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FACE. LA LISTA ROSSA DEGLI UCCELLI EUROPEA: AGGIORNAMENTO 2021

Presentato a Bruxelles il documento che indica la condizione dell’avifauna presente sul territorio europeo, inteso fino agli Urali. Per circa l'80% delle specie non ci sono motivi di preoccupazione, ma rimane il nodo della perdita di habitat, in particolare per le specie che frequentano gli habitat agricoli e umidi

Roma, 15 ottobre 2021 - Il 14 ottobre è stata presentata la Lista rossa europea degli uccelli 2021 con valutazione dei rischi di estinzione regionale per tutte le 544 specie di uccelli presenti in Europa. Alla presentazione hanno partecipato rappresentanti della FACE, Federazione delle Associazioni Venatorie Europee, tra i quali il Presidente del Gruppo di Lavoro sulle direttive Natura Dott. Michele Sorrenti. Il lavoro è stato condotto in collaborazione tra BirdLife International e l'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) e finanziato dalla Commissione europea.FACE, è stata lieta di vedere che circa l'80% delle specie di uccelli è stato valutato come Least Concern [letteralmente “minima preoccupazione”, n.d.r.]. Tuttavia, il fatto che si osservino tendenze in calo nel 30% dei casi per tutte le specie di uccelli e in oltre il 40% delle specie di uccelli acquatici è preoccupante.Per gli uccelli cacciabili lo stato è definito peggiorato per specie come il beccaccino, l'edredone e il codone, e sono state segnalate tendenze in calo per altre specie, come il fischione o la moretta. Per diverse specie di anatre, tra cui il codone, il fischione e la moretta, nell'Unione Europea si registra un calo delle popolazioni nidificanti, mentre il loro numero di svernanti è in aumento. Non si condivide la scelta della Lista rossa di definire le tendenze e le classificazioni solo in base alle popolazioni nidificanti, poiché il sistema di monitoraggio più affidabile è quello sugli svernanti, coordinato da Wetlands International, che fornisce in molti casi risultati opposti a quelli presenti in questa lista, proprio sulle specie sopra citate. A una precisa domanda su queste discrepanze la responsabile di BirdLife International ha affermato che nel caso di tendenze contrastanti fra popolazioni nidificanti e svernanti si è scelta la tendenza più preoccupante. Tale decisione appare sconcertante, considerando la qualità dei dati e il fatto che non vi siano accenni nel documento riguardo queste differenze, che sarebbe stato corretto evidenziare.Ad esempio, mentre i numeri riproduttivi del fischione stanno diminuendo in Unione Europea, con circa 55mila coppie, la specie rimane abbondante nell'UE con circa 1 milione di individui che vengono a svernare in questo territorio. Questi dati mostrano che l'UE sta perdendo l'habitat riproduttivo di qualità per gli uccelli acquatici e il ripristino delle zone umide deve essere molto più importante nell'agenda politica e amministrativa. Ecco perché FACE ha chiesto attivamente che nell'ambito della politica agricola comune siano incentivate migliori misure di conservazione degli habitat, in particolare sulle zone umide e sulle praterie umide.Il rapporto evidenzia anche storie di successo per specie cacciabili in alcuni Stati UE, come la moretta grigia, la moretta codona, e la pernice bianca nordica, che sono tutte uscite dalle categorie minacciate della Lista Rossa e ora sono valutate come a rischio minimo. Altri ancora come pernice bianca, chukar e tordo sassello sono passati da Near Threatened [quasi minacciato, n.d.r.] a Least Concern.

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CCT: VADEMECUM MOBILITA' VENATORIA 2021-2022

Certi di rendere un servizio utile per tutti i cacciatori che fruiscono della mobilità venatoria tra Toscana, Umbria e Lazio, pubblichiamo di seguito un Vademecum di facile interpretazione, che riassume la regolamentazione della stessa.

Di seguito scaricabile il Vademecum integrale:

CCT: DEFINITE LE MODALITA’ PER L’INTERSCAMBIO TRA TOSCANA,LAZIO E UMBRIA

Come precedentemente anticipato, la Giunta Regionale Toscana nella seduta di ieri pomeriggio 11 ottobre 2021, ha approvato la delibera sugli accordi di reciprocità per  “l’interscambio dei cacciatori tra regioni Lazio Umbria e Toscana”.

L’accordo, valevole per la stagione venatoria 2021/2022, stabilisce le modalità di svolgimento della caccia alla selvaggina migratoria da appostamento, svolta dai cacciatori provenienti dalle tre regioni interessate, oltre alle modalità per l’iscrizione in via prioritaria agli ATC scelti come eventuale residenza venatoria o ulteriore ATC.

Nello specifico, sarà possibile per i cacciatori Toscani, effettuare in via prioritaria l’iscrizione agli ATC Laziali ed Umbri o in alternativa, svolgere la caccia alla selvaggina migratoria da appostamento, attraverso il sistema di prenotazione per la mobilità venatoria.

I cacciatori Toscani, a partire dal 2 ottobre sino al 31 gennaio 2022 potranno prenotare le giornate di mobilità alla migratoria negli ATC della Regione Lazio, per un massimo di 18 giornate, versando una quota di euro 30.

Per gli ATC Laziali, le prenotazioni avverranno attraverso il sistema di prenotazione messo a disposizione dell’ATC Rieti 1.

Per quanto attiene invece la mobilità negli ATC della Regione Umbria, si potranno svolgere un massimo di 20 giornate sempre alla selvaggina migratoria da appostamento, previo versamento di euro 35 ed utilizzando il sistema di prenotazione messo a punto dalla Regione Umbria.

CCT: RENDICONTAZIONE STORNI, I NOSTRI UFFICI SEMPRE DISPONIBILI A SUPPORTO DEI CACCIATORI

Dato l'approssimarsi della scadenza relativa alla rendicontazione della specie Storno fissata per il prossimo martedì 12 ottobre, si raccomandano tutti coloro che ne avessero necessità, di inviare entro e non oltre la mezzanotte di lunedì 11 ottobre, il modulo allegato di seguito scaricabile, compilato nelle sue parti, all’indirizzo email dedicato cctstorno@gmail.com con allegato copia di documento in corso di validità.

Di seguito scaricabile il modulo per la rendicontazione:

CCT: CRISTIAN GHILLI CAMPIONE DEL MONDO JUNIORES DI SKEET!!

Cristian Ghilli, un esempio di come la passione per la caccia genera anche campioni.
Un vero e proprio orgoglio per il nostro mondo venatorio, rivendicato a pieno titolo, e che dimostra ancora una volta come la cultura della caccia e del tiro si affini anche nelle competizioni mondiali; dalle Olimpiadi ai Campionati di specialità.

Nato nel 2002 a Ponteginori, ma socio della Federcaccia di Strada di Capannoli, Cristian si è neo laureato campione del mondo di tiro a volo nella specialità dello skeet in ben due categorie su tre, in occasione dei campionati del mondo che si sono svolti la settimana scorsa a Lima, in Perù.

I risultati ottenuti, cioè quelli di campione del mondo a squadre nella specialità skeet, campione del mondo mix team con Sara Bongini e la medaglia di bronzo individuale, hanno davvero dello straordinario.

Un percorso da predestinato insomma, quello di Cristian, che dall’essere selezionato dall’ex campione del mondo Andrea Benelli, che di fatto lo ha inserito nel team azzurro, lo ha portato ad ottenere in poco tempo i successi odierni.

Un appassionato giovane cacciatore che in questo modo ha dato lustro a tutta la categoria, e con il quale, anche la Confederazione Cacciatori Toscani si congratula vivamente!

L’IMPEGNO DEI CACCIATORI ITALIANI PER LA BIODIVERSITÀ ALL’ATTENZIONE DELL’EUROPA

I cacciatori italiani gestiscono e conservano habitat e zone umide che ospitano durante tutto l’anno gli uccelli migratori. Una di queste esperienze, attiva da oltre 20 anni, è stata inserita nel Manifesto della Biodiversità FACE, presentata alle Istituzioni e ai cacciatori europei

Roma, 8 ottobre 2021 - Il Manifesto della Biodiversità è un ampio database di progetti di conservazione legati alla caccia che supportano l’azione di FACE, la Federazione delle Associazioni Venatorie Europee di cui anche Federcaccia fa parte, a Bruxelles.

Grazie a questa opera di raccolta e diffusione delle iniziative nei diversi Stati, il mondo venatorio ha modo di dimostrare in modo concreto e inconfutabile che i cacciatori danno un contributo cruciale al ripristino degli habitat, alle aree protette, al monitoraggio delle specie e molto altro a beneficio di tutta la comunità. Questa volta si parla di Delta del Po, un'area solitamente citata da animalisti e anticaccia come gravemente danneggiata e messa costantemente in pericolo dalla caccia.

Quanto mostrato evidenzia invece che questa area nel Delta del Po sta attualmente accogliendo centinaia di anatre nel loro viaggio migratorio, offrendo acqua, cibo e tranquillità, grazie all'opera di conservazione e ripristino ambientale svolta dai cacciatori della zona. Da più di 20 anni, investimenti a costo zero per la comunità, pari a centinaia di migliaia di euro, portano avanti la conservazione delle aree di acqua dolce e ospitano molte specie, anche quelle giudicate in declino, come il Moriglione, che recentemente è arrivato in questa zona con circa 600 individui, alcuni dei quali rimarranno durante l'inverno e diverse coppie vi trascorreranno la stagione riproduttiva.

Il contributo dei cacciatori al mantenimento della biodiversità si sviluppa durante tutto l'anno e i risultati dei monitoraggi danno ragione al mondo dei cacciatori, il numero di specie e di individui è in aumento o stabile nel Delta del Po e nella Laguna di Venezia, dove i cacciatori sono protagonisti della conservazione degli habitat naturali.
Una bella differenza fra propaganda e realtà.

A questo link il video sulla zona menzionata: https://www.youtube.com/watch?v=52DMRmBFJPQ&t=2s

Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro-Ambientali Federcaccia

PESTE SUINA: INTESA CONFERENZA STATO REGIONI

In questi giorni è stato ratificato l’accordo in seno alla Conferenza Permanente per i rapporti tra Stato e Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sul documento recante “Indicazioni operative in materia di rafforzamento della sorveglianza e riduzione del rischio per talune malattie animali”.

In particolare l’accordo si è incentrato sulle necessarie indicazioni operative per il rafforzamento della sorveglianza e la riduzione del rischio sulla Peste Suina Africana e Influenza Aviaria.

Un passo importante per assicurare un alto livello organizzativo delle azioni di prevenzione e di tempestivo riscontro su infezioni, che potrebbero generare danni ingenti al patrimonio zootecnico e alla fauna selvatica.

Per quanto riguarda la PSA (Peste Suina Africana), sono state individuate le misure strategiche per il Piano di prevenzione del rischio da attuare anche nella nostra realtà regionale, con particolare riferimento al ruolo attivo svolto dai cacciatori sia in termini di sorveglianza segnalazione e controllo dei possibili casi sospetti che per le azioni di riduzione della popolazione di cinghiali.

Su questi importanti aspetti, la Confederazione Cacciatori Toscani anche tramite le proprie associazioni confederate, si sta prodigando per la calendarizzazione di specifici incontri con i cacciatori e con i distretti di gestione, per fornire una adeguata informazione tesa ad aumentare la consapevolezza del rischio e migliorare la preparazione di tutti gli interessati per le eventuali attività da svolgere sul territorio.

Un impegno che viene assunto con senso di responsabilità da parte del mondo venatorio, per l’interesse generale e per le conoscenze che i nostri operatori comprese le Guardie Giurate Venatorie Volontarie potranno mettere a disposizione delle istituzioni.

FINALE NAZIONALE 53° CAMPIONATO ITALIANO S.UBERTO INDIVIDUALE. ECCO I CAMPIONI!

Grandissima affluenza alla finale nazionale svoltasi presso l’Azienda Agrituristica Venatoria Vallicelle di Dovadola (FC) sabato 2 e domenica 3 ottobre, dove 160 partecipanti provenienti da tutta Italia si sono confrontati dando vita a una prova di grandissima qualità sia pratica che tecnica.
“Voglio ringraziare tutti i concorrenti, i giudici, la segreteria e il gestore della zona, oltre naturalmente alla Commissione cinofila per il lavoro svolto e la commissione regionale Emilia Romagna” ha dichiarato il responsabile nazionale Aldo Pompetti.
Ma veniamo subito alle classifiche, che vedono al 1° posto i Campioni S.Uberto Individuale 2021.

Assoluti
1° Furia Fabrizio con Mia PT p.68
2° Bonelli Stefano con Piter E.B. p. 66
3°Conter Alessandro con Nichi S.I. p.65
Veterani
1° Brocca Salvatore con Umbro S.I. p.65
2°Migliori Maresco con Fara Spr. S. p.64
3° Curto Carlo con Argo S.I. p.59
Ladies
1° Ganadu Maria Elena con Bell, E.B. p. 58
2° Violo Anna con Uranio S.I. p. 55
3° Salpietro Nunzia con Kira KZ p. 51
Juniores
1° De Girardi Andrea con Viki E.B. p.59
2° Fredda Paolo con Icaro E.B. p.58
3° Conti Michael con Ugo E.B. p.56

“Le mie più vive congratulazioni ai vincitori e a tutti i partecipanti – ha affermato il presidente nazionale Massimo Buconi – Ancora una volta la passione per la cinofilia ha dato vita a belle giornate di amicizia e agonismo, sempre costruite sulle solide basi su cui si poggia l’amore per la caccia e la vita all’aria aperta”.
Dovuti ma sinceri ringraziamenti vanno a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questa manifestazione: l’Azienda Vallicelle e tutto il suo staff; il Comune di Dovadola e il Comune di Rocca San Casciano; la Misericordia di Rocca San Casciano per aver presenziato durante la manifestazione e la Pro Loco di Bocconi; la Federcaccia Emilia Romagna e la provinciale di Forlì Cesena; l'allevamento Severi per l'ottima selvaggina.
Di seguito alcune foto della premiazione:

MOBILITA’ VENATORIA ED INTERSCAMBIO TRA REGIONI: L’INTESA E’ANCORA POSSIBILE!

 
E’ di questi giorni la notizia che l’accordo di interscambio per la mobilità venatoria tra le Regioni Toscana, Umbria e Lazio, ormai consolidato da anni, si sia nei fatti arenato. Più precisamente Lazio ed Umbria sono arrivati ad un accordo che riconferma i termini della delibera siglata lo scorso anno, mentre la Toscana, al momento, sembra essersi tenuta fuori dall’ intesa.

Occorre ricordare che da anni i cacciatori provenienti dalle tre regioni interessate, hanno trovato un positivo riscontro alle esigenze di mobilità e reciprocità, soprattutto per la caccia alla selvaggina migratoria.

Considerato l’avvicinarsi del periodo di massimo interesse per i cacciatori migratoristi, la Confederazione Cacciatori Toscani, ritiene necessario produrre ogni sforzo per garantire una nuova intesa tra le Regioni interessate anche per evitare possibili ripercussioni sull’ accoglimento di cacciatori Toscani negli ATC Laziali ed Umbri.

Per questa ed altre ragioni si chiede con forza all’ Assessore Saccardi di approfondire la vicenda per giungere in tempi brevi ad una positiva soluzione.

Una soluzione che riconfermando l’impianto dello scorso anno rinvii ulteriori determinazioni alla prossima stagione venatoria al fine di valutare in tempi consoni, eventuali affinamenti o modificazioni dell’accordo.

CCT: ALL’ELBA I SINDACI CHIEDONO IL SUPERAMENTO DELLE ZONE VOCATE ALLA CACCIA AL CINGHIALE

E’ di ieri la notizia della richiesta da parte dei sindaci Elbani, presentata in occasione della seduta della Comunità del parco dell’Arcipelago Toscano, con all’ordine del giorno la discussione sulla situazione degli ungulati all’isola d’Elba, di un superamento e relativa cancellazione delle aree vocate per la caccia al cinghiale nella forma della braccata sull’isola.
 
A nostro avviso questa certamente non è la strada da percorrere per ottenere dei buoni risultati gestionali sulla specie cinghiale, e che l’idea di un superamento delle aree vocata con la contemporanea demonizzazione della caccia in braccata non porti ad alcun risultato risolutivo per le attuali problematiche.
A tal proposito abbiamo chiesto un commento al Dott. Federico Morimando, Tecnico Faunistico, Dottore in Scienze Naturali e Dottore di Ricerca in Zoologia, da anni collabora con le Istituzioni e gli ATC Toscani:

“La richiesta della Comunità del Parco dell’Arcipelago Toscano è evidentemente il frutto di un’esasperazione crescente e non sanata, relativamente alla gestione della specie Cinghiale sull’isola d’Elba. La realtà dell’isola d’Elba vede contrapposti i due fronti della conservazione Ente Parco e quello della gestione faunistico venatoria ATC, in un paradigma che è tipico di molte realtà italiane, ma il cui quadro è aggravato dall’insularità, in cui evidentemente popolazioni crescenti di ungulati selvatici si ritrovano in un ambiente naturalmente confinato e limitato. Come mai i cinghiali crescono di numero? E’ colpa del Parco ? Direi di no perché il Parco dell’Arcipelago Toscano mette in atto da anni una precisa e attenta attività di controllo numerico attraverso catture e prelievo selettivo (che tra l’altro sono complementari e si integrano, prelevando le gabbie prevalentemente giovani e il prelievo selettivo animali adulti). E’ colpa dell’ATC ? Direi di no perché le squadre nelle zone vocate assegnate prelevano mediamente l’80 % dell’abbattuto: su quasi 100 mila cinghiali abbattuti in Regione Toscana nel 2016 oltre 80 mila sono stati abbattuti con il metodo della braccata dalle squadre di caccia e circa 20 mila con la selezione e il controllo. Quindi è semplicemente sbagliato o, se vogliamo fuorviante, parlare di colpa o attribuire una colpa ad un settore o a un Ente piuttosto che un altro (a meno di evidenti o macroscopiche falle o lacune gestionali). Il fenomeno Cinghiale, oggi, è un fenomeno naturale (certamente indotto e favorito dall’uomo a partire dagli anni 50 e 60 del secolo scorso) che ormai ha assunto una dimensione continentale europea ed è sospinto da fattori ecologici di portata enorme, come l’incremento costante delle superfici incolte e forestali (quasi 587mila ettari di nuove boschi in 10 anni si sono aggiunti sul nostro territorio) e dal cambiamento climatico che con inverni sempre più miti favorisce l’incremento degli ungulati selvatici. Quindi come se ne esce ? Collaborazione tra Enti e gestione adattativa della specie (monitorando le popolazioni e agendo con tutte le forme di prelievo opportune e adatte alle singole realtà ambientali) sono le risposte da mettere in campo non certamente risolutive: perché una soluzione definitiva e risolutiva, dobbiamo avere l’onestà intellettuale di dircelo, non esiste. La sfida degli Enti Parco e degli ATC è pertanto quella di collaborare e comprendere che la conservazione della fauna selvatica non può prescindere dalla gestione delle risorse naturali e umane che insistono su un territorio e che pertanto applicare criteri conservativi di gestione della fauna selvatica può talvolta o spesso significare dover prelevare animali selvatici o controllarli numericamente con cognizione di causa e, soprattutto, di effetti anche di tipo socio economico."

CCT: OPEN DAY AL CENTRO ORNITOLOGICO MALPASSO!

Nella giornata di martedì 28 settembre presso il centro Ornitologico del Malpasso, si terrà un open day dedicato alla cattura ed inanellamento dell'avifauna in migrazione, aperto a coloro che, previa prenotazione, comunicheranno anticipatamente la loro presenza.

Dalle ore 8:00 e fino alle ore 12:00 si svolgeranno le consuete attività di ricerca, un occasione per partecipare, confrontarsi con gli ornitologi a lavoro e stare all'aria aperta godendo della migrazione degli uccelli.

Ogni partecipante è pregato di comunicare la propria presenza (anche attraverso un messaggio Whatsapp), nonchè organizzarsi in autonomia per il pranzo al sacco.

La giornata è interamente organizzata all'aperto ed in caso di maltempo sarà quindi annullata.

CCT: RENDICONTAZIONE STORNI, DISPONIBILE IL SERVIZIO DI ASSISTENZA!

In considerazione della difficoltà relativa alla comunicazione presso gli uffici regionali dei capi di Storno abbattuti in deroga di cui alla delibera n° 665 del 21/06/2021 e visti i tempi ristretti per la prima rendicontazione prevista per la data di martedì 28 settembre 2021, le sedi provinciali delle Associazioni confederate, rimangono a disposizione per ogni informazione e assistenza nei confronti dei cacciatori interessati.

Inoltre ricordiamo che abbiamo predisposto anche un servizio unificato di assistenza per coloro che non fossero in grado di eseguire singolarmente tale adempimento.

Per semplificare il lavoro e l’organizzazione del servizio, abbiamo predisposto un apposito modulo semplificativo di autocertificazione che dovrà essere inviato entro le ore 24:00 del giorno precedente alla scadenza della rendicontazione (lunedì 27 settembre).

In allegato il modulo di autocertificazione da compilare ed inviare presso le strutture abilitate o all’indirizzo email dedicato cctstorno@gmail.com con allegato copia di documento in corso di validità.

ASSEMBLEE TERRITORIALI DI FEDERCACCIA FIRENZE E GROSSETO

Si sono svolte nel territorio toscano, nei giorni precedenti l’apertura della nuova stagione venatoria, delle assemblee pubbliche rivolte a tutti i cacciatori e ai dirigenti locali, organizzate dalle sezioni provinciali Federcaccia di Firenze e di Grosseto e che hanno visto la partecipazione complessiva e in sicurezza di oltre 150 cacciatori, per informare sui principali temi d’attualità che interessano tutte le forme di caccia e confrontarsi sul futuro del mondo venatorio e sulle opportunità che potranno giungere con l’approvazione dell’atteso nuovo Piano Faunistico Venatorio regionale.  

Alle Assemblee sono intervenuti il Presidente di Federcaccia Toscana Marco Salvadori nonché i presidenti Provinciali di Firenze Simone Tofani e di Grosseto Davide Senserini.

A Dicomano e a Empoli, nelle relazioni dei Presidenti e con il contributo del Presidente della sezione di Empoli Piero Bruni, dei rappresentanti dell’ATC 4 Firenze Nord Fabrizio Rimini e Daniele Sforzi, del Presidente dell’ATC 5 Firenze Sud Pietro Terminiello, del segretario della Confederazione Cacciatori Toscani Marco Romagnoli e del delegato regionale Anuu Franco Bindi, il dibattito si è incentrato sulla crisi della piccola selvaggina, sui problemi legati ai ricorsi al TAR sul Calendario Venatorio e alla mancata preapertura alla tortora e che ha visto una attenta e preziosa risposta da parte dei partecipanti. Al termine un doveroso omaggio e saluto da parte del Presidente Tofani ai dirigenti che ci hanno lasciati in questo drammatico anno di pandemia.

A Scansano, nella splendida cornice messa a disposizione dalla Cooperativa dei vignaioli del Morellino di Scansano, nella relazione dei Presidenti e con gli interventi di Massimo Machetti della Regione Toscana e del Sindaco di Scansano Francesco Marchi, molto sentite sono state anche le problematiche legate al cinghiale, una delle forme di caccia tradizionali del territorio grossetano. Al termine dell’Assemblea, per tutti, un apericena offerto dalla Federcaccia di Grosseto.
Sono in corso di preparazione altre Assemblee territoriali per continuare a parlare con tutto il mondo della caccia.

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