NON C’E’ LIMITE ALL’ANIMALISMO!

I fondamentalismi superano sempre ogni logica. Anche quando si parla di ambiente o di animali, non possiamo fare a meno di  rilevare come la realtà delle cose o la soluzione di problemi oggettivi, rappresenti per certe frange animaliste, un terreno di scontro ideologico dove la realtà viene deformata e il buon senso e la verità dei fatti, stravolti sull’altare dello scontro e della divisione. 
Una premessa che può calzare di fronte alla notizia apparsa qualche giorno fa sul “Fatto Quotidiano”  e che ha avuto come protagonista e vittima un parlamentare del Movimento 5 stelle
Il deputato Filippo Gallinella è infatti il primo firmatario di una proposta di legge, peraltro promossa dalle Regioni, finalizzata a superare alcuni contenziosi inerenti le attività di controllo della fauna selvatica (abbattimenti e catture)  attraverso personale abilitato e munito di licenza di caccia.
Una proposta già nei fatti presente nella normativa di numerose regioni , dove si prevede l’applicazione dei piani di controllo attuati non solo tramite le guardie venatorie ed i proprietari dei fondi, ma anche coadiuvati da operatori (cacciatori) abilitati dalle regioni previa frequenza ad appositi corsi.
Per l’ E.N.P.A. si è consumato un tradimento politico del Movimento 5 stelle e già si grida allo scandalo
al grido di caccia tutto l’anno i soliti animalisti denunciano una cosa inesistente. Su un provvedimento opportuno e necessario per il superamento di contenziosi  e per ristabilire, gli elementi di corretta gestione faunistica, ingenerano l’ennesima guerra santa contro la caccia ed i cacciatori.

Di seguito un estratto dell’articolo apparso sul Fatto Quotidiano:

Per gli animalisti dell’ Enpa il Movimento 5 Stelle “tradisce chi ama gli animali e ha riposto fiducia in un cambiamento”. Per Filippo Gallinella, firmatario del provvedimento incriminato, le accuse sono solo il frutto di una “polemica ideologica”. Al centro del contendere c’è una proposta di legge (primo firmatario proprio il deputato grillino) sulla semplificazione in materia di agricoltura, caccia e pesca, attualmente in discussione in Commissione Agricoltura alla Camera. La misura recepisce una richiesta di modifica della legge 157/92 sul controllo della ‘fauna selvatica’ avanzata dalle Regioni, che chiedevano da tempo l’introduzione della figura del cosiddetto “operatore abilitato“: una legge che per gli animalisti di fatto autorizzerebbe la “caccia tutto l’anno” e che secondo l’AdnKronos ha trovato voci contrarie anche all’interno dello stesso Movimento 5 Stelle.
Accuse che Filippo Gallinella, presidente della XIII Commissione, ha rispedito al mittente, difendendo la sua proposta di legge: “Esiste un problema sollevato dalle Regioni – ha spiegato – Qualcuno ha voluto far passare questa norma come un’apertura alla caccia ma non è vero. In pratica, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha chiesto al governo di intervenire modificando l’articolo 19 della legge 157/92. In base a questa norma “le Regioni, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia”. Tale controllo, “esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l’utilizzo di metodi ecologici su parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica” ma “qualora l’Istituto verifichi l’inefficacia dei predetti metodi, le Regioni possono autorizzare piani di abbattimento“. In base alla proposta di modifica avanzata dalle Regioni (e recepita dalla pdl Gallinella) “tali piani devono essere attuati dalle guardie venatorie dipendenti

dalle amministrazioni provinciali. Queste ultime potranno altresì avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi o da operatori abilitati dalle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano previa frequenza di appositi corsi, nonché delle guardie forestali e delle guardie comunali. In caso di abbattimento con arma da fuoco tali figure devono essere munite di licenza per l’esercizio venatorio“.
La proposta ha scatenato le ire dell’Enpa (l’Ente nazionale protezione animali), che accusa il M5S di “tradimento nei confronti di chi ama gli animali e ha riposto fiducia in un cambiamento“. “Grazie al Movimento 5 Stelle si rischia di assistere a veri e propri massacri, crudeli e inaccettabili – hanno scritto gli ambientalisti nella loro campagna contro la legge – condotti da cacciatori come quello della caccia alla volpe in tana, con mamme sbranate nel tentativo di difendere i loro piccoli lasciati agonizzare, o nei confronti dei cinghiali, dei piccoli caprioli e di tanti altri”. Per Gallinella, però, il fatto che questo provvedimento abbia acceso un dibattito interno “è positivo”: “Io – ha spiegato il deputato M5S – voglio trovare una soluzione a questo problema, ben venga il dialogo. La soluzione contenuta nella mia proposta può non piacere ma allora qualcuno mi deve dire cosa si può fare per dare una risposta all’agricoltore che si ritrova la vigna distrutta, il campo di grano distrutto… per non parlare degli incidenti stradali e delle ripercussioni sul fronte sanitario” della proliferazione della fauna selvatica.