Per favorire alcuni utili elementi a chiarimento e per motivare come l’utilizzo di tali richiami, risulti conforme alle norme e rispettoso del benessere animale, per le attività svolte negli appostamenti fissi e temporanei riportiamo una importante sentenza che per i contenuti e le motivazioni chiarisce ogni dubbio interpretativo su tale aspetto.

Una sentenza giunta a seguito dell’ impegno,  anche nelle azioni di difesa, messo in campo dal Club Italiano del Colombaccio nella persona del suo presidente Avv. Francesco Paci. Al di là del singolo caso, assumono particolare importanza le motivazioni presentate ed accolte dal giudice che stanno alla base di questa sentenza. Motivazioni ancora oggi valide e utili per qualunque utilizzo nei confronti di eventuali contestazioni da parte degli organi di vigilanza durante l’esercizio venatorio.

Di seguito scaricabile l’estratto della sentenza: