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Tesseramento 2019

Gestione faunistica in pillole

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Giornata Ornitologica al centro del Malpasso

Prove di Campionato Italiano per Terrier e Bassotti

51° Campionato Italiano Fossa

18° Trofeo renata Moncini

Siena: gara su Quaglie liberate con sparo

2° trofeo su selvatico con sparo nel bosco

Gara Lepre Meccanica

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Gita al Caccia Village

Sport e Cinofilia 2019

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1° Trofeo Antonio Santarelli

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Gara cinofila su Quaglie con sparo

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5° Trofeo Isola d’Elba

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Arezzo: Prova su Quaglie

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2° trofeo CCT Pisa su Quaglie

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2° Campionato CCT Prov. GR Cinghiale

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Gara di solidarietà

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Lucca: Gita al Caccia Village

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2° Trofeo Mauro Mannari

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I laghi artificiali della nostra pianura

I predatori devono essere controllati

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L’ ambiente migliora grazie ai Cacciatori

I laghi da caccia ospitano i migratori

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LA RISCOSSA DELLA CACCIA GIOVANE

Quando la fauna diventa un pericolo

Revisione Key concepts

Festa del Colombaccio San Miniato

4° Festa del Pratese del Colombaccio

Siena: corso Cacciatore Formato

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Cecina: Corso Art. 37

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Firenze: Corso Art. 37

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Cecina: Corso caccia di selezione

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Corso di formazione per dirigenti

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Corso abilitazione Monitoratore Beccaccia con cane da ferma

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Cecina: Corso caccia di selezione

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Firenze: Corso caccia di Selezione Capriolo

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Corso Sicurezza caccia in braccata

Corso erbe selvatiche

Corso preparazione Orto Urbano

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Progetto The data from the sky

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Centro Ornitologico Porto allo Stillo

Convegno Nazionale progetto ANASAT


Centro Ornitologico Malpasso

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Il Colpo d’Ala

Tos Caccia

Nuove aree vocate al Cinghiale


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A CERTALDO NASCE LA CASA COMUNE DEI CACCIATORI

GRAZIE AI VOLONTARI CHE HANNO LAVORATO GIORNO E NOTTE PER TRASFORMARE UN SOGNO IN REALTÀ!

Vi invitiamo tutti a partecipare sabato 4 maggio all'inaugurazione della sede della CCT di Certaldo, che, in quell'occasione, aprirà ufficialmente le porte al pubblico.

Un progetto ambizioso che porterà il borgo fiorentino ad avere un nuovo centro servizi polivalente, all'avanguardia, per venire incontro alle esigenze di tutti i cacciatori.

Tempi nuovi necessitano di strutture ed organigrammi nuovi e la CCT sta' al passo coi tempi!

Vi aspettiamo numerosi!!

PIANO LUPO E BRACCATA AL CINGHIALE: CONTINUA LA MOBILITAZIONE

Nei giorni scorsi, la Confederazione Cacciatori Toscani ha lanciato l’ allarme sui contenuti del Piano Lupo, elaborato dal Ministero dell’ Ambiente e attualmente depositato all’attenzione della Conferenza Stato Regioni.

Avevamo messo l’accento sulle forti limitazioni previste sullo svolgimento della caccia al Cinghiale in braccata e per la rigida regolamentazione applicata nelle aree sensibili come i siti Natura 2000 e le aree contigue adiacenti ai Parchi Nazionali e Regionali. Per la nostra Regione stiamo parlando di circa 350.000 ettari di territorio interessati che, così come previsto dal piano, sarebbero per la maggior parte sottoposti a tali restrizioni.

Non è certo un caso che da subito siano scaturite polemiche e forte opposizione, contro tale sciagurata ipotesi, non solo da parte del mondo venatorio, ma anche dalle Istituzioni.
Le dichiarazioni di forte contrarietà dell’ Assessore Remaschi e di alcuni esponenti del PD Regionale si sono unite a quelle della Coldiretti, di Luciano Monaci – Presidente della Federcaccia di Grosseto e quelle di Francesco Rustici – Presidente dell’ Associazione Regionale Cacciatori Toscani. La maremma infatti è sicuramente una delle realtà territoriali dove si è sviluppato da giorni un ampio dibattito sul provvedimento e sulle conseguenze che potrebbero determinarsi. Un fronte largo e combattivo deciso a dare battaglia per la difesa di una tradizione come quella della caccia al Cinghiale in braccata e impegnato a scongiurare le disastrose ricadute per quanto attiene al tema dei danni alle produzioni agricole. Ad oggi, grazie alla caccia in braccata ed alle squadre vengono garantiti dei piani di prelievo di circa 70.000 capi di Cinghiale all’anno.

In questo quadro si sta consumando l’ennesimo scontro tra i 5 Stelle e la Lega; una evidente contraddizione che ormai ha raggiunto i contorni di una commedia che si sta celebrando sulla pelle dei cacciatori, degli agricoltori e degli allevatori.

“ Vogliamo anche oggi tornare su questa pericolosa vicenda – dichiara Marco Romagnoli segretario della Confederazione Cacciatori Toscani – per spronare la politica regionale ad andare avanti e battersi contro questo nuovo attacco rivolto non solo al mondo rurale e venatorio, ma anche alle prerogative delle regioni.”

Un impegno che sta proseguendo dunque e che vede la Confederazione alla testa di una battaglia non certo semplice; un impegno che registra anche segnali positivi e crescente attenzione a livello parlamentare da parte anche della principale forza di opposizione al governo giallo-verde.

In questi giorni, il Deputato Luciano Nobili del Partito Democratico ha depositato una interrogazione al Ministro dell’ Ambiente che raccoglie puntualmente molti dei contenuti da noi sollevati e che sarà presentata alla Camera dei Deputati.

Di seguito riportiamo il testo integrale dell’interrogazione parlamentare:

CALENDARIO VENATORIO 2019-2020: VALUTAZIONI E PROPOSTE DELLA CCT


A seguito dell’incontro svolto presso l’assessorato della Regione Toscana lo scorso 10 Aprile, si è di fatto aperta una fase di consultazione e confronto sui principali contenuti del Calendario Venatorio Regionale Toscano 2019/2020.

Fermo restando il principio fondamentale di garantire la massima certezza del diritto ai cacciatori Toscani dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato e del TAR Toscano su alcuni aspetti del Calendario che andranno attentamente valutati, la Confederazione Cacciatori Toscani per mezzo delle associazioni confederate, intende esprimere alcune valutazioni e orientamenti che prossimamente saranno posti all’attenzione degli uffici competenti.

Nel merito si intende evidenziare quanto segue:

  • Per quanto concerne la cosiddetta pre-apertura, nella eventualità che la regione intenda riproporre tale opportunità, appare evidente come in attesa di un pronunciamento del Consiglio di Stato su ricorso presentato da Federcaccia e CCT, sia doveroso proporre lo svolgimento della eventuale pre-apertura nelle date 1 e 8 settembre alla specie Tortora (Streptopelia turtur), Storno (Sturnus vulgaris) e Corvidi (Cornacchia Grigia, Gazza, Ghiandaia). Sempre per le stesse date, si propone la possibilità di valutare anche l’inserimento del prelievo della tortora dal collare e piccione in rispondenza anche alle necessità di limitare i danni alle produzioni agricole e per ragioni igienico sanitarie.

  • Fermo restando l’apertura generale della caccia alla terza domenica di settembre, pare necessario rilevare come per la specie Colombaccio (Columba palumbus)occorra garantire la massima certezza del diritto per il prelievo nel rispetto dell’arco temporale previsto dalle linee guida. In particolare si propone il periodo di caccia alla specie con apertura alla terza domenica di settembre e termine al 31 gennaio così come proposto dalla Regione. Tale periodo consente infatti di esercitare un prelievo compatibile con la biologia della popolazione ed evitare possibili danni al contingente svernante in caso di eventuale prolungamento del periodo di prelievo.
  • Per la caccia al Cinghiale nella forma del prelievo in braccata nelle zone vocate, si propone di mantenere ferma l’impostazione ormai applicata da anni in Toscana. Apertura dal 1 Novembre  al 31 Gennaio con possibilità, nel rispetto dell’arco temporale massimo, di eventuali  aperture differenziate in alcune province toscane.

  • Per quanto riguarda il prelievo della specie Allodola, vogliamo nuovamente richiamare quanto già evidenziato lo scorso anno in una nota inviata all’ assessore Remaschi. In riferimento al punto 3 della delibera n° 767 del 09.07.2018 relativa al Calendario venatorio si precisa che il Piano di Gestione Nazionale dell’ Allodola al comma 4 del punto 6.2.2 “Sostenibilità del prelievo venatorio” prevede:
    Adozione di carnieri (giornaliero e massimo) differenziati tra i cacciatori di allodole specialisti o occasionaliLe Regioni interessate possono promuovere la specializzazione del cacciatore e la differenziazione dei carnieri (fino ad un massimo di 20 allodole giornaliere e 100 annuali per cacciatori specialisti.
    Considerato che la Regione dispone di tutti i dati richiesti da Ispra, si ritiene opportuno che la Regione secondo quanto indicato da Ispra approvi un nuovo atto individuando i cacciatori di Allodole Specialisti, sulla base delle Allodole da richiamo legalmente detenute o titolari di appostamenti fissi alla minuta selvaggina in zone vocate alla specie in oggetto; in tal caso, tali cacciatori potranno prelevare i 20 capi giornalieri e 100 annuali.                                                                                                            

Altra criticità su cui esprimere un orientamento riguarda il prelievo della Beccaccia alla luce di quanto verificato nella passata stagione venatoria a seguito del pronunciamento del Consiglio di Stato e successivamente ribadito dal TAR Toscano.
Nel merito, vogliamo nuovamente evidenziare come la Regione possa avvalorare dal punto di vista tecnico scientifico, la possibilità di un prelievo della specie oltre la data del 10 gennaio. Una posizione che si ricollega alla stragrande maggioranza dei Calendari Venatori Regionali e ampiamente legata ai principi di conservazione della specie.
Per tale ragione appare condivisibile la proposta della Regione dove viene indicata la data del 31 gennaio per il prelievo della specie. Tale indicazione dovrà essere supportata dagli studi e dai dati scientifici in possesso della Regione Toscana.

Nei prossimi giorni, avremo modo di poter meglio fornire ulteriori utili valutazioni nelle sedi e nei tavoli di confronto aperti a livello istituzionale su questi ed altri contenuti del nuovo Calendario Venatorio Regionale.

Infine, vogliamo con forza esprimere una posizione netta sulla proposta avanzata dagli uffici regionali di rendere obbligatorio l’uso della App Toscaccia e del Tesserino Venatorio digitale in sostituzione di quello cartaceo per i cacciatori nati successivamente alla data del 1.1.1960

Pur comprendendo i vantaggi e l’importanza della raccolta dati e fermo restando il nostro impegno, passato e futuro, nella sensibilizzazione dei cacciatori per l’uso del tesserino venatorio elettronico, non possiamo che esprimere una netta contrarietà alla possibilità di rendere obbligatoria tale scelta ai cacciatori.

Un disagio e un aggravio potenziale di costi (data la tipologia di smart phone compatibile) che non può essere scaricata sui cacciatori in ragione di presunti risparmi sulla stampa del documento cartaceo. Una cultura ed un uso consapevole della tecnologia può e deve essere creata e promossa con intelligenza e supporto ma non certamente imposta!

CCT e EPS PRENDONO LE DISTANZE DAL REGOLAMENTO SULLA VIGILANZA

Nei giorni scorsi la Città Metropolitana di Firenze ha approvato il nuovo Regolamento per il coordinamento della vigilanza volontaria e per il riconoscimento di Guardia giurata venatoria.

EPS Toscana esprime sorpresa e rammarico sia per il metodo utilizzato, dal momento che non c’è stata concertazione con le associazioni venatorie, sia nel merito, poiché non sono stati modificati una serie di criteri che penalizzano le numerose GGVV che volontariamente ogni giorno prestano la loro opera per la tutela dell’ambiente, la gestione faunistica del territorio, e la collaborazione con gli istituti privati.

Abbassamento dell’età limite per lo svolgimento delle prestazioni, visite mediche e prove di tiro annuali, aumento delle ore obbligatorie di servizio, sono alcune delle novità che impediranno a molte guardie Volontarie di continuare a prestare la loro opera.

Un regolamento che dovrà essere necessariamente corretto a giudizio della Confederazione Cacciatori Toscani. A questo riguardo la CCT ha concordato e calendarizzato un incontro con i rappresentanti della Città Metropolitana per presentare, tramite una delegazione delle associazioni Confederate, le richieste di urgente modifica ad un atto che rischia di ostacolare ed avvilire un’attività fondamentale come quella della vigilanza, sia sul territorio che negli istituti faunistici pubblici e privati.

ENNESIMO RICORSO AL TAR TOSCANO DEGLI ANIMALISTI... NEL MIRINO L'ART. 37

Qualche giorno fa, la trasmissione Report in onda su RAI 2, ha aperto la puntata, sul problema della presenza del cinghiale nell’ area urbana di Roma. Un problema peraltro noto e che riguarda numerose altre città italiane e anche centri abitati minori.

E’ emersa in tutta evidenza la fragilità di un sistema amministrativo e gestionale del problema. Il servizio ha messo in luce il caos totale sul coordinamento tra enti e strutture istituzionali (Comune Regione ISPRA) ma anche un approccio “fatalista” di alcuni amministratori che pensano di risolvere la questione, insegnando ai cittadini a convivere con questa emergenza. E così, oggi, non solo le campagne ma anche le nostre città, vivono una sorta di ritorno al passato; un rigurgito medioevale che ripropone la presenza di cinghiali nei parchi pubblici nelle zone urbane e periurbane, tra i caseggiati e le scuole in compagnia di lupi ormai presenti e visibili anche in pieno giorno nelle rotatorie o lungo le mura e gli orti delle nostre città storiche.
Da una parte il medioevo che ritorna e dall’altra un animalismo che continua a non demordere sul fronte dei ricorsi e ai Tribunali per impedire le azioni gestionali e i contenimenti necessari per tenere in equilibrio le popolazioni selvatiche con l’ambiente naturale e le attività umane.
Mentre l’opinione pubblica deve convivere con i cinghiali tra i cassonetti di Roma o all’Ospedale di Careggi a Firenze, mentre si registrano incrementi preoccupanti degli incidenti stradali (anche mortali) e di ingenti danni all’agricoltura e al patrimonio zootecnico, i soliti noti LAC, LAV,EMPA,WWF etc… continuano a presentare ricorsi ai TAR contro le norme regionali per impedire i necessari contenimenti. Qualche settimana fa, le associazioni di cui sopra hanno depositato al TAR Toscano, il ricorso per l’annullamento del Piano di controllo 2019/21 sulla specie cinghiale approvato dalla Regione Toscana.
Nel ricorso si contesta da parte dei ricorrenti, la forma della braccata come modalità per il controllo della specie cinghiale ai sensi dell’art. 37 della Legge 3/94.
In sostanza si sostiene che tale modalità non risponde ai pareri e rilievi forniti da Ispra poiché non risponde a criteri di selettività e che le attività di controllo devono essere applicate solo a seguito dell’utilizzo di metodi ecologici.
Inoltre, viene anche sollevato il tema riguardante la presunta illegittimità costituzionale dell’art 37 della Legge 3/94 commi 3,4,4 ter in riferimento all’art 117 comma 2 lettera s della Costituzione nella parte in cui vengono autorizzati all’attuazione degli interventi di controllo anche i soggetti abilitati oltre alle guardie venatorie, i proprietari e i conduttori dei fondi, le guardie forestali e comunali munite di licenza di caccia.
Un eventuale pronunciamento di accoglimento di queste istanze o l’eventualità dell’accoglimento della richiesta di sospensiva da parte del TAR Toscano, potrebbe nei fatti mettere in serio pericolo il proseguimento degli interventi di controllo, in art. 37, provocando inevitabili ricadute negative per i bilanci degli ATC, per i danni alle coltivazioni in un periodo molto delicato dell’anno e per le conseguenze sulla biodiversità e nei rapporti intraspecifici per le varie specie di fauna selvatica.
Seguiremo con attenzione questo nuovo fronte nella certezza che la Regione Toscana abbia cura di predisporre le necessarie controdeduzioni contro questo ennesimo tentativo di attacco al ruolo e le competenze che Le spettano.
Nel frattempo, vogliamo sottolineare una buona notizia riguardante proprio l’argomento della legittimità costituzionale sull’ affidamento degli abbattimenti dei soggetti autorizzati al controllo. Un analogo ricorso presentato dallo stesso cartello animal-ambientalista al TAR della Lombardia, ha visto respinta dallo stesso tale contestazione. Un buon precedente che speriamo sia seguito anche in Toscana.

BECCACCIA: LA RICERCA PER CONOSCERE LA MIGRAZIONE

Siamo consapevoli di apparire ostinati quando in diverse occasioni, la Confederazione Cacciatori Toscani ha posto all’attenzione dei cacciatori e delle associazioni venatorie, il tema della ricerca scientifica e della raccolta dati, per la salvaguardia dei Calendari Venatori e per assicurare una corretta gestione delle specie in indirizzo.

Il recente ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione assunta del TAR Toscano sul Calendario Venatorio Regionale, è la riprova concreta di una battaglia legale che ha bisogno di essere inquadrata in uno sforzo ancora più grande per accrescere, con i dati inoppugnabili, la nostra forza di contrasto e la nostra capacità di documentare con parametri scientificamente corretti , lo stato di salute di una specie e l’incidenza che la caccia può avere per la sua conservazione.

In questo alveo, si delinea il progetto  DATA FROM THE SKY, recentemente avviato dalla Confederazione Cacciatori Toscani, e che ha registrato in questo primo anno di sperimentazione, numerose disponibilità e partecipazione di cacciatori - rilevatori, ai quali va tutto il nostro ringraziamento per il fondamentale impegno profuso.

Più nello specifico, per quanto riguarda la specie Beccaccia, ci siamo ricollegati ad un progetto di più ampio respiro messo in campo dal Dott. Alessandro Tedeschi presidente dell’Associazione Amici di Scolopax e dall’Ufficio Avifauna Migratoria della Federcaccia NazionaleUn progetto che ha ottenuto il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali denominato “Ali regALI”.

Lo scopo del progetto è quello di rilevare alcuni parametri relativi alla determinazione dell’ICA (indice cinegetico di abbondanza) e dell’ICP (indice cinegetico di prelievo) oltre ad altri importanti elementi di conoscenza quali l’età del soggetto, il controllo nella ripartizione dei prelievi tra esemplari giovani e adulti etc.

Lo studio sta fornendo dati estremamente interessanti sulla distribuzione per decadi nelle varie annate di riferimento, sulle caratteristiche dell’areale della nostra penisola per il periodo di migrazione e di svernamento.

Un lavoro in continua evoluzione dunque, che incontra sempre di più attenzione da parte di tanti appassionati beccacciai. Una sensibilità ed una consapevolezza culturale e venatoria che si prefigge lo scopo di mantenere alto il livello di attenzione sulla specie. La beccaccia oltre a rappresentare un patrimonio collettivo è fonte di passione ed emozione.

Il cacciatore deve sentirsi  responsabile nel tutelare la conservazione con lungimiranza cultura ed etica venatoria.

Il nostro sforzo tecnico ed economico va in questa precisa direzione.

Per avvalorare queste considerazioni, vogliamo divulgare di seguito il link di questo interessantissimo documento filmato. Un documento che unisce la magia della migrazione alla tecnica del monitoraggio. Il risultato, veramente impressionante è quello di volare accanto alla beccaccia “Rosa” (così denominata) conoscendo  il patrimonio che questo piccolo, quanto misterioso uccello, porta dentro i suoi occhi espressivi e malinconici.

https://www.facebook.com/beccacciaio/videos/10216457144453989/?__tn__=%2CdlC-R-R&eid=ARAvr6StK1PpdWR36wOeCcRefqCPWIzRCJt5FqkCguhyLgb5urtJw5QZEidA9jGmQf6SafATnvRdGq--&hc_ref=ARQyLpsTzqytdqhXSRO9CIEUVHZhoIkK9qhLZ4pNZ7bDdf_yvvKOT1mLcyKWyPEsxwE

MINISTERO DELL’AMBIENTE: LA BRACCATA DISTURBA IL LUPO!

Depositato il Piano Lupo in Conferenza Stato-Regioni dove sembra si prevedano forti limitazioni alla caccia in braccata al Cinghiale.

Da alcuni giorni si è aperta una forte discussione sui contenuti del nuovo Piano Lupo, recentemente elaborato da Ministero dell’ Ambiente e depositato all’attenzione della Conferenza Stato – Regioni. Alla soddisfazione espressa a caldo dagli animalisti e da alcuni esponenti delle Associazioni Ambientaliste Nazionali, non possiamo che rispondere con la nostra netta contrarietà ed insoddisfazione su un provvedimento che continua a perseguire una strada sbagliata.
Nonostante il crescente disagio e le forti criticità che si stanno moltiplicando nei territori per la convivenza tra Lupo, Allevamento ed attività umane, il Ministero continua a proseguire su una linea ultra – conservativa per la specie evitando di imboccare la strada della gestione. Ora la parola passa alle Regioni e la discussione, viste le posizioni in campo, non potrà fare a meno di essere condizionata dalla forte contrapposizione registrata all’interno della maggioranza del governo giallo-verde.
Non è infatti un mistero lo scontro tra Cinquestelle e Lega, e sarà altrettanto importante capire come nelle Regioni e in Parlamento si muoveranno le forze di opposizione su questa delicata vicenda.
La cosa certa è che alcune posizioni emerse in seno al recente Convegno promosso a Roma da Ispra abbiano avuto la meglio rispetto a quella parte del mondo scientifico ed istituzionale che sulla scorta dei dati e delle esperienze maturate anche in altri paesi europei, ponevano l’esigenza di un cambio di passo, introducendo la possibilità di attivare azioni per garantire le attività di gestione e di controllo della specie.

I guai però sembra che non finiscano qui!

Dal Ministro dell’ Ambiente sono partiti anche altri strali minacciosi. Questa volta l’obiettivo è puntato sui cacciatori, ed in particolare contro le squadre per la caccia al cinghiale in battuta. Un chiaro attacco alla pratica della caccia in braccata per gli effetti negativi e di disturbo che potrebbe aver sulle popolazioni di Lupo. Il Piano sembra contenere una rigida regolamentazione nella quale, secondo le indicazioni Ispra, nelle aree sensibili come i siti Rete Natura 2000 e le aree contigue adiacenti ai Parchi Nazionali e Regionali entro 24 mesi dall’adozione del Piano.

Per un Regione come la Toscana ciò significherebbe ridurre, o forse addirittura inibire la caccia al Cinghiale in braccata su una estensione di circa 56.800 ettari di aree contigue e oltre 330.000 ettari nei siti Rete Natura 2000 (SIC, SIR e ZPS) oggi solo parzialmente in divieto di caccia. 
Le ricadute sarebbero devastanti per questa forma di caccia, ma soprattutto per la gestione di una specie problematica come il Cinghiale che oggi, grazie alle squadre ed alla braccata, registra piani di prelievo annuali di circa 70.000 capi abbattuti in media.

Cosa ne pensa la Regione Toscana di tutto questo?

Cosa intende fare l’Assessore Remaschi e la Giunta per difendere una tradizione venatoria ancora oggi praticata da migliaia di appassionati?  

Quali sono le valutazioni e le posizioni delle forze politiche e le iniziative che esse prenderanno per impedire un disegno così pericoloso?

La campagna elettorale è nel vivo e ovunque si svolgono incontri e confronti con i candidati e gli schieramenti. Ovunque avremo modo di partecipare la Confederazione Cacciatori Toscani porterà questo ed altri argomenti su cui giudicherà l’operato della politica!

A GIUGNO LA NUOVA CONFERENZA REGIONALE SULLA CACCIA: E' PARTITO IL PERCORSO DI PREPARAZIONE

Riportiamo di seguito il comunicato integrale diffuso in queste ore dalla Giunta regionale Toscana inerente all'avvio del percorso che porterà alla realizzazione della prossima Conferenza Regionale sulla Caccia prevista per il mese di Giugno.

FIRENZE – E partito il percorso, con la prima riunione organizzativa ospitata negli uffici dell'assessorato regionale all'agricoltura, che porterà il 28 e 29 giugno prossimi alla Conferenza regionale della caccia in Toscana, a dieci anni esatti dalla dalla precedente edizione.

L'assessore regionale all'agricoltura sottolinea il valore dell'appuntamento, che costituirà un'occasione durante la quale rappresentati istituzionali, del mondo venatorio, delle organizzazioni professionali agricole, della protezione ambientale ed esperti di gestione faunistica si confronteranno cercando di analizzare dai vari punti di vista la situazione attuale dell'ecosistema toscano, con le sue peculiarità ambientali, le opportunità e le criticità emerse negli ultimi anni, cercando di affrontare il tema a 360 gradi e lavorando concordemente, auspica l'assessore, ad un nuovo modello di gestione adatto alle mutate condizioni ambientali e socioeconomiche del nostro territorio.

La conferenza consentirà di affrontare in modo costruttivo e aperto tutte le tematiche, anche le più calde, che coinvolgono il mondo venatorio. Si parlerà del rapporto tra ungulati ed agricoltura, naturalmente, cercando di comprendere, al termine del triennio di validità della legge ungulati approvata nel 2016 e scaduta nel febbraio scorso, quali ne siano stati gli esiti e quali provvedimenti adottare per affrontare al meglio nei prossimi anni le criticità ancora presenti sul territorio toscano.

Si discuterà anche del nuovo piano faunistico regionale, il cui procedimento si avvierà nei prossimi giorni e del futuro calendario venatorio, ma soprattutto su come poter garantire una efficace gestione della fauna e del territorio al fine di recuperare gli equilibri ambientali caratteristici della Toscana, indispensabili non solo per il benessere delle popolazioni di fauna stanziale, ma anche per garantire una migliore sintonia tra natura e attività umane, agricoltura in primis, con la convinzione che la convivenza armoniosa tra cacciatori e agricoltori non solo sia auspicabile, ma in molti casi indispensabile alla sopravvivenza di entrambe.

Per affrontare al meglio la discussione prenderanno a breve il via alcuni gruppi di lavoro tematici, costituiti dai rappresentanti del mondo venatorio, agricolo e di protezione ambientale, al fine di poter inquadrare al meglio le singole questioni e consentire alla Conferenza di poter esprime una serie di proposte, sia relative alle competenze regionali che da sottoporre ai tavoli nazionali - Conferenza delle Regioni e Governo - al fine di adeguare l'impianto normativo in materia di gestione faunistico venatorio, in particolare la legge 157/92 che oggi non pare più rispondere all'esigenza di un corretto e armonioso sviluppo del territorio.

MEMORIAL ENZO ZANI: UN GRAN FINALE

Nei giorni 23 e 24 Marzo si è disputata in Loc. La Selva, Casole D’Elsa, Siena, la finale del quarto Memorial Enzo Zani. La prova Enci valevole a livello nazionale e riservata alla categoria singoli per i cani da seguita su cinghiale, ha visto confrontarsi nelle due giornate i dieci finalisti che, passate le eliminatorie, avevano guadagnato l’accesso alla finale del prestigioso Trofeo.

Nelle due giornate i concorrenti, suddivisi in due gruppi tra il sabato e la domenica, sono stati giudicati dall’esperto giudice Enci il Dott. Massardi Marcello che, coadiuvato da due praticanti e dal giudice federale Luciano Razzanelli, ha seguito i concorrenti ed i loro ausiliari durante tutto lo svolgersi della prova. 
La manifestazione è stata un successo indiscusso sia per la vocazione dei territori, che per la presenza di selvatici. La macchina organizzativa, costituita in larga parte dagli iscritti delle squadre di caccia al cinghiale Gargannella-Giubberosse, ha fatto sì che tutto fosse perfetto. Al termine di ogni turno i recuperi dei cani sono stati precisi e rapidi rendendo lo svolgimento della finale fluido e senza intoppi, offrendo infine ai concorrenti ed a tutti i collaboratori un ricco pranzo. 
Per concludere in bellezza la manifestazione il Giudice, oltre che ringraziare gli organizzatori e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della prova, ha richiamato l’attenzione dei presenti su quei valori di unità, amicizia e spirito di cooperazione che la cinofilia richiama, ricordando poi con affetto lo scomparso amico Enzo Zani nelle sue doti di cacciatore e cinofilo.
Tutto questo è stato possibile grazie alle associazioni promotrici dell’evento: la Federcaccia Sez. Provinciale di Siena, La CCT provinciale Senese, e la Pro Segugio Provinciale di Siena, tutte e tre rappresentate dagli instancabili Giovanni Cardinali e Franco Parrini, due figure storiche attorno alle quali ruota gran parte della cinofilia in Provincia di Siena ed alle quali la CCT Regionale rivolge i suoi più sentiti complimenti.
Si aggiudica infine il Trofeo Filippo Nencini con il segugio Maremmano Tito, che con 184 punti Ecc. conquista anche un prestigiosissimo CAC, seguito da Crociani Emilio con il segugio maremmano selvaggia 171 punti Ecc. punti e dal Griffon vendeen Camilla di Marrami Fabio 165 Ecc.

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