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Piano Faunistico: osservazioni critiche di Federcaccia Siena

La provincia di Siena dopo una lunga e controversa gestazione ha infine deliberato il Piano Faunistico Venatorio 2012-2015. Fra le cose che  sorprendono di più c’è il fervido ringraziamento, rivolto dall’assessore Betti a tutti i partecipanti al tavolo di concertazione, comprese le associazioni venatorie, per il fattivo contributo dato per la elaborazione del piano stesso: ringraziamento che sorprende perché di concertazione effettiva non è possibile parlare, visto che la Provincia è stata pressochè sorda alle osservazioni ed ha riunito il tavolo  solo per comunicare decisioni già assunte.
E’ bene ricordare, sinteticamente, alcune tappe della vicenda “Piano Provinciale”:
- a marzo 2012 la Provincia presentò una proposta di Piano, che avrebbe dovuto essere approvato entro l’8 agosto, su cui Federcaccia , nel mese di giugno,  comunicò una serie di osservazioni ed integrazioni su aspetti sostanziali e qualificanti. 
- la data dell’8 agosto trascorse senza alcun atto da parte della Provincia, che nel settembre successivo diffuse una nuova versione del Piano, molto diversa dalla precedente ma che non aveva tenuto minimamente conto delle indicazioni e delle richieste avanzate da Federcaccia .
- successivamente, solo due giorni prima dell’approvazione da parte della giunta provinciale del 18.12.2012, fu riunito il tavolo di concertazione e venne presentato un piano ancora diverso dai precedenti ed in sostanza senza alcuna “concertazione”. 
- Federcaccia  contestò l’operato della Provincia, ed il piano faunistico approvato dalla Giunta il 18.12.2012, con una lettera indirizzata al presidente dell’Amministrazione, con la quale si sosteneva fra l’altro che la nostra associazione  era fortemente preoccupata per le conseguenze che avrebbe prodotto l’applicazione di questo piano faunistico venatorio, sia sulla minuta selvaggina che sulla gestione degli ungulati, aggiungendo che non si sarebbe assunta alcuna responsabilità in merito a dette scelte. 
Oggi, dopo l’approvazione del Piano da parte del consiglio provinciale, la Federcaccia di Siena mantiene per intero una posizione fortemente critica, per il metodo seguito e per i contenuti, che rischiano di compromettere e svilire  il patrimonio prezioso di anni di esperienza positiva nella gestione del territorio e della fauna.    Dalla vicenda del Piano risulta infatti confermato, purtroppo, il quadro di incertezze, contraddizioni, incapacità di governo che ha caratterizzato le scelte sulla gestione faunistica da parte della Provincia  in questo ultimo periodo la storia sconcertante del controllo dei predatori - della volpe in particolare – ne è esempio illuminante.
La Federcaccia non è sola a sostenere queste posizioni: per la prima volta, da anni,  tutte le Associazioni venatorie e le Organizzazioni degli agricoltori senesi si sono trovate unite nel contestare e contrastare le scelte della Provincia e nel proporre soluzioni idonee ed adeguate per la gestione della fauna e della caccia sul territorio della provincia, soluzioni all’altezza di una esperienza che, per anni, è stata di riferimento per l’intero Paese.Federcaccia continuerà a sostenere in ogni sede la necessità che la Provincia riveda e cambi le proprie decisioni ed assumerà a questo fine tutte le iniziative necessarie, senza tuttavia cedere a tentazioni di disimpegno dal ruolo che svolge, con i suoi rappresentanti, nei Comitati degli Ambiti Territoriali di Caccia.
E’ nostra ferma convinzione, al contrario, che sia indispensabile mantenere il presidio, nell’interesse dei cacciatori, degli agricoltori, dell’intera comunità: lasciare gli ATC senza governo, o peggio con un governo commissariato, causerebbe solo ulteriore scadimento della gestione del territorio e della caccia.
Una scelta consapevole e responsabile che va di pari passo con la battaglia, che vogliamo proseguire assieme alle altre componenti del mondo agricolo e venatorio, per spingere la Provincia a recuperare ragionevolezza e cambiare le proprie decisioni.
Siena 20 agosto 2013