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I FAGIANI DI PIANOSA, UNA STORIA DA RACCONTARE

Una storia da raccontare: a Pianosa c’è una colonia di fagiani (ma anche  pernici e lepri) che nel corso degli anni, per vari motivi, sono cresciuti indisturbati, forti e geneticamente resistenti. Un piccolo tesoro che però adesso il Parco ha deciso, a seguito delle strategie che intendono privilegiare i ceppi autoctoni (e i fagiani non lo sono) di eradicarli (che vuol poi dire abbatterli sul posto). Una manna per chi pensa a caccia uguale sparare sempre e comunque, si dirà dalle parti dei soliti ambientalisti. E invece…
Un vero peccato, hanno pensato alla Federcaccia di Firenze, disperdere un tesoretto di veri selvatici. “Abbiamo pensato ad un progetto – racconta Simone Tofani presidente dalla FIDC fiorentina -  che prevedeva l’invio di volontari e tecnici per effettuare catture e utilizzare questi ottimi riproduttori per ridistribuirli inizialmente in Zone di Ripopolamento e Cattura, dove come è noto la caccia è vietata e poi, successivamente, sul territorio libero a caccia programmata”.


Da sempre la Federcaccia di Firenze ha individuato nelle ZRC e di rispetto venatorio, una superficie che copre una vasta area dell’ex provincia di Firenze, lo strumento principe per superare la crisi della piccola selvaggina stanziale e la tutela di presenze insidiate da molteplici fattori, ungulati ma anche scarsa selvaticità dei soggetti immessi. Il progetto delle catture a Pianosa, a totale carico della Federcaccia di Firenze, è così diventato realtà ed è stato effettuato in collaborazione con Università di Firenze Scuola di Biologia, Ispra, ATC Firenze Nord ed ha impiegato sul campo un cospicuo numero di studenti e volontari.
Ben 111 i soggetti catturati, 32 femmine e 79 maschi che sono già sono stati immessi ai primi di febbraio nella ZRC Elzana. a Carmignano.
I tutor del progetto, che prosegue con un’attività di monitoraggio e studio sono, oltre al presidente della FIDC Fiorentina, il professore Marco Zaccaroni dell’Università di Firenze e il dott. Leonardo Gori tecnico faunistico e membro dell’ATC Firenze Nord.
“Un caso importante e significativo in cui i cacciatori della Federcaccia di Firenze, hanno testimoniato quale debba l’approccio corretto quando si parla di biodiversità e gestione: i cacciatori – sottolinea Tofani – hanno imboccato la strada di un progetto, scientificamente fondato, per la tutela dell’ambiente e della fauna, con l’obiettivo recuperare un patrimonio di selvatici altrimenti destinati all’immediato abbattimento”.
E già si parla di bissare il progetto questa volta finalizzato anche alla lepre.