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UN FONDO PER IL RISARCIMENTO DEI DANNI STRADALI; QUALCOSA SI MUOVE. RESTA L’URGENZA DI INTERVENTI INCISIVI SUL CAPRIOLO PER L’ AGRICOLTURA

Emergenza incidenti stradali a causa degli ungulati: la notizia è che si apre uno spiraglio per i sempre più numerosi automobilisti oggetto di danni a causa del fenomeno. L’Avvocatura regionale Toscana ha incontrato Claudio Ceroni, già vicesindaco del comune di Cinigiano e Sebastiano Sani, avvocato, entrambi portavoce del comitato che da oltre un anno difende i cittadini che hanno subito incidenti con cinghiali o caprioli sulle strade della Maremma e dell’Amiata. I due portavoce hanno citato la più recente giurisprudenza che evidenzia le responsabilità della Regione per i danni provocati da fauna selvatica a persone e cose in sede di circolazione, stabilendo il risarcimento, non solo in applicazione del generale principio dell’articolo 2043 del codice civile, ma anche dell’articolo 2051.
Che il problema esista, dice Ceroni, lo dimostra il varo di una legge, la cosiddetta Legge Obiettivo. «Anche in questo caso – ha detto ad un quotidiano -  vediamo come la Regione mostri consapevolezza del pericolo, dal momento che sta cercando di contenere il numero dei cinghiali, ma con risultati inferiori alle aspettative. La presenza di ungulati non si è ridotta, anzi… aumenta il numero dei sinistri stradali, per cui la probabilità di incidente non può certo essere inquadrata come imprevedibile o imputata al caso fortuito”.
Per superare la condizioni di disparità di trattamento tra quanti in Toscana ricevono il rimborso dei danni (leggi agricoltori) e quelli ai quali viene negato (vedi cittadini automobilisti) il Comitato ha formulato una proposta che da tempo la Confederazione cacciatori Toscani ha depositato sul tavolo dell’Assessore regionale per superare una situazione di obiettiva criticità più generale sul tema danni, in questo caso provocato dalla fauna alle coltivazioni agricole (i soldi dell’ATC non bastano più): per i risarcimenti si dovrebbe stipulare una polizza regionale assicurativa. Una procedura ed una strada che altre Regioni hanno già percorso per il risarcimento degli incidenti stradali  (Sardegna, Lazio, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia), dopo aver preso atto della giurisprudenza sfavorevole che condannava le amministrazioni a risarcire i cittadini, hanno stipulato una polizza assicurativa e costituito fondi specifici).


La protesta e le proposte dei comuni cittadini e dei comitati, fanno il paio con il grido d’allarme che il presidente dell’ATC 3 Siena Nord, Roberto Vivarelli, affida ad una lettera inviata alle istituzioni e segnatamente al Prefetto di Siena per la gravità della situazione. Il punto di partenza, numeri alla mano è che”.. i dati pubblicati nel recente rapporto Regionale sui risultati della L.R.  10/2016 nota come legge Obiettivo, per la parte riguardante la dinamica dei danni sul territorio regionale ci dicono che nelle 3 principali aree vitivinicole regionali ( Siena , Firenze e Arezzo ) i danni sono in costante e continuo aumento” uno dei responsabili è il Capriolo insieme agli altri Cervidi. Un fenomeno in cui i pareri di Ispra, decisamente restrittivi nel tempo, in una situazione drammatica, hanno avuto il loro peso, come ricorda il Presidente dell’ATC Vivarelli,. Tuttavia, pur se “la mancata attivazione degli interventi in controllo ai sensi dell’art.37 sono addebitati a pareri spesso interlocutori e dubbiosi pronunciati da ISPRA…. come  anche  riportato nella Mozione approvata dal Consiglio Regionale del settembre 2016 , ISPRA, a norma di legge ,  esprime pareri obbligatori ma non vincolanti . Pertanto - conclude Vivarelli - la Regione ,in modo motivato , può disporre la loro attivazione anche in difformità del richiesto parere . La dimensione territoriale e la qualità economico sociale dei danni ci appaiono motivo ampiamente giustificativo per un intervento di carattere straordinario”, che potrebbe anche essere supportato dai pareri scientifici del Cirsemaf e delle Università Toscane.