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Su Sentieri di Caccia di dicembre: ATC Siena, ritorno al futuro

La voce della Confederazione Cacciatori Toscani prende la parola in questo numero attraverso il presidente dell’Atc Siena Massimo Logi, che presenta il rilancio dell’Ambito dopo un periodo di difficoltà.
La caccia alla beccaccia è in grado di donarci alcune tra le maggiori soddisfazioni cinofile e venatorie; solo noi cacciatori siamo responsabili che tale attività si evolva verso una pratica di alto profilo umano, cinofilo e tecnico, aspetto senza il quale, sempre più, la caccia si impoverirà e proseguirà nella deriva che la collocherà al di fuori dell'accettazione sociale. Questo il tema dell’articolo di Andrea Selvi che apre il numero di dicembre di Sentieri di Caccia, cui segue l’interessante spunto “Fagiano e cinofilia: una proposta innovativa” firmato da Roberto Mazzoni della Stella. Sempre i cani da ferma in primo piano nello scritto di Matteo Fabris, che si accompagna con i due tedeschi, drahthaar e kurzhaar, nelle sue giornate di caccia. E il drahthaar è il protagonista dell’Hegewald, vetrina mondiale della razza; dell’ultima edizione ci relaziona, come di consueto, Zeffiro Gallo. Su questo numero anche l’approfondimento di Rossella Di Palma sul cirneco dell’Etna, emblema della Sicilia cinofila, una delle razze canine più antiche; pur essendo una razza italiana, il cirneco nel nostro Paese, fatta eccezione per la zona di origine, ha scarsa diffusione, e soprattutto, scarso impiego venatorio. Eppure c’è del potenziale!
L’identikit del perfetto lepraiolo è stato invece messo a punto da Emanuele Nava, che elenca alcune delle qualità che risultano indispensabili al segugio per poter rendere al meglio nella caccia alla lepre.
In primo piano sempre il tema del consumo del suolo, presentato ai lettori da Massimo Marracci. La conseguenza della banalizzazione dei paesaggi agricoli è la banalizzazione dei panorami faunistici. Secondo l’autore, è primaria la necessità di impegnarsi nella sensibilizzazione al tema del più vasto pubblico possibile. Bisogna che la gente acquisti coscienza che il consumo di suolo non può essere un male inevitabile e soprattutto che può essere frenato e razionalmente riconvertito. Perché non dovrebbero esserci i cacciatori fra i consapevoli della necessità e irrinunciabilità del cambiamento? Non sono forse i cacciatori tra i più colpiti dalla scomparsa dei territori agricoli e forestali? Il sentimento dell'ineluttabile non può appartenerci, perché sarebbe come alzare bandiera bianca senza nemmeno aver sguainato le spade. La caccia del futuro transita oggi anche, e soprattutto, da questo.
Sfogliando le pagine si continua con Lorena Tosi, che porta all’attenzione dei lettori la delicata posizione del cacciatore nei rapporti con il pubblico ufficiale. Il primo degli scritti dedicati all’argomento analizza il reato di violenza e minaccia.
La voce della Confederazione Cacciatori Toscani prende poi la parola attraverso il presidente dell’Atc Siena Massimo Logi, che presenta il rilancio dell’Ambito dopo un periodo di gravi difficoltà.
Natale Francioso cerca invece di fare chiarezza sulla questione “calda” dei Key Concepts sentendo in proposito il parere dell’onorevole Renata Briano, europarlamentare, vice presidente Intergruppo Eu Biodiversità, Caccia e Ruralità.
Una ricetta di ricarica in calibro 28 per cacciare il beccaccino è stata messa a punto da Giuseppe Cerullo per i lettori di Sentieri di Caccia, mentre Simone Bertini ha provato il kipplauf Falco Overtop calibro 308 Winchester.
Passando alla grossa selvaggina, Roberto Mazzoni della Stella entra nel merito dell’organizzazione ottimale della squadra di caccia al cinghiale e Ivano Confortini analizza il percorso formativo degli operatori abilitati quali rilevatori biometrici; conclude il numero il suggestivo racconto di caccia al camoscio di Dario Mus.
Non mancano le vostre foto, la posta dei lettori, le consuete rubriche di Felice Modica e Serena Donnini, news, attualità e molto altro ancora. A tutti buona lettura!