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DALLA CONFERENZA PROGRAMMATICA UN’AGENDA PER USCIRE DALL’EMERGENZA E PROGETTARE IL FUTURO

Successo per la Conferenza Programmatica promossa dalla Confederazione Cacciatori Toscani: dagli interventi e dalle indicazioni non solo la fotografia di una situazione allo stremo ma anche l’abbozzo di un disegno per uscire dalla crisi e l’apertura del dialogo con le forze politiche e sociali necessarie a dare gambe al progetto.  A partire dal saluto del presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani: una presenza affatto formale ed una disponibilità di sostanza, naturalmente all’interno delle competenze del ruolo super partes, a far si la crisi della gestione faunistica in Toscana torni al centro del confronto fra le parti.  Dalla Conferenza esce un patrimonio di riflessioni da cui sono emerse proposte concrete che costituiranno la piattaforma con cui la CCT  - lo ha annunciato, chiudendo la prima sessione, Moreno Periccioli (membro presidenza CCT e presidente FIDC Toscana)- si presenterà già dai prossimi giorni agli organi di governo della Regione ma anche ai Gruppi Politici presenti in Consiglio. Un drappello dei quali è stato messo a confronto con gli ATC e gli Agricoltori nel corso di una tavola rotonda svoltasi al pomeriggio, aperta da Francesco Rustici (membro presidenza CCT e presidente ARCT) e coordinata dal giornalista di Sentieri di Caccia Matteo Brogi. Vi hanno preso parte per le associazioni agricole Marco Failoni della CIA e  Fabrizio Filippi della Coldiretti,  per gli ATC Giovanni Doddoli rappresentante del Coordinamento, Gianluca Dall’Olio  presidente FeNaVeRi, Andrea Pieroni consigliere regionale del PD e Tommaso Villa candidato di Forza Italia in Toscana.
Filo conduttore la consapevolezza dello stato di crisi in cui versa il comparto in Toscana; imbarazzo e disponibilità da parte dell’esponente della forza di governo della Regione a riaprire la concertazione per uscire dalle secche, attenzione e apertura da parte degli agricoltori sulla necessità di riaffrontare l’intera questione governance negli ATC, emergenza ungulati e questione danni; caccia “compatibile”, secondo il rappresentante di FI con le scelte animaliste di Berlusconi e infine da chi in prima linea quotidianamente (Doddoli ATC) grido d’allarme ma anche rivendicazione orgogliosa del ruolo della caccia: “Dai cacciatori gratuitamente un milione di ore caccia per le attività di controllo. Fate voi il conto del costo sociale se i cacciatori incrociassero le braccia!
DALLE PROPOSTE EMERSE
Abiti Territoriali di caccia
Piena vicinanza e sostegno alle ragioni e problematiche espresse dagli ATC Toscani nel documento presentato alcune settimane fa e rimasto lettera morta. C’è un evidente rischio di paralisi dell’attività amministrativa degli ATC. Occorre urgentemente aprire un tavolo di crisi per evitare che il caso di Firenze 5 sia solamente il primo di una serie di dimissioni a catena.
Crisi della Piccola selvaggina stanziale
Si propone d coinvolgere gli Atc e le varie categorie nella stesura e proposta del nuovo Piano Faunistico.
Le strategie sugli Istituti faunistici pubblici e privati vanno sottoposte ad ampia partecipazione dei territori No a scelte centralistiche. Sulla piccola selvaggina stanziale si propone la necessità di sperimentazione di “zone a particolare gestione faunistica venatoria” per coinvolgere maggiormente i cacciatori e concentrare gli investimenti negli istituti faunistici quali ZRC e ZRV
Gestione ungulati
Superamento della Legge obiettivo sugli ungulati. Occorre procedere con urgenza alle verifiche previste dalla legge sull’applicazione della normativa straordinaria che a parere della CCT non ha raggiunto i risultati attesi vista la comune valutazione che anche le associazioni agricole danno della situazione.
Aumento dei danni e crescita degli ungulati impongono una radicale inversione di marcia. Occorre ritornare alla corretta applicazione dell’Art 37 e snellire le procedure per gli interventi di contenimento. Superare da subito la logica del conflitto tra squadre e cacciatori di selezione applicando le indicazioni più volte proposte dalla CCT.
Danni.
Necessità di uniformare criteri di stima e rilevamento (anche mediante criteri e modalità innovative e oggettive proposte nella conferenza)  accompagnandoli  ad un unico atto di indirizzo regionale sui prezzi di mercato dei prodotti e modalità di indennizzo. La CCT propone anche l’istituzione di un fondo regionale alimentato con risorse pubbliche e lo studio di una eventuale copertura assicurativa .
Ripensare il modello
Occorre superare le emergenze ma anche iniziare una nuova riflessione sul futuro. La crisi degli ATC non è solo un problema Toscano.  Quale modello di caccia per il futuro per garantire i capisaldi pubblicistici e dare maggiore peso al ruolo di agricoltori e cacciatori nella gestione.