Immagine 01
Immagine 02
Immagine 03
Immagine 04
Immagine 05

5xmille

Tesseramento 2019

Sport e Cinofilia 2019

Clicca per scaricare il progetto

I predatori devono essere controllati

Clicca l'immagine per scaricare il comunicato

Certaldo: corso art. 37

Progetto The data from the sky

Clicca per scaricare il progetto

Convegno Nazionale progetto ANASAT


Centro Ornitologico Malpasso

Clicca l'immagine per scaricare la relazione

Il Colpo d’Ala

Tos Caccia

Nuove aree vocate al Cinghiale


Clicca qui per visionare le nuove aree vocate al Cinghiale

Portale Regionale GEOSCOPIO

Login

CINQUE STELLE E ART.842 IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO


I Cinque Stelle ci riprovano.
Ieri, con la presentazione della proposta di legge sulla tutela degli animali, tra le tante novità introdotte, è rispuntata come un fungo avvelenato, l’abolizione dell’art. 842 del c.c. che, come noto, consente ai cacciatori di entrare sui terreni privati per l’esercizio venatorio. Una battaglia antica più volte cavalcata dagli anticaccia ed in passato purtroppo supportata anche da alcune forze politiche della prima Repubblica e che è stata persino oggetto di referendum. 
Una insidia che il mondo venatorio italiano ha saputo scongiurare fino ad oggi ma che è sempre rimasta accesa nelle speranze e nelle volontà di una larga parte del mondo ambientalista ed animalista radicale e non solo…
Oggi, i cinque stelle, si fanno nuovamente paladini di una proposta che punta a sovvertire i cardini di una caccia regolata nell’ interesse pubblico introducendo la scure di ulteriori pesanti conseguenze sui diritti introducendo inoltre falcidie economiche contro il mondo venatorio. E’ in atto pertanto un attacco diretto e frontale alla caccia sociale! Con la scusa di un provvedimento sulla tutela degli animali, si tenta di introdurre dei veri e propri stravolgimenti culturali e concettuali. L’idea è quella di far diventare oggetto della tutela direttamente l’animale e non più l’uomo legato emotivamente o sentimentalmente allo stesso. Un ribaltamento vero e proprio che rischia addirittura di mettere al centro l’animale rispetto all’uomo ed alle sue attività.
Una proposta di legge che porta in dote anche altri aspetti e che rischia di produrre anche sotto il profilo sanzionatorio conseguenze assolutamente sproporzionate sia di carattere amministrativo che penale. A tutto ciò non sono ammissibili giri di parole. 
Per la Confederazione Cacciatori Toscani è giunto il momento di mettere in campo i fatti e la politica. Occorrerà ostacolare con ogni mezzo in Parlamento prima, e nella società poi, questa inaccettabile orchestrazione.
E’ giunto il momento di giudicare il comportamento e non soltanto le dichiarazioni dei singoli parlamentari e delle forze politiche in una fase delicata della campagna elettorale. Non un voto ai portatori e supportatori di questa proposta e di questa cultura. Nessun appoggio a coloro che rimarranno nell’ombra. Ad oggi, anche i litigi tra Cinque Stelle e Lega sembrano più una cortina fumogena per nascondere le magagne di una maggioranza dove i primi sembrano dettare l’agenda. Non accetteremo supinamente il tentativo di accostare una caccia regolamentata e costituzionalmente riconosciuta con il concetto di violenza sugli animali.
“Nessun Dorma”!
In gioco non c’è solo la caccia ma una visione della società. Su questo non esistono terreni neutri neppure per la politica; O si sta’ da una parte o dall’altra. I cacciatori poi giudicheranno nelle urne.