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L’appello della gente comune

Siamo gente comune, operai, impiegati, insegnanti, tecnici, agricoltori, pensionati.
Dunque, secondo un discutibile sistema valoriale tipico di questa società, nessuno a paragone di quel gruppo di più e meno famosi cantanti, pianisti, donne e uomini di lettere, comici che hanno sottoscritto un appello per soprassedere al controllo degli ungulati in eccesso in Toscana.
Rinunciando alla gara delle firme illustri i “cittadini comuni” sottoscrivono questo appello per difendere la passione che li accomuna, la caccia, attività riconosciuta legittima dalle leggi esistenti e severamente regolata e, soprattutto, per ribadire la necessità di intervenire per salvaguardare la natura, l’ambiente, la biodiversità.
I “cittadini comuni” – vorremo dire, normali -  desiderano ricordare che proprio la difesa della biodiversità è parte integrante della caccia.
L’esempio più eclatante ce lo forniscono involontariamente le “persone importanti” che hanno deciso di mobilitarsi per difendere l’esorbitante popolazione di ungulati, cinghiali, caprioli, daini e cervi. Lo squilibrio esistente è difficile da negare anche per i più disinformati, è fonte di rischio per l’incolumità delle persone ma anche per la sopravvivenza di numerose specie animali destinate a cedere il passo all’invasione dei protégé dei sottoscrittori.
L’incolumità delle persone sembra apparire a volte di poco conto per certo animalismo, reso miope dal proprio integralismo; meraviglia davvero che le persone “importanti”, la scrittrice Dacia Maraini, il musicista Stefano Bollani, il comico Giorgio Panariello tra gli altri, che hanno sottoscritto l’appello animalista non comprendano come troppi cinghiali significhi morte certa e scomparsa definitiva in vasti territori di rettili, anfibi, migratori, lepri e scoiattoli, fagiani e starne.
Poi ci sarebbe la questione delle colture agricole, ma i comici, gli scrittori, i cantanti, gli artisti in genere vivono d’altro, non mietono e non tessono…

Sottoscrivete l’appello con una mail a confcacciatoritoscani@gmail.com

Firenze, 28 gennaio 2016