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CCT: RISERVA UNESCO APPENNINO TOSCO EMILIANO

In questi giorni, su alcuni quotidiani, si è riaccesa la discussione sull’ampliamento della Riserva della Biosfera Unesco dell’Appennino Tosco Emiliano.

Ovviamente, quando si spendono termini “Riserva”,“Ampliamento” etc., l’attenzione del mondo venatorio raggiunge livelli da allarme rosso.

E’ giusto pertanto mantenere “alta la guardia”, considerato che sul progetto in questione, presentato all’attenzione del Ministero dell’ Ambiente lo scorso 30 novembre 2020 e già inviato all’ Unesco, potrebbero scaturire delle importanti decisioni già nel prossimo mese di giugno 2021.

L’estensione territoriale non è certo trascurabile; circa 500.000 mila ettari, 6 province ed 80 comuni. Tra questi anche tanti comuni della Lunigiana Toscana saranno in futuro interessati.

Ma che cos’è in realtà il programma MAB e più in particolare cosa sono le Riserve della Biosfera?

Il Programma "L'uomo e la biosfera", Man and the Biosphere – MAB, è un programma scientifico intergovernativo avviato dall’UNESCO nel 1971 per promuovere su base scientifica un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello Sviluppo Sostenibile.

Il Programma mira a migliorare le relazioni tra le persone e l’ambiente in cui vivono e a tale scopo utilizza le scienze naturali e sociali, l’economia e l’educazione per migliorare la vita delle persone e l’equa distribuzione dei benefici e per proteggere gli ecosistemi naturali, promuovendo approcci innovativi allo sviluppo economico che siano adeguati dal punto di vista sociale e culturale e sostenibili dal punto di vista ambientale.

Il programma ha come obiettivo primario l’uso e la condivisione razionale e sostenibile delle risorse della biosfera. A tale scopo tende ad aumentare l’abilità delle persone di gestire in modo efficiente le risorse naturali, per il benessere degli esseri umani e dell’ambiente.

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NASCE "CCT TV" !!

Vi invitiamo a rimanere collegati con i nostri canali comunicativi domani per la messa in onda della prima puntata di “CCT TV" il notiziario della caccia.
Un ulteriore prodotto a disposizione dei cacciatori toscani, per restare sempre informati su tutte le novità in ambito venatorio e non solo, che va’ ad arricchire ulteriormente l’offerta comunicativa della Confederazione.
 
Una scelta perseguita convintamente quella che ci ha portato negli ultimi anni, ad incrementare l’impegno volto al potenziamento della comunicazione digitale, che si evolverà ulteriormente nei prossimi mesi tramite questo nuovo strumento.
Le puntate saranno caricate online sulla Pagina Facebook e sul sito web della CCT, per essere disponibili e consultabili in qualunque momento.
 
Dare visibilità alla caccia, ai cacciatori ed il loro operato, è l’unico strumento che abbiamo per contrastare le pericolose derive anticaccia alimentate da fake news, populismo e disinformazione.
 
Le associazioni aderenti alla CCT: Federcaccia Toscana, Anuu Toscana ed Arct, anche con questo nuovo mezzo, vogliono continuare a fare la loro parte.
 
Vi aspettiamo domani alle 13.00! Non mancate!

TORTORA. FIRMATO PROGETTO DI RICERCA FRA FEDERCACCIA NAZIONALE E UNIVERSITÀ DI PISA

Una risposta concreta e immediata alla richiesta di dati della Commissione per la gestione del prelievo della specie

Roma, 7 aprile 2021 – La tortora, specie di importantissima tradizione venatoria in tutto il Mediterraneo, è sotto la lente d’ingrandimento in Europa e in Italia. Una recente lettera del Ministero della Transizione Ecologica alle Regioni Italiane ne ha chiesto la sospensione della caccia e l’unico modo per evitarla è l’approvazione del Piano di Gestione Nazionale, fermo in Conferenza Stato-Regioni. Federcaccia ha promosso la riapertura del Tavolo tecnico per l’approvazione del Piano, e contemporaneamente ha approvato un progetto di ricerca che va a colmare una lacuna nella conoscenza della biologia della specie.

L’Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro Ambientali Federcaccia ha così promosso una ricerca sulla tortora Streptopelia turtur, che sarà condotta sotto il coordinamento scientifico dall’Università di Pisa con un progetto che partirà già da questa stagione di nidificazione. Lo scopo è conoscere il successo riproduttivo in Italia, cominciando per quest’anno con un programma sperimentale in alcune aree campione della Toscana.

Questo dato è importante in particolare per il progetto internazionale di gestione adattativa del prelievo della specie (AHM Adaptive Harvest Management) per consentire di stimare la popolazione di tortore presente a fine stagione riproduttiva, cioè gli adulti più i giovani dell’anno e di conseguenza stimare il numero di capi abbattibili nelle diverse nazioni in cui la specie è cacciabile.

Un dato mancante ad oggi non solo in Italia ma in tutta l’Europa centro-orientale, mentre studi di questo tipo sono disponibili per la popolazione occidentale, in particolare eseguiti in Francia, Spagna e Portogallo.

Questa ricerca darà inoltre un contributo generale alla conoscenza della tortora, valutata in declino in diversi Paesi del suo areale di nidificazione, mentre in Italia è giudicata stabile. I risultati saranno inoltre confrontati con quanto emerso dalla raccolta delle ali per una complessiva valutazione del potenziale riproduttivo della specie.

Federcaccia ha siglato così con una azione concreta un nuovo passo avanti per la conservazione delle specie e delle tradizioni venatorie italiane e dei Paesi mediterranei.

Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro-Ambientali Federcaccia

TELEMETRIA BECCACCE. GRANDE SUCCESSO PER LA CAMPAGNA 2020-2021

Sono 13 le beccacce in viaggio migratorio dotate di trasmettitore in questa fase del progetto condiviso da Federcaccia con l’associazione Amici di Scolopax e la supervisione scientifica dell’Università di Milano. I dati confermano: le partenze cominciano in marzo

Roma, 6 marzo 2021 - Dopo la stagione 2019-2020, che ha portato a 8 tracciati migratori completi e ai dati di 8 partenze per la migrazione pre-nuziale, abbiamo oggi il piacere di comunicare che 12 individui marcati nel dicembre 2020 sono in questo momento nel pieno del viaggio verso i luoghi riproduttivi. Le partenze sono cominciate il 5 marzo, mentre per un soggetto c’è stata un’interruzione delle trasmissioni in Liguria dal 24 febbraio e il segnale è ricominciato il 23 marzo in Ungheria. A questi soggetti si aggiunge un’altra beccaccia marcata nel dicembre 2019 che ha iniziato la migrazione nei primi giorni di aprile, per un totale di 13 individui che hanno svernato in Italia.

La campagna di studio del dicembre 2020 ha portato a un grande risultato con 16 beccacce marcate con trasmettitore GPS-GSM e un soggetto con trasmettitore satellitare ARGOS marcato in gennaio. Quest’anno le attività si sono svolte in Liguria con ben 7 individui, in Molise con 2, in Sardegna con 3 soggetti, in Piemonte con 2, in Sicilia con 2 e in Campania con 1 beccaccia per un totale appunto di 17. Vi sono state delle perdite, com’è normale che accada, dovute ad abbattimenti, predazione o a fattori non conosciuti; in un caso è stato recuperato il trasmettitore e in un altro sono in corso le operazioni per il recupero. In questi giorni i soggetti in migrazione si trovano in varie nazioni europee, dall’Ungheria alla Slovacchia, alla Polonia, Austria, Ucraina e Russia.

La ricerca, svoltasi con la collaborazione e supervisione scientifica dell’Università di Milano, da quest’anno si è avvalsa di un miglioramento tecnologico con l’utilizzo di una termocamera, che ha permesso una migliore e più veloce individuazione dei soggetti presenti sul campo, in passato identificabili solo attraverso l’uso del faro.

Siamo quindi al secondo anno di ricerca eseguita con la marcatura in dicembre, che permette di verificare in modo più consistente la data di partenza per la migrazione, e i risultati stanno dando conferma di quanto già acquisito con la pubblicazione del 2019 sulla rivista scientifica di zoologia “Current Zoology”: le beccacce iniziano a migrare a partire dai primi di marzo, con possibili eccezioni negli ultimi giorni di febbraio.

Questi dati smentiscono nuovamente il dato Key concepts oggi vigente, che assegna alla seconda decade di gennaio l’inizio della migrazione pre-nuziale della specie. I dati raccolti attraverso questa ricerca consentono inoltre l’identificazione delle aree riproduttive estere dei soggetti che svernano in Italia e permetterà di collaborare con le Istituzioni di quei Paesi per preservarle nel tempo.

La telemetria ancora una volta si dimostra dunque una tecnologia insostituibile per conoscere la biologia e i comportamenti migratori degli uccelli, sia per le applicazioni in campo gestionale, sia per la conoscenza scientifica generale.

Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro Ambientali Federcaccia

ACMA: PROGETTO BECCACCINO-TELEMETRIA SATELLITARE!

Condividiamo davvero volentieri questo bel post pubblicato sulla pagina dell'ACMA relativo all'applicazione di alcuni trasmettitori satellitari a dei beccacini.

Da sempre sosteniamo che deve essere la scienza a sostenere le ragioni della caccia. Iniziative come queste, che siamo ben lieti di aver appoggiato e sostenuto non solo con le parole ma anche con i fatti, sono quindi alla base quindi del nostro modo di interpretare la caccia la del futuro.

Di seguito il testo del post:

"Nella mattinata di martedì 16 marzo è stata effettuata la sessione di cattura ai beccaccini per l’applicazione di trasmettitori satellitari al fine di monitorarne i movimenti. Il lungo procrastinarsi delle condizioni meteo avverse e il conseguente elevato livello delle acque all’interno del Padule di Fucecchio hanno fatto posticipare di circa due mesi le catture e la possibilità di mettere i GPS.
Il progetto, condotto in collaborazione con la facoltà di Biologia dell' Università di Pisa, mira principalmente alla conoscenza del dei principali quartieri di svernamento e delle principali rotte di migrazione. Gli animali una volta catturati con le apposite reti mist-net vengono marcati con anelli metallici e quelli con peso idoneo (devono essere abbastanza in forma) vengono dotati di trasmettitore. In caso di futuri ritrovamenti è, quindi, fondamentale contattare sempre il dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa (dimitri.giunchi@unipi.it) o A.C.M.A. (acmatoscana@yahoo.it).
Quest’anno era prevista l’applicazione di tre GPS. Quindi tra i sette beccaccini catturati nell’occasione sono stati selezionati i tre più idonei tenendo conto di peso, età e sesso. Siamo particolarmente soddisfatti nel comunicarvi che al momento tutti e tre i beccaccini segnalano bene e si trovano ancora in Italia.
Vogliamo ringraziare in particolar modo anche il CCT - Confederazione Cacciatori Toscani per il sostegno economico e morale dato al progetto oltre che per la collaborazione che ci ha fornito nel catturare i beccaccini presso il centro di inanellamento di porto allo Stillo da loro finanziato.

OLTRE IL DITO C’E’ LA LUNA!

“Le associazioni sono un mezzo e non il fine, per difendere e valorizzare la caccia italiana.”

Questo è il cuore del ragionamento che il Presidente nazionale dell’ANUU Migratoristi - Marco Castellani, ha esternato nella diretta facebook di ieri sera, realizzata dal portale “Caccia e dintorni” e che potrete riascoltare cliccando sul seguente link: https://www.facebook.com/www.cacciaedintorni.it/videos/438971680547255

Nell’intervista, incentrata anche sul tema dell’unità del mondo venatorio italiano, il Presidente Castellani ha ripreso con lucidità le ragioni profonde che impongono a tutti i dirigenti del mondo venatorio italiano, il coraggio di affrontare e vincere questa sfida esiziale, per il futuro della nostra passione.

Su questa scia, i giorni appena trascorsi sono stati caratterizzati da alcuni passaggi positivi che ci lasciano ben sperare e che andranno sostenuti ed accompagnati con il consenso e il sostegno della base dei cacciatori italiani.

Le proposte illustrate dal Vice Presidente Nazionale Federcaccia - Moreno Periccioli , in occasione dello svolgimento dell’Assemblea regionale della Confederazione Cacciatori Toscani, tenuta in videoconferenza, lo scorso 29 marzo a Firenze, vedono in questo ulteriore contributo del Presidente Castellani, forti elementi di convergenza su programma e struttura organizzativa di un nuovo soggetto rappresentativo delle migliori energie ed esperienze, che il nostro mondo potrà mettere a disposizione.

La Confederazione Cacciatori Toscani è nata e sta operando costantemente per raggiungere questo obiettivo!
Lo fa con trasparenza ed coerenza politica e continuerà a farlo senza tentennamenti.

CALENDARIO VENATORIO: IL CONSIGLIO DI STATO DICHIARA L'IMPROCEDIBILITA' DEL RICORSO

Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile il ricorso presentato da Federcaccia sul CVR 2019/2020.
Nella sentenza si precisa che l'eventuale decisione dei Giudici non avrebbe comunque efficacia vincolante, in quanto andrebbe ad incidere su un provvedimento ormai non più in vigore.
 
Dovrà essere pertanto il TAR Toscano a doversi pronunciare sull'impugnativa ancora in corso non essendo possibile anticipare una sentenza, quella del giudice naturale.
 
La decisione rimette ora nelle mani del TAR una serie di valutazioni soprattutto per quanto riguarda il prelievo per le specie moriglione e pavoncella su cui continuerà la nostra battaglia.
 
La trattazione di merito è prevista per il prossimo 28 Aprile 2021.

CCT: PIANO DI GESTIONE DELLA TORTORA SELVATICA … NON TUTTO E’ PERDUTO!

A differenza di coloro che inondano il web di comunicati allarmistici, senza alcun proposta operativa per risolvere i problemi della caccia, noi riteniamo che sia necessario lavorare e informare in modo diverso, puntando alla concretezza dei risultati perseguibili.

Recentemente, il Ministero della Transizione Ecologica ha diramato una nota alle Regione, al MIPAAF e ad ISPRA, dove si evidenziava l’intenzione di giungere ad una “moratoria” per il prelievo della specie in assenza di un accordo tra le Regioni sul Piano di gestione della Tortora selvatica (Streptopelia turtur).

In queste ore la questione sembra destinata a trovare uno sbocco positivo.

L’assessore all’ Ambiente della regione Sardegna Piras starebbe lavorando ad una proposta condivisa con le varie realtà regionali per consentire il prelievo della Tortora in pre-apertura, con un preciso limite alle giornate ed al carniere giornaliero e stagionale.

I tempi per questo processo sono molto stretti (entro il 30 marzo), ma le condizioni per giungere ad un risultato positivo sono sicuramente a portata di mano.

Sull’argomento anche la regione Toscana sta sviluppando in queste ore un ruolo incentrato sulla necessità di giungere ad un risultato unitario per consentire al coordinamento della Commissione Ambiente, di esprimere una posizione chiara sul piano di gestione della Tortora da comunicare sia al MITE che alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

Dall’Assessorato Regionale all’ Agro-alimentare, caccia e pesca ci informano che questa iniziativa riguardante il prelievo della Tortora e del relativo piano di gestione vede la Toscana impegnata ad ottenere una posizione condivisa e responsabile. Ci siamo già attivati per favorire una intesa che possa garantire il prelievo della Tortora in pre-apertura senza venir meno agli aspetti di conservazione e corretta gestione della specie”.

Anche sul piano tecnico scientifico ci sono tutti i presupposti per evitare una incomprensibile “moratoria” non giustificabile dato anche lo stato di conservazione della specie a livello europeo.

Infatti la Tortora è studiata da anni con alcuni programmi nazionali di monitoraggio delle popolazioni che sono confluiti nel Piano Internazionale in discussione in seno alla Commissione Europea. Il piano prendendo spunto dallo studio di Marx et al., 2016, ha suddiviso in tre sub popolazioni l’areale complessivo europeo. Secondo questo schema per la Tortora esistono tre “Flyways”, quella occidentale, quella centrale e quella orientale. Le Flyways in cui è inserita l’Italia presentano le condizioni più favorevoli, pertanto non si presentano giustificati allarmismi per la caccia nel nostro paese. Inoltre in Italia il Progetto MITO 2000 è il più importante programma di monitoraggio delle popolazioni di uccelli nidificanti; il risultato nazionale per la Tortora selvatica che emerge dal progetto è di una popolazione stabile che dimostra come il prelievo venatorio nel corso degli anni non ha influito negativamente sulla demografia della popolazione italiana riproduttiva.

CCT: POSITIVA SENTENZA DELLA SUPREMA CORTE CASSAZIONE SULL’USO DEL COLLARE ELETTRICO

Vogliamo da subito sgombrare il campo da ogni possibile equivoco o strumentalizzazione sulla nostra ferma e sincera condanna verso coloro, che a vario titolo, maltrattano o provocano con i loro comportamenti, gravi sofferenze o soprusi verso gli animali.

Ciò detto, deve anche essere altrettanto chiaro che ci sentiamo impegnati a combattere contro il tentativo di estendere, ad ogni accadimento riguardante l’attività venatoria e le naturali interconnessioni legate all’utilizzo di animali ai fini venatori (cani, richiami vivi, etc.), la contestazione del reato di presunto maltrattamento, a situazioni che non presentano in assoluto, le caratteristiche per un reato così odioso e grave.

Il buonsenso e la lettura equilibrata di alcuni fatti e circostanze spesso si smarrisce, lasciando al cittadino solamente la strada dei tribunali e della giustizia come unica da percorrere per dimostrare la verità dei fatti e per riaffermare la correttezza dei propri comportamenti .

E’ il caso della recente sentenza della Corte di Cassazione III sezione penale, riguardante un presunto reato di maltrattamento, contestato ad un cacciatore che aveva messo al collo del proprio cane da caccia, un collare elettrico, anche se non utilizzato.

Una sentenza che ribalta un precedente pronunciamento del Tribunale di Siena che aveva condannato il cacciatore stesso.

La Corte, con le proprie motivazioni, ha stabilito che non va incontro ad una condanna penale chi mette un collare elettrico al proprio cane, se non vi sono segni di sofferenza provocata all’animale.

Gli avvocati della difesa Ridolfi e Betti, hanno espresso soddisfazione per il pronunciamento, in quanto la Suprema Corte ha accolto le tesi della difesa.

In particolare, è stato tenuta in debita considerazione da parte dei giudici la tesi che il cane non presentava “segni di lesioni sul collo”, godeva di ottima salute e che l’eventuale condotta vietata, non riguardava la mera apposizione sull’animale del collare elettrico, quanto il suo utilizzo nella misura in cui esso provochi “gravi sofferenze”.

Una sentenza quindi destinata a fare “scuola” e che apre un approccio nuovo su questa complicata, quanto delicata materia.

I nostri migliori complimenti vanno agli Avvocati Ridolfi e Betti, noti professionisti in più casi impegnati sui tanti problemi e contenziosi riguardanti il mondo venatorio.

IN TOSCANA LA FEDERCACCIA PARLA DEL FUTURO!!

Si è tenuto venerdì 19 marzo 2021 in modalità  videoconferenza con tutte le altre Province, il Consiglio Regionale della Federcaccia Toscana. Un’iniziativa fortemente voluta dal Presidente Regionale Marco Salvadori per aggiornare ed informare il gruppo dirigente dell’associazione sulle principali tematiche che stanno caratterizzando la caccia nella nostra regione.

Salvadori, durante il suo intervento iniziale, ha delineato le urgenze ed il piano di lavoro che vedrà coinvolta la Federazione nelle prossime settimane, con particolare riferimento alle modifiche ai regolamenti attutivi della L.R. 3/94 sulla caccia, alle proposte per il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale e per un’analisi dell’attuale organizzazione interna in vista delle strategie che dovranno essere adottate alla luce anche delle ultime evoluzioni a livello nazionale.

“Dobbiamo guardare alla caccia di domani, ad un modello gestionale rinnovato e ad un associazionismo che sappia rappresentare al meglio il nostro mondo” - ha dichiarato Marco Salvadori.
“Dalla Toscana può venire un contributo qualificato e ricco di esperienze per progettare assieme un futuro che sappia dare reali prospettive e speranza ai cacciatori”.

Ai lavori del consiglio regionale ha partecipato il Vicepresidente Nazionale di Federcaccia Moreno Periccioli.
Lo stesso ha presentato una articolata relazione che può essere definita come una vera e propria piattaforma di mandato, su cui la Federcaccia Nazionale sta discutendo. Una disamina lucida che ha ben evidenziato le difficoltà e i limiti che stanno attanagliando il mondo venatorio italiano e le necessarie scelte da compiere con urgenza e coraggio.

In particolare Periccioli ha richiamato il tema della riforma della L.N. 157/92, un nuovo “patto con il mondo agricolo” fondato sulle opportunità messe in campo dall’Europa per la Biodiversità e per l’apertura di una “Fase Costituente” nella quale Federcaccia possa definitivamente misurare la reale volontà, anche delle altre organizzazioni, nel dare vita ad un processo unitario su precisi obiettivi e su precisi impegni.

Una responsabilità che spetta alla più grande associazione venatoria Nazionale e che dovrà essere affrontata con un percorso trasparente e con tempi definiti.

In questo nuovo scenario l’esperienza maturata in Toscana attraverso la Confederazione Cacciatori Toscani ha dimostrato come questo obiettivo possa essere raggiunto per il bene della caccia e dei cacciatori.

Un processo aperto quindi, che dovrà camminare con le gambe e la testa di tutti i nostri dirigenti ed attivisti, per amore verso la nostra passione venatoria e per la consapevolezza della sfida che oggi la storia ci impone.

Alla relazione, sono seguiti gli interventi di Tofani, Biagini, Senserini, Coradeschi, Papa, Pellegrini, Luchini e Monaci che hanno ripreso i punti salienti evidenziando gli aspetti di una analisi politica che Federcaccia dovrà considerare come patrimonio comune dell’intera organizzazione.

I lavori si cono conclusi con un ampio mandato a proseguire su una strada che oggi dovrà vedere la realtà toscana in prima linea con il proprio lavoro e la propria esperienza.

GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA: SERVE UN CAMBIO DI PASSO


Si celebra oggi la Giornata mondiale dell’acqua, occasione per sensibilizzare le Istituzioni mondiali e la società sulla necessità di un uso corretto e sostenibile delle risorse idriche, riducendone spreco e inquinamento a tutela dei bisogni umani e dell’ambiente. Temi sui quali anche i cittadini-cacciatori sono impegnati in prima persona

Roma, 22 marzo 2021 - Le risorse idriche del pianeta sono il presupposto per l’esistenza degli esseri viventi, quindi dell’uomo e di tutta la biodiversità. L’acqua, bene primario, è il parametro su cui si fonda la sopravvivenza delle specie e la qualità della vita di uomini, piante e animali. Tutelare questa risorsa non è solo importante, ma vitale per la conservazione di tutte le forme di vita e per assicurare un futuro favorevole alle generazioni future. Il tema è troppo ampio e complesso per trattarlo nella sua interezza. Come Federcaccia e come fruitori degli ambienti naturali vogliamo focalizzare l’attenzione sulla gestione dell’acqua in Italia e su quanto sia importante cambiare passo nella gestione delle risorse idriche interne: fiumi, laghi, lagune, zone umide grandi e piccole.
Molto è stato fatto negli ultimi anni per quanto riguarda la qualità delle acque interne, un tempo sicuramente più inquinate di oggi da scarichi industriali o fognari, attualmente soggetti a rigide norme di tutela, con obblighi di depurazione e purificazione da contaminazioni chimiche prima di essere reimmessi in circolo. Moltissimo resta però ancora da fare, in particolare per i problemi di eutrofizzazione e di qualità di molti bacini idrici, spesso non gestiti secondo una precisa analisi delle caratteristiche e del valore biologico, che porta a trascurare ad esempio le biocenosi viventi e le priorità per la conservazione.
Di grande importanza e da noi particolarmente sentito per i suoi risvolti sul benessere delle popolazioni, dell’ambiente in generale e della fauna, è il ruolo delle zone umide, così come efficacemente descritto dall’organizzazione internazionale Wetlands International.
• Prosperità: le aree umide sono spesso legate all’economia delle popolazioni che le abitano.
• Mantenimento di acque pulite: in un mondo in cui la domanda di acqua cresce velocemente, la conservazione e il ripristino di aree umide consentono di salvaguardare la richiesta idrica per agricoltura e consumo umano.
• Ricchezza di cibo: adeguando l’acqua e le pratiche agricole nelle zone umide e incorporando queste ultime nei paesaggi agricoli, è possibile garantire la sicurezza alimentare a lungo termine e migliorare la biodiversità.
• Protezione dalle calamità: circa il 90% delle calamità naturali o di origine umana è connessa all’acqua. La conservazione di aree umide permette di ridurre gli impatti dei danni causati da questi eventi (es. casse di espansione, mantenimento dei delta fluviali e lagune costiere).
• Stoccaggio di carbonio: le zone umide sono tra le più grandi riserve di carbonio, mantenendo queste aree si contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2 e a rallentare il riscaldamento globale, migliorando la biodiversità, la sicurezza e il benessere dell’uomo.
• Salvaguardia della Natura: le zone umide supportano una Natura abbondante e unica, ma la biodiversità dell’acqua dolce è diminuita drasticamente dagli anni’70. È urgentemente necessaria un’azione concertata da parte di singoli, gruppi della società civile, Istituzioni e settore privato per invertire questa tendenza.

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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE FORESTE

Il 21 marzo di ogni anno ricorre la Giornata internazionale dei boschi e delle foreste, istituita per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa preziosa risorsa, in pericolo a livello planetario ma che vede l’Italia in controtendenza con un continuo aumento delle superfici boscate.
Il commento di Federazione Italiana della Caccia

Roma, 20 marzo 2021 - Il 21 marzo di ogni anno ricorre la Giornata internazionale dei boschi e delle foreste, istituita per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa preziosa risorsa in pericolo a livello planetario e che offre all’uomo importanti funzioni vitali.

A livello mondiale purtroppo la situazione delle nostre foreste si aggrava di anno in anno per il problema del disboscamento delle aree equatoriali e tropicali, per gli incendi diffusi, per la pressione demografica e per il suo depauperamento in genere. Si stima infatti che 12 milioni di ettari di bosco vengano persi ogni anno a livello planetario. Problemi ulteriormente amplificati dal cambiamento climatico, che rende ulteriormente più vulnerabili i nostri boschi per le mutate condizioni stazionali, a sua volta è accentuato dallo stesso disboscamento in quanto viene meno la capacità di stoccare CO2 con la fotosintesi. La riduzione delle foreste e dei boschi contribuisce ad aumentare il rilascio dei gas serra nell’atmosfera nell’ordine del 12-20% del totale delle cause.

Per responsabilizzare e impegnare le nazioni a contrastare il declino dei boschi vi sono state varie convenzioni internazionali - tra cui la più recente sul clima (Accordo di Parigi del 2015) - che riconoscono il ruolo fondamentale della protezione dei boschi esistenti e del loro incremento per proteggere l’uomo dalle problematiche ambientali causate dal cambiamento climatico.

Anche a livello europeo si è fatto qualcosa in merito con la Green Deal, che affronta la questione forestale attraverso la “Strategia Biodiversità 2030”. Tale disposizione prevede azioni di tutela e protezione di vaste aree naturali europee, il ripristino delle superfici degradate e la messa a dimora di ben 3 miliardi di nuovi alberi.

Tutti questi interventi e azioni sono chiaramente importanti ed essenziali a livello mondiale e continentale, tuttavia è necessario scendere a livello locale e valutare caso per caso quali sono realmente le politiche da mettere in campo per le varie realtà forestali. La situazione è infatti diversa fra continente europeo e aree tropicali.

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LA STRATEGIA NAZIONALE FORESTALE ORA PARLA ANCHE DI FAUNA SELVATICA: ACCOLTE TUTTE LE PROPOSTE DI FEDERCACCIA

Roma, 20 marzo 2021 - Sulla base dei principi della Strategia Forestale dell’Unione Europea ogni Stato membro sta sviluppando un documento di pianificazione denominato Strategia Nazionale Forestale - SNF, che avrà validità ventennale e lo scopo principale di promuovere una gestione sostenibile del proprio patrimonio forestale.
Si tratta di un documento del tutto innovativo, per la prima volta realizzato nel nostro Paese e che ha visto la prima bozza formulata da un gruppo di lavoro giusto un anno fa.

La fase successiva è stata una consultazione pubblica a cui ha partecipato anche Federazione Italiana della Caccia, esponendo le proprie perplessità sulla bozza stessa per la scarsa considerazione sulla componente faunistica.
Siamo così stati invitati a formulare una nostra proposta, che recentemente è stata integralmente accolta.
Nel dettaglio abbiamo chiesto di considerare la fauna selvatica un elemento imprescindibile delle nostre foreste e che pertanto deve essere conosciuto e gestito per le interazioni reciproche che hanno alcune componenti faunistiche con l’intero ecosistema forestale e con le attività di selvicoltura.

Abbiamo così proposto una Azione Specifica denominata “Gestione degli impatti tra foresta e fauna selvatica” che mette in rilievo questi aspetti ed in particolare si concentra su “azioni forestali per la tutela delle specie prioritarie” e sulla “pianificazione ed azioni in foreste ad elevata densità di ungulati”.

Nelle azioni di interesse paesaggistico della SNF abbiamo inoltre fatto inserire una sotto-azione relativa alla salvaguardia della biodiversità degli habitat faunistici attraverso la tutela di ecotoni, spazi aperti ed aree di migrazione.
Per Federcaccia questo rappresenta un importante successo poiché siamo riusciti a dare un peso alle azioni forestali che incidono sugli habitat della fauna. Vorremo infatti in questo modo che ogni intervento forestale fosse valutato e considerato per gli effetti che può determinare alle popolazioni selvatiche di fauna.

Speriamo infine che questo apra maggiormente a un dialogo sempre più costruttivo con chi si occupa di gestione del territorio nel nostro Paese.

Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro-Ambientali Federcaccia

UNIVERISTA’ DEGLI STUDI DI FIRENZE: INDAGINE SUL PESO ECONOMICO DELLA CACCIA

Molto spesso si parla dell’impatto che l’attività venatoria genera sulle attività economiche e del territorio.
Non molti studi sono stati portati avanti negli ultimi anni a tal proposito seppur tale valutazione potrebbe essere di fondamentale importanza per dimostrare, soprattutto in una fase di forte recrudescenza delle attività economiche ed occupazionali come quella attuale, come la caccia contribuisca in maniera non trascurabile all’indotto economico generale.

A tal proposito, l’università degli studi di Firenze – Dipartimento di Scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali, ha inteso sviluppare uno studio sulla funzione venatoria nelle Provincie di Siena e Firenze.

La ricerca, svolta dalla Dottoressa Carlotta Sergiacomi, si prefigge di dimostrare tramite la raccolta dati il volume delle risorse stimate per il territorio in questione e generate dalla caccia.

Le informazioni necessarie a questo importante lavoro, poggiano sulla compilazione di un questionario da parte del più ampio numero possibile di cacciatori, che svolgono appunto la loro attività negli ATC e Provincie oggetto di studio.
Una compilazione estremamente semplice, che richiede meno di 10 minuti del vostro tempo, quale contributo fattivo ad un progetto di grande utilità per il nostro mondo.
 
Due le modalità possibili per compilare il questionario:
 
1 Compilazione online accedendo al questionario tramite il link di seguito; (modalità questa che non richiede ulteriori invii via mail) https://forms.gle/deKsaUzpDNCmjAaW8
 
2 Compilazione cartacea, con successivo invio post scannerizzazione alla mail della Confederazione Cacciatori Toscani
(confcacciatoritoscani@gmail.com) scaricando il PDF dal nostro sito: www.confederazionecacciatoritoscani.it
 
La CCT assieme a tutte le associazioni confederate intende supportare al massimo iniziative volte a ristabilire una giusta considerazione sulla caccia ed i cacciatori agli occhi dell’opinione pubblica.

LA GIUNTA REGIONALE PROLUNGA LA CACCIA DI SELEZIONE AL CAPRIOLO MASCHIO PER ADULTI, GIOVANI e PICCOLI

Come già anticipato pubblichiamo la delibera della Giunta regionale n° 246 del 15/03/2021 immediatamente esecutiva.

Nella stessa si consente il prolungamento del prelievo venatorio alla specie Capriolo per i soggetti maschi adulti, giovani e piccoli al 15 aprile 2021 anche nelle porzioni dell’area vocata con terreni in attualità di coltivazione.

La delibera in oggetto non modifica in nessuna altra parte la delibera n° 674 del 25.05.2020 “L.R. 3/94 Approvazione Protocollo triennale con Ispra per la Gestione Cervidi e Bovidi – Piano di prelievo della specie Capriolo per la stagione 2020-21”.

Di seguito scaricabile la Delibera n° 246 del 15/03/2021:

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