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Calendari venatori: ci vuole scienza e non ideologia

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I predatori devono essere controllati

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I cinghiali? pazientino gli agricoltori; non sono nel contratto

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I laghi da caccia ospitano i migratori

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IN RAI PIU' SPAZIO PER LA CULTURA ANIMALISTA

In RAI più spazio per il diritto degli animali e per l’affermazione della ricerca scientifica che non utilizza sperimentazioni sugli animali.
Sono questi gli obiettivi di fondo su cui Riccardo Loganàincentrerà il proprio impegno come consigliere del Consiglio di Amministrazione della RAI.
Lo stesso ha annunciato che devolverà parte dello stipendio di consigliere alle associazioni che si occuperanno dei diritti degli animali.
Una notizia tra le tante che dimostra ancora una volta, come l’animalismo ed una certa visone del rapporto tra uomo ed animali continua a penetrare anche nei ruoli chiave della comunicazione pubblica di massa.
Se colleghiamo questa, ad altre iniziative parlamentari, come quella della costituzione del Gruppo interparlamentare per la difesa degli animali con una forte caratterizzazione anticaccia, appare ormai chiaro che i rischi di una ondata animalista contro la caccia si sia ormai concretizzata all’orizzonte.
Come può oggi il nostro mondo venatorio tener testa e fronteggiare una azione così larga e congegnata con le armi della divisione e dell’autoreferenzialità?
I mezzi, le risorse economiche, la comunicazione e larga parte del mondo politico, stanno dentro ad una visione e ad un modello di società che nei fatti ci vede esclusi. La caccia e la cultura rurale rischiano di non essere all’altezza di una sfida epocale. La cosa più grave è che molti sembra non si rendano conto di ciò che ormai inesorabilmente si sta materializzando davanti ai nostri occhi. Rancori, divisione, populismo e concorrenza al ribasso, sono i soli ingredienti che una parte del mondo venatorio porta in dote, allontanando la strada dell’unità del mondo venatorio a livello nazionale. Tutti ne parlano ma in pochi la vogliono veramente.
Chi come noi, da tempo, ha scelto di mettere in campo e lavorare per un soggetto nuovo e unito in Toscana, e che ha creduto e crede fermamente nell’esperienza maturata dalla Confederazione Cacciatori Toscani, è consapevole che occorre urgentemente dar vita ad una stagione nuova e mettere in campo coraggio e lungimiranza. Aprire una fase costituente e rifondare la rappresentanza del mondo venatorio italiano in un soggetto nuovo, organizzato e animato da un progetto e da una visione all’altezza della sfida.

Il tempo è ora….e speriamo non sia già scaduto