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PESTE SUINA. NO ALLARMISMI E STRUMENTALIZZAZIONI, MA CONCRETO COINVOLGIMENTO DEL MONDO VENATORIO


I cacciatori pronti a collaborare secondo le indicazioni delle Autorità per individuare e circoscrivere ulteriori nuovi casi. L’esperienza dei Paesi esteri che hanno già affrontato il virus e quella della Sardegna siano di esempio e guida anche per il nostro Paese

Roma, 11 gennaio 2022 – Ha destato comprensibile e fondata preoccupazione la conferma di alcuni, per fortuna al momento limitati, casi di peste suina africana anche sul nostro territorio nazionale, riscontrati in alcuni capi di cinghiale.

I rischi per il patrimonio faunistico oltre che per quello zootecnico e il pericolo di un forzato stop di molte attività economiche della filiera suinicola e legate all’ambiente soprattutto boschivo non ci lasciano indifferenti. Come parte attiva e consapevole del corpo sociale abbiamo ben presenti le potenziali pesanti ricadute non solo economiche che potrebbero derivare dal sottovalutare o non affrontare in modo corretto questa ennesima criticità che si presenta al Paese, già messo a dura prova dal perdurare di una difficile situazione sanitaria dettata dal Covid. Come già per l’epidemia, anche in questo caso riteniamo sia nostro dovere di cittadini contribuire allo sforzo comune, mettendo a disposizione il bagaglio di esperienza e professionalità proprie della nostra attività.

Rinnoviamo quindi per prima cosa la nostra disponibilità al Ministero della Salute, alle Regioni e alle autorità investite del problema. In attesa di indicazioni e richieste precise da parte delle Istituzioni, necessarie per un’azione coordinata ed efficace, Federcaccia ha provveduto in queste ore a mobilitare la propria struttura nazionale affinché sia pronta ad offrire una piena e soddisfacente collaborazione secondo i protocolli nazionali e le iniziative prese a livello delle singole Regioni.

Una collaborazione, quella dei cacciatori, che ricordiamo è stata importantissima per il contenimento di questa pericolosa e letale malattia e delle sue conseguenze socio-economiche in ogni Paese europeo che si è trovata ad affrontarla. A chi, come di consueto, non ha perso tempo a puntare il dito contro la caccia e i cacciatori in genere e in particolare contro i praticanti la caccia in braccata, consigliamo di studiare meglio le esperienze estere relative alla peste suina.

Senza bisogno di passare i confini, basta il caso Sardegna, che senza alcun dubbio può essere portata ad esempio di come il contributo dei cacciatori, sempre riconosciuto e richiesto da parte delle Istituzioni regionali, sia stato fondamentale negli anni per controllare e isolare il virus facendo sì che da circa 4 anni non si abbiano focolai nell’isola e che in 42 anni il sierotipo sardo non sia mai uscito dalla Sardegna mettendo a repentaglio gli allevamenti di altri territori.

Ufficio Stampa Federazione Italiana della Caccia

PESTE SUINA AFRICANA – IL RUOLO DETERMINANTE DEI CACCIATORI


Questa mattina, in modalità di videoconferenza, si è tenuto il tavolo informativo tra la Regione Toscana ed il mondo venatorio in merito all’epidemia della PSA (Peste Suina Africana).

A seguito dei casi accertati nelle regioni Piemonte e Liguria, sono state esplicate le imminenti problematiche in merito all’avanzare della PSA, chiarendo che tutte le iniziative da intraprendere saranno indicate direttamente dal Ministero della Sanità.

Il Dott. Alessio Capecci della direzione Sanità della Regione Toscana, ha spiegato i dettagli della malattia ed ha ribadito che si tratta di un problema che desta molta preoccupazione e che deve essere affrontato con estrema serietà.

La Regione Toscana pertanto decreterà quanto prima, le eventuali misure preventive che al momento saranno incentrate sulla sola provincia di Massa e Carrara data la contiguità territoriale con le zone attualmente interessate dal contagio.

Onde evitare il susseguirsi di notizie attualmente infondate, ci preme precisare che al momento non è stato messo in discussione lo svolgimento dell’ esercizio dell’attività venatoria sul territorio regionale.

A partire da questo primo incontro a cui d’ora in avanti sarà seguito un tavolo di coordinamento permanente, è stato unanimemente rilevato quanto sia determinante il ruolo del mondo venatorio e dei cacciatori nelle operazioni di monitoraggio e controllo che si renderanno necessarie sul territorio.

Il “capitale umano”, volontario, messo in campo, dalle squadre di caccia al cinghiale, dai distretti, dalle GGVV e da tutti i cacciatori, con il massimo senso civico e di responsabilità sarà a disposizione della comunità e risulterà determinante anche in questa delicata sfida che ci attende.

Nelle conclusioni la Regione Toscana con le parole del Dott. Burresi e del Dott. Capecci nel raccomandare massimo senso di responsabilità, non alimentando allarmismi infondati, hanno informato che già dalle prossime ore ed a partire dalla realtà territoriale di Massa e Carrara, tutte le ATC saranno dotate di materiale specifico da consegnare ai cacciatori per il necessario supporto alle azioni di ricerca e monitoraggio di eventuali carcasse di Cinghiali.

Sotto il coordinamento degli ATC e sulla base delle linee guida Ministeriali e delle indicazioni regionali, proseguirà il lavoro nelle prossime ore, consapevoli della dinamicità e pericolosità di un fenomeno sanitario come quello della PSA.

LA REGIONE TOSCANA AFFERMA IL PRINCIPIO DELLA SUSSIDIARIETA’ IN MATERIA VENATORIA

La Giunta Regionale Toscana, su proposta dell’Assessore Stefania Saccardi, ha approvato nella seduta di oggi alcune importanti delibere riguardanti l’attività venatoria.

In particolare si è dato avvio alla procedura istitutiva dei CAV (Centri di Assistenza Venatoria) così come previsto dall’art 5 bis della LR 3/94. Un passo di grande importanza per tutto il mondo venatorio Toscano volto ad affermare il principio della sussidiarietà in materia venatoria. Ai futuri CAV, saranno affidati compiti di supporto su precise attività riguardanti la caccia; rinnovi e nuove autorizzazioni per gli appostamenti fissi, domande per le varie abilitazioni venatorie, promozione della cultura della sicurezza, gestione del portale per l’inserimento e rilascio degli anelli inamovibili per i richiami vivi per uso caccia.

Una scelta che porta a compimento una parte importante dello spirito contenuto nella Legge Regionale 3/94 sulla caccia. Per la prima volta a livello Nazionale, in materia di attività venatoria, si applica un concetto innovativo per la semplificazione di alcune procedure e per un conferimento di specifiche funzioni alle associazioni di categoria, così come già avviene in altri settori della vita pubblica.

Un plauso dunque all’Assessore Saccardi per l’affermazione di questo importante risultato che pone oggi, la Regione Toscana, ancora una volta alla testa di un processo culturale che auspichiamo venga seguito anche da altre realtà regionali.

Nella seduta sono state anche approvate le delibere riguardanti le modalità per il rilascio degli anelli inamovibili per i richiami vivi ad uso venatorio e quella inerente lo svolgimento delle attività di controllo  in art. 37 sul cinghiale con il metodo della braccata.

GRAVE LUTTO NEL MONDO DEL TIRO A VOLO E DELLA CACCIA. A SOLI 19 ANNI CRISTIAN GHILLI CI HA LASCIATI.

Ci sono notizie che non vorremmo mai dare. Purtroppo la vita ci mette spesso davanti a fatti che non possono non lasciare in tutti noi, sgomento e incredulità.

Nella giornata di ieri giovedì 6 Gennaio, il mondo del tiro a volo Toscano e Nazionale e l’intera comunità di tutti i cacciatori è stata colpita da un lutto straziante che lascia attoniti.

Il nostro campione Cristian Ghilli si è spento in ospedale a soli 19 anni a seguito di un grave incidente.

Solo pochi mesi fa, avevamo festeggiato Cristian, giovane eccezionale tiratore, per i suoi risultati sportivi.

A Lima in Perù, Cristian si era aggiudicato quest’anno il titolo di Campione del mondo nella specialità SKEET a seguito di un percorso agonistico di eccellenza.

Amava la caccia, passione trasmessa dal Nonno, storico dirigente della Federcaccia di Ponteginori e grazie al presidente della Federcaccia Sez. Capannoli Val d’Era - Strada  Roberto Salvini era riuscito a metterla in pratica conseguendo l’abilitazione ed il porto d’armi per uso venatorio nel 2017.

Oggi, gli amici di sempre, la sua associazione ad ogni livello ed in particolare il presidente di Federcaccia Toscana - Marco Salvadori, il presidente di Federcaccia Pisa – Alfonso Papa, la Confederazione Cacciatori Toscani e l’intero mondo venatorio e del tiro a volo, piangono la perdita di un grande amico, un campione, un giovane, che amava la caccia e i suoi valori.

Ci stringiamo al dolore della famiglia, consapevoli che Cristian, rappresenterà un esempio e un riferimento per la nostra comunità.

 

CCT: AL VIA LE CATTURE E LE IMMISSIONI DI FAGIANI E LEPRI NEGLI ATC TOSCANI

In primi giorni del mese di Gennaio, nella parte finale della stagione venatoria, nei vari ATC Toscani si svolgeranno regolarmente le operazioni di cattura e re-immissione dei capi appartenenti alle specie fagiano e lepre nel territorio a caccia programmata e in aree idonee alla specie.

Le operazioni si svolgeranno all’interno degli istituti faunistici pubblici (ZRC,ZRV) che a seguito di specifici censimenti nel corso del 2021, sono stati inseriti nei rispettivi piani di cattura elaborati dai singoli ATC, ed approvati dai competenti uffici regionali.
Nei singoli atti autorizzativi, oltre all’individuazione delle modalità di cattura dei capi riprodotti allo stato naturale, (presenza di un agente di vigilanza di cui all’art. 51 che coordinerà il personale volontario previa teleprenotazione sul sistema informatico regionale zerogis), vengono stabiliti anche i periodi per lo svolgimento di tali attività.
Gli interventi di cattura e re-immissione per la specie lepre dovranno concludersi entro la data del 15/02/2022, mentre per la specie fagiano viene stabilita quella del 28/02/2022.

Nonostante le difficoltà generate dalla pandemia e la diminuzione crescente delle risorse finanziare per gli ATC, grazie all’attività di tanti volontari che operano all’interno degli istituti faunistici pubblici, in molte realtà territoriali degli ATC Toscani, la buona gestione faunistica continua ad andare avanti.
Il nostro impegno sarà quello di rafforzare il ruolo e la funzione delle strutture pubbliche a partire dalle scelte e dai contenuti del nuovo PFVR, e conseguentemente dagli investimenti economici a favore della biodiversità che potranno essere attivati con il futuro PSR e a seguito anche delle novità introdotte nella recente riforma della PAC.

Da tempo assistiamo ad una crisi crescente della selvaggina nobile stanziale, che potrà essere arginata ed invertita solo mettendo in campo politiche innovative ed investimenti favoriti da un nuovo patto tra cacciatori ed agricoltori finalizzato a generare biodiversità ambientale e pratiche agricole compatibili, da sviluppare soprattutto all’interno degli istituti faunistici pubblici e privati vocati alle specie di indirizzo.

BUON ANNO DALLA CCT!

Sperando abbiate trascorso un felice e sereno Natale in compagnia delle vostre famiglie, la dirigenza e lo staff della Confederazione Cacciatori Toscani Vi augurano un felice e sereno anno nuovo.
Che possa essere finalmente un anno decisivo e di svolta sia per la situazione sanitaria del nostro Paese, che per l'attività venatoria nella nostra Regione e non solo.

Molte sono le sfide che ci hanno visti impegnati per difendere le ragioni della caccia e dei cacciatori, come molte altre sono quelle che ci attendono con l'arrivo del nuovo anno.Come sempre le associazioni Confederate nella CCT si faranno trovare unite e pronte a rappresentare al meglio i diritti dei cacciatori Toscani.
 
Essere sempre di più protagonisti nella gestione del territorio e della fauna; attraverso il lavoro profuso negli ATC, sempre in equilibrio con le istanze del mondo agricolo, lavoreremo per ridare slancio e dinamicità a molte realtà territoriali, ormai da troppo tempo coinvolte in situazioni gestionali difficili; sia dal punto di vista dei danni alle produzioni agricole, che da quello della drastica diminuzione della selvaggina nobile stanziale.
 
Un lavoro di cooperazione e collaborazione con le istituzioni che i nostri dirigenti intendono proseguire e rafforzare, sin dai primi giorni del prossimo anno.

Ridare poi finalmente organicità e strutturazione al comparto cinofilo sportivo dell'associazione, dato che siamo si' redici da un anno soddisfacente dal punto di vista delle attività, ma comunque carenti da quello organizzativo e della pianificazione, a causa dall'impossibilità di programmazione a lungo termine dettata dall'emergenza sanitaria.
 
In questi e molti altri aspetti ci poniamo quindi l'obiettivo di migliorare e potenziarci da subito; rendere un servizio sempre più puntuale e organizzato a tutti i cacciatori toscani, con l’ambizione di difendere ed alimentare, con competenza e preparazione, la nostra passione.
 
Nuovi obiettivi da raggiungere uniti che possano dimostrare il vero ruolo che la caccia ed i cacciatori ricoprpno all’interno della società moderna.
 
Una informazione ed una comunicazione sempre precisa ed al passo con i tempi, per dare slancio e forza propulsiva alla caccia ed i cacciatori toscani, con lo sguardo ed sempre rivolto ai giovani cacciatori ed alle loro idee; la nostra speranza ed il nostro futuro!
 
Auguri dalla Confederazione Cacciatori Toscani!!
Federcaccia Toscana, Anuu Toscana, ARCT - Ass. Reg. Cacciatori Toscani

APPROVATA LA DELIBERA DEL PIANO DI CONTROLLO SUL CINGHIALE IN REGIONE TOSCANA 2022-2024

Nella seduta di ieri lunedì 27 dicembre 2021 la Giunta Regionale Toscana, su proposta dell’Assessore Stefania Saccardi ha approvato la delibera relativa al “Piano di Controllo delle popolazioni di Cinghiale in Regione Toscana per le annate 2022-2024.

La delibera in oggetto, al momento in via di pubblicazione sul BURT, stabilisce le modalità e le tipologie di intervento per le eventuali azioni di contenimento della specie (con cattura e/o abbattimento),  incentrati alla riduzione dei danni alle coltivazioni agricole.

Il  Piano di Controllo avrà validità triennale, per il periodo 2022-2024 e riguarderà in particolare gli Istituti faunistici pubblici e privati oltre al territorio a caccia programmata.

Di seguito scaricabili la delibera n° 1425 del 27/12/2021 ed il relativo Piano di controllo del Cinghiale 2022-2024:

L’IMPEGNO DEI CACCIATORI UNA RICCHEZZA DA VALORIZZARE

Per il secondo anno consecutivo, la Federazione Italiana della Caccia si è interrogata sulle attività che l’hanno vista protagonista nell’anno passato e sul loro impatto per la società. Ancora una volta i dati in ore lavoro e valore economico confermano il cacciatore come vera e insostituibile risorsa del Paese

Roma, 22 dicembre 2021 – Incoraggiata dai risultati ottenuti con l’esperienza maturata nel 2020, Federazione Italiana della Caccia ha deciso di ripetere – sempre affidandosi a una società di consulenza indipendente – la raccolta e rendicontazione delle molteplici attività svolte e condivise con i propri associati, quantificandone economicamente il valore per i cittadini e per l’ambiente.

Dati e cifre basati su fatti e metodologie precise e riconosciute, che delineano la caccia e i cacciatori in modo ben diverso da come si continua ideologicamente ed emotivamente a sostenere in certi ambienti. Non costo per la società dunque, ma risorsa di primo piano.

Nasce così il secondo Bilancio Sociale – strumento ormai diffuso nella maggioranza delle aziende – per dare una misura concreta, misurabile e confrontabile nel tempo di cosa la Federazione svolge nel suo settore di competenza e in altri campi della società civile. Evidenziamo i punti salienti.

Nonostante il 2020 sia stato un anno particolarmente difficile a causa della pandemia, la Federazione si è dimostrata come sempre attiva e presente. Anzi, soprattutto la necessità e la volontà di dare un sostegno concreto alle comunità locali, alle istituzioni pubbliche e al Sistema Sanitario Nazionale impegnati nella lotta al Covid – affiancata alla abituale opera di reperimento di risorse da devolvere ad associazioni, fondazioni o altri enti del terzo settore impegnati in attività di volontariato e nella protezione civile – è stato di sprone a tutte le sezioni e ai tesserati. Si è registrato così un aumento del +54% delle iniziative sociali di raccolta fondi rispetto al 2019, con un incremento dell’ammontare raccolto che ha quasi dell’incredibile: +856%. Uno sforzo che tradotto in cifre ha generato un ammontare netto pari a 1.182.000,32 Euro interamente donati.

Emergenze a parte, che vedono sempre i cacciatori in prima linea, sono la gestione faunistica e la tutela ambientale a essere fra i maggiori impegni per la Federazione. Malgrado la forzata riduzione del numero delle azioni messe in campo, le iniziative di gestione faunistica organizzate e condotte nel corso del 2020 hanno visto il coinvolgimento di migliaia di tesserati per un numero cumulativo di 1.348 giornate di lavoro, generando un impatto sociale complessivo di 363.600,00 Euro, che con una diversa considerazione e coinvolgimento del mondo venatorio da parte delle Istituzioni può potenzialmente generare un impatto sociale pari a 27.861.120,00 €.

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TELEMETRIA SATELLITARE: FEDERCACCIA ESTENDE LA RICERCA AL TORDO BOTTACCIO. PARTITO LO STUDIO SPERIMENTALE IN SARDEGNA


Dopo le beccacce dello scorso anno, la ricerca con la telemetria satellitare intrapresa da Federcaccia nel corso degli anni si è ampliata quest’anno con una nuova sfida: conoscere la fenologia migratoria di una delle specie più importanti per i cacciatori italiani, il tordo bottaccio.

L’iniziativa dell’Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro Ambientali di Federcaccia nazionale, sotto il coordinamento scientifico dell’Università di Milano, Dipartimento di Scienze e ecologia, ha deciso di puntare sulla tecnologia più raffinata oggi disponibile sul mercato, i trasmettitori ultraleggeri a ricarica solare che inviano la propria posizione ai satelliti del sistema ARGOS. Dato il peso ridotto della specie (tra 60 e 70 grammi) l’unico dispositivo compatibile è il trasmettitore da 2 grammi, dell’azienda statunitense Microwave Telemetry.
Una perfetta organizzazione sul territorio da parte di Federcaccia Sardegna, in particolare del Presidente provinciale di Nuoro dott. Giuseppe Rodriguez, e del Presidente di Federcaccia Sassari Mario Azara, insieme all’aiuto di varie persone sul posto, hanno permesso di realizzare il progetto.
Dal 15 al 18 dicembre una squadra composta dai dottori Sergio Scebba, Giuseppe La Gioia, inanellatori abilitati ISPRA e dal dott. Michele Sorrenti, coordinatore dell’Ufficio Federcaccia, ha catturato i sei tordi preventivati e li ha muniti del trasmettitore satellitare.
 
Lo scopo è conoscere gli spostamenti dei soggetti sia nel periodo invernale, sia in quello della migrazione prenuziale, per verificare con la metodica più efficace la tempistica degli spostamenti e le aree riproduttive della popolazione che sverna in Italia.

Federcaccia ringrazia la Regione Sardegna e l’Assessorato Ambiente in particolare per avere accolto favorevolmente la ricerca e avere fornito l’autorizzazione necessaria in tempi brevissimi.
Nelle prossime settimane Federcaccia fornirà gli aggiornamenti sullo stato della ricerca.
"Siamo estremamente convinti che solo con gli studi scientifici si possa concretamente difendere la nostra passione. Lo abbiamo appurato quest'anno con la vittoria al Tar sul periodo di chiusura della caccia alla beccaccia".

Il Presidente di Federcaccia Sardegna
Avv. Davide Bacciu

Ufficio Studi e Ricerche Federcaccia Nazionale
Dott. Michele Sorrenti

NUOVA PROROGA PER LA SCADENZA DEI PDA

Con il protrarsi dello stato d'emergenza arriva adesso anche una nuova proroga per le licenze in scadenza tra il 31 Gennaio 2020 e il 31 Marzo 2022.
 
Il nuovo termine per questi PDA è quindi fissato al 29 Giugno 2022.

Consigliamo comunque a chi potesse, di procedere con le operazioni di rinnovo prima di suddetta data, presso le sedi locali delle associazioni confederate, onde evitare di subire ritardi causati dalla forte richiesta di rinnovi del periodo estivo.

CACCIA E GIOVANI, UN BINOMIO SU CUI INVESTIRE

Un incontro per parlare di giovani e di caccia. Questo il tema della serata del 14 dicembre su Meet, la popolare piattaforma di teleconferenza, che ha coinvolto il presidente Massimo Buconi e tanti ragazzi del “Gruppo giovani FIdC” nel primo incontro formale del Gruppo, che ha già presentato un regolamento per meglio inserirsi nella struttura di Federcaccia.

Carmelo Violante, nel ruolo di moderatore della videoriunione, ha esordito ringraziando “i ragazzi di Vicenza e di Novara, che hanno dato il primo impulso alla creazione di questa compagine”. Violante ha poi spiegato quali sono i principali punti all’attenzione del Gruppo: “Il nostro obiettivo è la crescita, per concentrarsi su chi ha in mano il futuro della caccia e dovrà diffondere la nostra passione. Poi la comunicazione, il tallone d’Achille del mondo venatorio. Infine la formazione, perché in un mondo complesso come il nostro sapere cosa vuol dire ‘andare a caccia’ è fondamentale. E ancora la gestione, per far conoscere la presenza nell’associazione”.

È poi intervenuto l’altro moderatore, Marco Francesi, che ha spiegato l’approccio “nuovo e diverso che vogliamo avere. Dobbiamo saper dialogare con i gruppi che abbiamo vicino: transizione green, comunicazione, animalisti, gestione ambientale. Per farlo dobbiamo avere la capacità di essere un punto di riferimento del mondo venatorio, sia online che sul territorio”. Francesi ha poi presentato la struttura che si vuole mettere in piedi: “Oggi vogliamo gettare fondamenta da cui crescere: questo non è il punto di arrivo ma di partenza. Crediamo, grazie a chi già oggi fa parte del nostro gruppo, di avere le competenze, esperienza e la presenza sul territorio necessaria per agire bene. Tutti abbiamo determinazione e voglia di mettersi in gioco”.

Sono fiero di essere qui, questo gruppo è una grande occasione per la nostra Federazione”, ha esordito il Presidente nazionale Massimo Buconi. “La struttura di Federcaccia è una grossa opportunità, ma può presentare anche un rovescio della medaglia – ha proseguito – perché ci fa essere grandi, ma complessi; solidi e sicuri, ma a volte lenti. Siamo strutturati su migliaia di gruppi e sezioni locali, che ci rendono presenti anche nelle realtà più piccole, ma non sempre riusciamo a sfruttare le nostre potenzialità proprio perché l’informazione non si diffonde così capillarmente come sarebbe necessario”.

Altro tema fondamentale affrontato dal Presidente è quello della maggior presenza dei giovani nei quadri dirigenti. “I nostri dirigenti sono profondamente legati alla Federcaccia, hanno fatto e fanno il suo bene e dobbiamo ringraziarli, ma dobbiamo anche pensare alla formazione di nuovi quadri e a coinvolgere nei tavoli di lavoro e decisionali giovani e donne. Con queste ultime abbiamo creato il Gruppo delle cacciatrici Federcaccia, così da meglio coordinare e promuovere le loro iniziative e arricchire le nostre proposte. Credo che lo stesso percorso possa essere fatto per i giovani, il cui impegno e voglia di fare devono essere supportati e valorizzati e le cui competenze, penso ad esempio alla dimestichezza con il mondo dei social, portate a vantaggio della Federazione e di tutto il mondo della caccia.

“L’obiettivo è essere inclusivi – ha concluso Buconi – Dobbiamo valorizzare tutte le nostre componenti, dare ruoli e spazi a persone valide e preparate e rinnovarci per tutelare il futuro della nostra passione”.

IL RUOLO DELLA CACCIA PER LA BIODIVERSITA’

La riforma della PAC e la gestione della fauna selvatica, sono stati gli argomenti centrali di un recente convegno promosso dall’Accademia dei Georgofili e la Federcaccia Nazionale.
Lo scorso 11 Novembre nella sede della prestigiosa Accademia dei Georgofili si sono tenuti gli interventi di autorevoli relatori incentrati sul futuro rapporto legato alle prospettive della sostenibilità con il Green Deal Europeo e le interconnessioni tra l’attività agricola e la fauna selvatica.

Tra i vari aspetti, è emerso con forza l’interrogativo sul come la gestione dei terreni agricoli, finalizzata alla produzione di pregio, ma anche attenta alla valorizzazione ambientale, possa assumere un ruolo fondamentale per la creazione di ambienti idonei per ospitare e incrementare la presenza di specie faunistiche di rilevante importanza, attualmente in declino o fortemente minacciate dalle pratiche che determinano forti riduzioni di habitat favorevoli alla conservazione.
La conservazione della biodiversità è una priorità propria del Green Deal e della Transizione ecologica prevista dal Governo Nazionale.

Al contempo non basta evocare la parola biodiversità per individuare nello specifico i risultati che si vuole ottenere. Secondo il rapporto sulle Direttive Natura UE, uno dei principali problemi di conservazione ambientale è rappresentato dall’agricoltura intensiva, e ciò è confermato dal fatto che le specie di avifauna presenti in ecosistemi agrari, siano oggi quelle in maggiore declino. In tali territori dunque si presenta, più che altrove, l’urgenza di garantire azioni di ripristino ambientale.
Il mondo venatorio può e deve svolgere un ruolo attivo in questa direzione. L’interesse venatorio può generare risorse, favorendo o contribuendo a trasformare le rese agrarie in aumento di biodiversità.
Il ruolo dei cacciatori potrà dunque mostrarsi decisivo per l’interesse generale e per il contributo alla conservazione degli ecosistemi a rischio.

Su questi argomenti sarà possibile seguire integralmente i lavori della giornata di studio promossa dall’Accademia dei Georgofili al link: https://www.youtube.com/watch?v=jKZOTiPWuGE quale utile e autorevole contributo al lavoro che ci attende per il futuro.

PUBBLICATO IL NUOVO DOCUMENTO KEY CONCEPTS: LA COMMISSIONE EUROPEA RICONOSCE LE INCONGRUENZE DEI DATI ITALIANI

Roma, 14 dicembre 2021 - Sul sito ufficiale della Commissione Europea è disponibile il nuovo documento Key concepts, frutto del percorso di aggiornamento iniziato nel 2018, del quale Federcaccia ha esposto varie volte lo stato di avanzamento e le difficoltà incontrate dal mondo venatorio nel dialogo con le Istituzioni italiane, in particolare il Ministero dell’Ambiente, oggi Ministero per la Transizione Ecologica.

Il nuovo aggiornamento è composto di quattro parti: un’introduzione generale, le schede delle specie, la lista dei riferimenti utilizzati e il database completo. L’introduzione generale è importante per la comprensione delle schede delle specie, ed evidenzia le imprecisioni ancora presenti e la necessità di ricerche apposite per chiarire i fenomeni delle migrazioni e dei cicli riproduttivi nei vari Stati membri UE. Alla pagina nove sono presenti informazioni significative che confermano come le Autorità nazionali italiane non abbiano seguito le raccomandazioni della Commissione, sia nella procedura di preparazione delle proposte di modifica, non avendo realizzato un tavolo partecipativo con i portatori d’interesse nel procedimento, sia non avendo utilizzato le più recenti pubblicazioni scientifiche, ritenute dalla Commissione i principali riferimenti su cui basare l’aggiornamento dei Key concepts. Confrontando quanto raccomandato dalla Commissione con quanto attuato dal Ministero si può concludere che l’Italia si è posta in forte contrasto con le richieste europee ed ha agito in modo autonomo.

Analizzando invece le schede delle specie, si nota che nei testi che accompagnano le tabelle la Commissione ha riconosciuto l’incoerenza di molti dati fra vari Stati membri e spesso è citata l’Italia. Proprio per le specie per le quali Federcaccia e la Cabina di Regia avevano presentato dati e pubblicazioni scientifiche recenti, la Commissione scrive che le discrepanze possono essere spiegate dalla confusione fra movimenti invernali per cause trofiche e/o climatiche e l’inizio della vera e propria migrazione. Si tratta delle stesse argomentazioni che Federcaccia aveva inviato alla Commissione attraverso FACE e fatte presenti alle Autorità Italiane.

Questo concetto è espresso per l’alzavola, il tordo bottaccio, la cesena e il tordo sassello, tutte specie per cui Federcaccia e la Cabina di Regia avevano presentato le richieste di modifica per lo spostamento in febbraio della decade d’inizio della migrazione.

Per la beccaccia la Commissione scrive testualmente che la migrazione prenuziale inizia in febbraio negli Stati mediterranei, di fatto smentendo la posizione ISPRA e la tabella in cui per l’Italia (unico Paese di tutta la UE) è segnalata la seconda decade di gennaio. Riteniamo si tratti di piccoli successi di tutto il lavoro e le ricerche di Federcaccia, che attraverso FACE sono state portate nelle opportune sedi. Ci auguriamo che i TAR tengano presenti i testi accompagnatori del nuovo documento, ma nello stesso tempo constatiamo che le Autorità nazionali italiane hanno perso nuovamente l’occasione per risolvere alla radice il problema dei contenziosi giudiziari sui calendari e soprattutto continuano nel rifiutare le raccomandazioni della Commissione sulla partecipazione dei cacciatori ai processi decisionali.

Link al documento della Commissione Europea: (https://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/action_plans/guidance_en.htm)

Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro-Ambientali Federcaccia

AI CACCIATORI FERRARESI IL RICONOSCIMENTO “CACCIATORE DELL’ANNO”

L’onorificenza della Federazione Italiana della Caccia assegnata ai dirigenti e ai cacciatori della sezione provinciale di Ferrara per l’impegno profuso nel Progetto LIFE Perdix. Riconoscimenti per la loro attività istituzionale anche ad altri Presidenti regionali, provinciali e comunali

Roma, 10 dicembre 2021 – Dal 2019, con l’avvento della nuova Presidenza, la Federazione Italiana della Caccia ha istituito un riconoscimento da assegnare ogni anno a quei soci che si sono distinti per particolari meriti conseguiti in gesti peculiari o per il proprio impegno in materia faunistico-venatoria, ambientale, etica o sociale che abbiano portato positiva considerazione nella società alla Federazione e alla figura del cacciatore.

L’onorificenza di “Cacciatore dell’anno” è stata assegnata per il 2021 ai dirigenti e a tutti i volontari che hanno prestato il loro tempo, professionalità e impegno nelle diverse attività sul campo essenziali al positivo avanzamento delle azioni previste dal Progetto Life Perdix per la reintroduzione in natura della Starna italica, attualmente in svolgimento presso l’area del Mezzano. In loro rappresentanza ha ritirato il premio il Presidente provinciale della sezione FIdC di Ferrara, Giancarlo Andreghetti.

Il Progetto LIFE Perdix, il primo LIFE promosso da una associazione venatoria nel nostro Paese, mira al recupero e alla conservazione della Starna italica (Perdix perdix italica), dichiarata estinta in natura. Le principali azioni del progetto sono l’analisi genetica, l’allevamento in cattività e la reintroduzione di popolazioni vitali all’interno del sito Natura 2000 Valle del Mezzano, ZPS nel Delta del Po e richiede per la sua riuscita un forte coinvolgimento della cittadinanza locale e dei vari portatori di interesse nel processo di conservazione, monitoraggio e realizzazione di interventi di miglioramento ambientale. Nel progetto, oltre a Federazione Italiana della Caccia sono impegnati ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale; Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri; Fédération Nationale des Chasseurs (Federazione Nazionale dei Cacciatori francese); Legambiente; Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità - Delta del Po; ENCI - Ente Nazionale della Cinofilia Italiana. Per approfondire il tema: http://www.lifeperdix.eu/

Nel corso dell’Assemblea, sono stati poi premiati alcuni dirigenti per i risultati riportati nei compiti istituzionali della Federazione. Hanno così ricevuto l’onorificenza di “Presidente dell’anno” il Regionale delle Marche Paolo Antognoni, il Presidente provinciale della sezione BAT - Barletta Adria Trani Rossano Daleno per i risultati percentuali, mentre per quelli in termini assoluti è stato premiato il Presidente provinciale di Cagliari Ignazio Artizzu, che ha ritirato il riconoscimento anche per la sezione comunale sempre di Cagliari.

Ufficio Stampa Federazione Italiana della Caccia

Cacciatrici Federcaccia

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