Immagine 01
Immagine 02
Immagine 03
Immagine 04
Immagine 05

Tesseramento

Per Saperne di Più

Faq

Archivio News

FEED - RSS

Login

Campagna Federcaccia Toscana 2016

TOSCANA: TAR, ANNULLA PIANO VOLPI. CCT: “ GESTIONE A RISCHIO, CHIEDIAMO ALLA REGIONE DI DIFENDERE GLI INTERVENTI PREDISPOSTI”

Gestione a rischio: il Tar della Toscana, accogliendo il ricorso degli animalisti della Lav (Lega Anti Vivisezione), con sentenza depositata il 24 maggio 2017, ha annullato il Piano di controllo della volpe  2016 - 2018, predisposto dalla Regione Toscana per la prevenzione dei danni da predazione alla fauna selvatica e agli allevamenti zootecnici. I giudici hanno sposato le tesi degli animalisti, sostenendo che mancherebbero dati e stime scientifiche atte a legittimare la decisione di procedere al controllo delle specie. Citato anche il parere di Ispra che considerava accettabili solo interventi nelle Afv e nelle zone di rispetto venatorio degli Atc e in zone dove si realizzano immissioni di selvaggina e negli allevamenti. Dal Tar anche un richiamo alla necessità di privilegiare nei piani di controllo delle specie, l’utilizzazione ‘…di metodi ecologici'.  La Confederazione Cacciatori Toscani chiede alla Regione di intervenire per salvaguardare gli interventi necessari a garantire una gestione equilibrata delle specie faunistiche.

POLEMICHE FUORI LUOGO. MA LA CACCIA CHE C’ENTRA?

I fatti: al termine di una riunione in Regione emerge l’esigenza che le associazioni venatorie approntino con urgenza una richiesta unitaria alla Regione stessa per conferire agli ATC l’autorizzazione a compiere alcuni atti necessari per l’attività delle squadre di caccia al cinghiale. Federcaccia viene incaricata di predisporre una bozza da condividere con gli altri. Tutti ringraziano e provvedono ad utilizzare il lavoro svolto da Federcaccia toscana.
Tutti? No, c’è chi protesta…
Perché il contenuto non va bene?
Macché, chissenefrega del contenuto, è il principio di lesa maestà che sembra animare la piccata ancorché formalmente cortese risposta di Arci Caccia, che a sottolineare l’importanza dell’accadimento, reca la firma “D’ordine – il Direttore Generale Osvaldo Veneziano”. Perché in effetti “… non risultano accordi intercorsi per la predisposizione di un documento in materia”.  E’ vero, perbacco: in realtà si trattava di cinque righe e mezzo, di una comunicazione di servizio e non di un documento, condivisa dai presenti, predisposta con spirito di servizio e con apprezzamento delle altre associazioni venatorie (documentazione disponibile).  Irrilevante il tutto, se non fosse l’ennesima prova provata di un atteggiamento improntato al sospetto, di una predisposizione malmostosa a cercare nella forma, a prescindere dal merito e dai contenuti, l’occasione per fare polemica e, se possibile, per attaccare briga.
Nell’interesse superiore della caccia, naturalmente…

BECCACCIA: GESTIONE E ETICA DELLA CACCIA VERSUS ISTINTO PREDATORIO

All’insegna di una singolare concezione della gestione delle specie faunistiche, meglio sarebbe forse dire, seguendo semplicemente un cieco istinto predatorio, tipico di chi ama sparare a tutto, sempre e comunque e chissenefrega se poi si lascia il deserto, gli amici di Libera Caccia Toscana criticano con la consueta demagogia le posizioni della Federcaccia.

Leggi tutto...

L’ADDIO A MASSIMO COCCHI

In tanti si sono presentati, provenienti da tutt’Italia, a dare l’ultimo saluto a Massimo Cocchi. Amici, colleghi uniti dalla stessa passione per la caccia e la buona politica si sono stretti attorno ai famigliari nel ricordo di una persona speciale. Un saluto iniziato alle Cappelle del Commiato di Firenze - dove hanno preso la parola i famigliari, i presidenti regionale e nazionale della sua amata Federcaccia, i compagni di strada dell’impegno per restituire unità e dignità al mondo venatorio, gli amici; un lungo commosso e sentito commiato terminato sotto le insegne del gonfalone del Comune di Bagno a Ripoli di cui era stato assessore e sul cui suolo è voluto tornare, accanto ai genitori. Di seguito la commossa orazione funebre pronunciata da Moreno Periccioli che riassume il comune sentire della comunità che si è stretta attorno a Massimo Cocchi e in allegato i messaggi sin qui giunti.

"Un male brutale, di violenza inaudita, ha portato via Massimo Cocchi.
L’ha strappato all’amore di sua moglie e di sua figlia, all’affetto dei suoi nipoti, all’amicizia di tanti, alla stima di tutti.
Una grande perdita per la Federazione Italiana della Caccia, un vuoto incolmabile per Federcaccia Toscana.
L’associazionismo venatorio toscano e i cacciatori toscani piangono oggi il dirigente più prestigioso e apprezzato.
Massimo è stato figlio esemplare di una tradizione straordinaria di uomini e di donne toscani che dalla guerra di liberazione, alla ricostruzione del paese, alla costruzione ed alla difesa della democrazia hanno lavorato, con entusiasmo, con onestà e dedizione, tenendo insieme una forte idealità ed una grande concretezza.
Un dirigente vero, riconosciuto; univa una competenza, senza pari, maturata con lo studio assiduo, l’approfondimento continuo, ad una capacità particolare di inquadrare la singola questione in uno scenario più ampio, di svilupparne scrupolosamente la complessità e trarne la sintesi più appropriata e più efficace.
La sua opinione era decisiva per l’orientamento finale; univa al buon senso una rara capacità di tenere insieme conoscenza dei fatti, una visione ampia ed aperta degli interessi in campo; una capacità di sintesi attenta alle ragioni di tutti e puntuale sulle scelte da compiere e sulle cose da fare.
Una personalità ricca, capace di interlocuzione autorevole nei consessi più prestigiosi e capace di parlare alla gente, di rendere semplici e comprensibili i temi più complessi di fronte alle migliaia di platee di cui è stato protagonista.
Massimo ha dedicato gran parte della sua vita, la sua passione, la sua intelligenza alla caccia; ad una grande passione collettiva a cui riusciva a dare razionalità, capacità di dialogo con sensibilità diverse, relazione e senso percepito positivo con gli interessi collettivi.
Se l’organizzazione della caccia in Toscana ha vissuto momenti straordinari, nella legislazione all’avanguardia e nella efficacia della gestione faunistica, nell’armonica condivisione e impegno corale tra le componenti protagoniste della gestione, tale da essere visto come il “modello toscano” nel nostro paese il merito va a tanti: amministratori pubblici responsabili; dirigenti dell’associazionismo venatorio, agricolo, ambientalista, capaci di rappresentare interessi e punti di vista particolari, ma anche di lavorare ad una sintesi di questi nell’interesse generale; politici attenti al quotidiano e alla costruzione del futuro.
Io posso dire, convintamente, che senza Massimo, senza la sua intelligenza, il lavoro costante e attento, la sua sensibilità e capacità di interlocuzione con tutti, senza la sua straordinaria passione tutto questo non sarebbe stato possibile.
Ci mancherà, Massimo.
Ci mancherà il dirigente.
Ci mancherà l’uomo.

Leggi tutto...

News