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5xmille

Tesseramento 2019

Gestione faunistica in pillole

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Finale S. Uberto

Memorial Piero Meini

Gara Lepre Meccanica

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Cena di Beneficienza

Cena a base di Selvaggina

Sport e Cinofilia 2019

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14° Trofeo Le Tegole

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2° Campionato CCT Prov. GR Cinghiale

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3° Trofeo CCT cani da seguita in coppia

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Massimo Buconi eletto nuovo Presidente Nazionale della Federazione Italiana della caccia

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Calendari venatori: ci vuole scienza e non ideologia

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Ricerche Federcaccia sotto l’occhio dei riflettori


Anche i cacciatori protagonisti della giornata per la lotta alla desertificazione

Fidc: si riunisce a Roma il Consiglio di presidenza


Giornata della Biodiversità. Insostituibile il ruolo dei cacciatori

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I predatori devono essere controllati

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I cinghiali? pazientino gli agricoltori; non sono nel contratto

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Da FIDC Nazionale e Toscana una posizione netta e univoca

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Una laurea sulla beccaccia con il contributo di FIDC

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DA FEDERCACCIA UN NO SECCO ALLA ABOLIZIONE DELL'ART. 842


L’ ambiente migliora grazie ai Cacciatori

Federcaccia: dalla Cia un segnale interessante


I laghi da caccia ospitano i migratori

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LA RISCOSSA DELLA CACCIA GIOVANE

Quando la fauna diventa un pericolo

FEDERCACCIA. DA BRUXELLES IL PUNTO AGGIORNATO SUI KEY CONCEPTS

Corso primo soccorso

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Arezzo: Corso art. 37

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Capannoli: Corso art. 37

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Progetto The data from the sky

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Centro Ornitologico Porto allo Stillo

Convegno Nazionale progetto ANASAT


Centro Ornitologico Malpasso

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Il Colpo d’Ala

Tos Caccia

Nuove aree vocate al Cinghiale


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TORNEO DI TIRO A GROSSETO

 

 

Sabato 8 Giugno presso il Campo di Tiro di Pietratonda, nel Comune di Campagnatico è andata in scena una gara unica nel suo genere e interamente dedicata al tiro a palla. Organizzata dalla Sez. Comunale della Federcaccia di Grosseto in collaborazione con la CCT, l’Associazione di Tiro “Pietratonda” e l’URCA di Grosseto, la prova si è articolata su due specialità: tiro a bersaglio fermo a 100 e 200 metri e tiro alla sagoma del cinghiale corrente. Diverse categorie per l’una e l’altra specialità: canna liscia e canna rigata per il cinghialino corrente e cacciatori (diametro esterno della canna inferiore di 17 mm) e tiratori (diametro esterno della canna superiore di 17 mm) per il tiro a bersaglio fermo. Classifiche finali singole e combinata per il trofeo. Diversi tiratori hanno sparato per tutto il giorno sulle stupende linee di tiro del campo abbellite da bersagli raffiguranti  sagome di animali, offerti da URCA. Cinque colpi per ogni sagoma nelle linee di tiro e quattro colpi al cinghialino corrente.

A metà giornata un lauto pranzo in amicizia offerto dalla Federcaccia di Paganico.
Per Roberto Cicaloni, Presidente della sez. Comunale FIDC di Grosseto, - questa prova è stata il primo atto di quella che, speriamo, diventi un appuntamento fisso per gli anni a venire.-
Come sempre, queste occasioni di aggregazione all’insegna di una passione ci ricordano l’importanza dell’unità del mondo venatorio, unico modo di continuare a ritrovarsi insieme in questi contesti negli anni a venire.
Queste le classifiche del 1° TROFEO COMBINATO DI CACCIA A PALLA

BERSAGLIO FERMO A 100 E 200 METRI

Tiratori:

  1. Ciabatti Riccardo
  2. Canuzzi Domentico
  3. Parentini Massimiliano

Cacciatori:

  1. Ciabatti Riccardo
  2. Allegro Marco
  3. Romani Riccardo

CINGHIALINO CORRENTE

Canna liscia:

  1. Senserini Davide
  2. Martini Franco
  3. Scheggi Enrico

Canna rigata:

  1. Netti Giuliano
  2. Capitani Euro
  3. Scheggi Enrico

 

COMBINATA PER IL TROFEO

  1. Romani Riccardo
  2. Ciabatti Riccardo
  3. Senserini Davide

CCT: LA REGIONE TOSCANA DELIBERA LA CACCIA IN DEROGA ALLO STORNO

Nella seduta del giorno 17 giugno 2019 la Giunta Regionale ha approvato la delibera n°799 inerente il prelievo in deroga della specie Storno (Sturnus vulgaris) che riportiamo  in allegato.
Anche per quest’anno il prelievo dello storno inizierà già in occasione della pre-apertura e terminerà il 15 dicembre 2019 nelle modalità previste dalla delibera in oggetto.
Il limite massimo di capi prelevabili rimane quello di 100 per l’intero periodo, con un massimo di 20 capi giornalieri.
Ricordiamo a tutti i cacciatori interessati e che praticano questo tipo di prelievo, che i capi abbattuti dovranno essere segnati sul tesserino venatorio regionale e comunicati puntualmente agli uffici competenti nelle modalità previste dalla Regione Toscana, entro il 20 novembre al fine di garantire un accurato monitoraggio del prelievo.
La Confederazione Cacciatori Toscani e le proprie Associazioni confederate rimarranno a completa disposizione per supportare gli adempimenti richiesti ai cacciatori interessati.

Di seguito scaricabile la Delibera:

CCT: SAN SEPOLCRO INAUGURA LA NUOVA SEDE

La Val Tiberina avrà una casa comune dei cacciatori aderenti alle associazioni della Confederazione Cacciatori Toscani.

Marco Romagnoli, segretario della Confederazione, sarà presente,  assieme ai dirigenti locali e provinciali delle associazioni confederate, Sabato 22 Giugno alle ore 11all’inaugurazione della nuova sede e centro servizi  CCT a San Sepolcro (AR).

Così anche in terra aretina e in una realtà tra le più importanti dal punto di vista faunistico venatorio come la Val Tiberina, la CCT si rafforza in termini organizzativi per la forza del messaggio unitario che vuole rilanciare a tutti i cacciatori.

La caccia ha bisogno di ritrovare una sua dignità sociale per contrastare i crescenti attacchi del fronte animalista e di una politica spesso compiacente con gli anticaccia.

Solo l’unità e una diversa e più qualificata rappresentanza degli interessi dei cacciatori può riconsegnare ai giovani cacciatori e al nostro mondo venatorio un futuro.

In questo quadro di rafforzamento e di crescita, l’appuntamento di S.Sepolcro come altri che si sono realizzati in queste settimane e programmati per i prossimi giorni, rappresenta un ulteriore passo in avanti sulla strada tracciata con coraggio e responsabilità in Toscana dalla Confederazione Cacciatori Toscani.

Di seguito scaricabile il volantino dell'iniziativa:

DDL TUTELA ANIMALI: GLI ANIMALISTI CI RIPROVANO IN SENATO

E’ già stato presentato in Senato il disegno di legge che prevede la modifica del codice penale, congiuntamente ad altre disposizioni, in materia di tutela degli animali. Questa proposta, sottoscritta e presentata dal M5S nella persona di Massimo Petrilli, è adesso al vaglio del Senato e, se venisse approvata, andrebbe ad apportare numerose modifiche inerenti anche l’attività venatoria e la cinofilia più in generale.

Ancora una volta appare lampante di come il mondo animalista, al contrario di quello venatorio, sia coeso ed organizzato. Questa proposta, i cui firmatari sono quasi interamente appartenenti al M5S, è sostenuta ed avvallata da tutte le maggiori sigle animaliste italiane, alcune delle quali protagoniste, in questi ultimi mesi, anche di numerosi ricorsi ai calendari venatori Regionali.

Inutile dire che se un provvedimento come questo divenisse legge, si materializzerebbero numerose problematiche inerenti il comparto venatorio: dalla detenzione di animali a scopo venatorio (richiami vivi), all’utilizzo di dispositivi elettronici e non per l’addestramento dei cani, financo ad un aspetto ben più grave inerente l’attività venatoria in generale in quanto, anche questa volta, all’interno del testo viene inserita la proposta di abrogazione dell’art. 842 del codice civile che regola l’accesso ai fondi, cardine della caccia sociale Italiana.

Il mondo venatorio italiano deve fare quanto in suo potere per portare la voce di migliaia di onesti cittadini cacciatori in Senato per contrastare questo provvedimento. Da parte nostra l’attenzione sugli sviluppi di questa situazione è massima e non lasceremo certo intentata ogni azione volta a tutelare i diritti di miglia di Cacciatori Italiani.

Di seguito scaricabile il documento integrale:

 

CCT: APPROVATA LA DELIBERA PER IL PIANO DI PRELIEVO DEL CAPRIOLO

La Regione Toscana rende noto che ieri, 10 giugno, è stata approvata la Delibera, immediatamente esecutiva, per il piano di prelievo del capriolo.

Quindi da mercoledì 12 giugno apre la caccia di selezione al capriolo secondo le seguenti tempistiche suddivise per sesso e classe d’età:

Aree Vocate

  • maschi adulti e giovani: dal 12 giugno al 15 luglio e dal 15 agosto al 30 settembre 2019;
  • femmine: dal 15 agosto al 30 settembre 2019 e dal 1° gennaio al 15 marzo 2020;
  • Piccoli: dal 15 agosto al 30 settembre 2019 e dal 1° gennaio al 15 marzo 2020.

Aree NON Vocate

  • maschi adulti e giovani: dal 12 giugno al 15 luglio, dal 15 agosto al 30 settembre 2019 e dal 1° gennaio al 15 aprile 2020;
  • femmine e piccolo femmina: dal 15 agosto al 30 settembre 2019 e dal 1° gennaio al 15 marzo 2020;
  • piccoli: dal 15 agosto al 30 settembre 2019 e dal 1° gennaio al 15 aprile 2020.

LA CODA DELLO SCORPIONE

Fare una previsione sulla tenuta e durata dell’attuale maggioranza di Governo è sicuramente difficile. La cosa certa è che il recente risultato scaturito dalle urne, certifica un cambio di asse tra Lega e Cinquestelle, sul quale si stanno producendo i primi risvolti politici. Nonostante la tregua di queste ore, improntata  a parare i colpi dell’Europa  e affrontare le conseguenze drammatiche di una procedura d’infrazione per deficit con le immaginabili conseguenze per l’economia del paese e le tasche dei cittadini, il clima appare tutt’ altro che sereno.

La tragica situazione dell’ILVA di Taranto, il decentramento produttivo di tante piccole e medie imprese, l’annunciata “scure” sui tagli alla Sanità per le Regioni, non sono certo quisquiglie.

Il continuo braccio di ferro sui cantieri e non ultima la TAV, sono l’emblema di un cambio di rotta che non è possibile al momento valutare in tutta la sua portata.

Per le opposizioni la crisi di governo è alle porte e i nodi giganteschi da sciogliere, non consentiranno rinvii né tatticismi. Ci troviamo sicuramente in una situazione convulsa e di forte instabilità politica. Nonostante ciò, all’indomani della clamorosa disfatta del M5S, l’animalismo “di apparato” continua a lavorare ed a produrre continue insidie. Pensavamo che i cittadini avessero espresso un giudizio tombale verso coloro che avevano fatto dell’animalismo fondamentalista la bandiera da sventolare. A quanto pare la lezione non è servita; i fatti dimostrano anzi proprio la volontà opposta. Per mascherare alcune inevitabili concessioni sul programma di governo, taluni stanno già pensando di mandare precisi segnali al proprio elettorato su questioni specifiche e su battaglie elevate a simbolo di una pseudo cultura politica.

La notizia che circola da alcune settimane sulle intenzioni del Ministro Costa volte a predisporre un decreto legge “proteggi animali” incentrato sul divieto di utilizzo degli animali in tutte le manifestazioni , rappresenta in modo plastico la volontà di proseguire sulla strada dello scontro e della contrapposizione alla cultura rurale e alla salvaguardia delle tradizioni. In simbiosi con il ministro dei beni culturali Bonisoli (M5S), si pensa di utilizzare il veicolo delle Legge Delega per il riordino della materia dello spettacolo, per sferrare un nuovo colpo.

L’iter legislativo è molto complesso; ma non possiamo certo abbassare la guardia! Secondo alcune indiscrezioni il nuovo decreto in cantiere conterrebbe non solo il divieto di utilizzo degli animali nei circhi, ma anche divieti e forti limitazioni in ogni manifestazione che veda la possibilità di utilizzo o esposizione degli animali. Mostre faunistiche, fiere degli uccelli, esposizioni e non solo potrebbero essere definitivamente messe fuori legge.

In Toscana abbiamo un patrimonio infinito da difendere e tutelare. Al netto di tutto ciò che riguarda il comparto agricolo anche in ambito venatorio, sono centinaia le manifestazioni e le attività che tengono viva la nostra cultura, le nostre radici e le nostre tradizioni. Basta dare un’occhiata al programma della Federazione Associazioni Toscane Fiere Ornitologiche (FAFTO) , per scoprire la quantità e qualità di eventi che raggruppano fiere centenarie con migliaia di visitatori ed estimatori che di colpo sarebbero le prime vittime di un provvedimento fazioso e dalla dubbia legittimità.

La Confederazione Cacciatori Toscani sostiene da tempo che il nostro mondo deve sempre di più “fare sistema” unendosi per contrastare un fenomeno aggressivo e pericoloso. Nello specifico, visto l’avvio dell’iter legislativo, dovremo porci l’obbiettivo di contrastare e fermare questo decreto. Da subito, a partire proprio dalla realtà Toscana, ci impegneremo per quanto di nostra competenza,  a costituire un fronte trasversale per rivendicare sui partiti e verso i rappresentanti toscani in parlamento, questa sciagurata proposta ed ogni ulteriore tentativo di analogo segno.

CALENDARI VENATORI REGIONALI: GIA’ INIZIATO L’ATTACCO

Sono in fase di stesura in queste settimane molti calendari venatori regionali, che andranno poi a regolamentare l’esercizio dell’attività venatoria per la prossima stagione in molte Regioni d’Italia. Proprio in un momento così delicato di concertazione, arriva preciso e puntuale come sempre l’attacco del mondo animal-ambientalista alla caccia; fatto da quelle associazioni a noi ormai note (Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf), per i numerosi ricorsi presentati lo scorso anno, che hanno creato, anche nella nostra Regione, forti problematiche per migliaia di cacciatori Toscani.

Dato che adesso anche la Regione Toscana sembra in procinto di concludere la fase di stesura del nuovo testo del CVR, che dovrebbe essere presentato nelle prossime settimane, ci pare doveroso richiamare l’attenzione proprio su questo argomento. La battaglia intrapresa dalla CCT lo scorso anno in difesa del calendario venatorio toscano è l’emblema di una situazione critica che vede i nemici della caccia uniti e ben organizzati su tutti i fronti.

Auspichiamo che la Regione tenga conto di tutta la documentazione e delle posizioni da noi sostenute nel corso di questi mesi, che garantirebbero un calendario sostenibile e forte volto a garantire il diritto per i migliaia di praticanti Toscani.

E’ di queste ore la notizia della diffida presentata dalle associazioni venatorie nazionali nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dell’ambiente. Situazioni di criticità come questa si verificano a causa di numerose inadempienze all’applicazione della legge nazionale; in questo caso per la mancata istituzione delle Unità Operative Tecniche Consultive decentrate dell’ISPRA, necessarie nella fase di stesura dei calendari venatori regionali, e stabilite dall’art. 7 comma 2 della legge 157/92.

A tal proposito riteniamo necessario lavorare affinché su base Regionale siano prodotte specifiche convenzioni con altri soggetti scientifici e con le Università, al fine di poter presentare su basi scientifiche pareri a supporto dei calendari venatori.

L’ANIMALISMO ESCE SCONFITTO DALLE URNE

Debacle del Movimento 5 Stelle e del Partito Animalista

Aldilà di ogni altra valutazione più approfondita, la Confederazione Cacciatori Toscani  intende evidenziare come il voto di ieri abbia emesso un verdetto chiaro e incontrovertibile: la sconfitta dell’ Animalismo e di ogni velleitarismo anti-venatorio. Il risultato del M5S, del Partito Animalista e quello della Lega - letti congiuntamente - ci dicono che i temi dell’Animalismo, dell’ Ambientalismo compassionevole e della lettura disneyana della natura, non hanno alcun seguito nella vita reale dei cittadini e nelle dinamiche concrete della società.

Il risultato da prefisso telefonico del Partito Animalista, la disfatta del M5S, il grande successo elettorale della Lega e il buon risultato del primo partito di opposizione, il Partito Democratico (che ha da sempre mantenuto una posizione non contraria all’ attività venatoria), confermano che i reali bisogni del paese sono distanti anni luce da una certa sensibilità da “salotto” .

Con la tornata elettorale del 26 maggio è stato sconfitto, speriamo per sempre, quello strabismo tanto di moda, che ha ritenuto certa pseudocultura un’avanguardia della società.

Le urne hanno parlato con voce stentorea.  L’auspicio è che venga finalmente ristabilita una scala di priorità nella quale il benessere animale, la salvaguardia dell’ambiente  e gli equilibri faunistici, siano governati dal primato della ragione. In tal caso i cacciatori sapranno certamente fare la loro parte e portare un contributo nel Paese ed in Europa.

CCT: RIPENSARE UNA STRATEGIA PER LA GESTIONE DEL TERRITORIO

Una delle strategie messe a punto dalla ricerca, per ridurre l'impatto dell'intensificazione delle tecniche agricole sulla biodiversità delle nostre campagne, è quello di seminare delle strisce di fiori selvatici lungo gli appezzamenti delle colture. Queste strisce hanno lo scopo di aumentare i predatori naturali dei parassiti delle piante che possono ridurre notevolmente l'utilizzo dei pesticidi in agricoltura. 
Gli effetti di queste misure si estendono agli insetti impollinatori come le api, e agli uccelli che si nutrono di invertebrati almeno in alcune fasi della loro vita. 
Per un paese turistico come l'Italia, da non sottovalutare anche il notevole effetto positivo che queste pratiche agronomiche potrebbero apportare al nostro paesaggistico – queste alcune valutazioni sviluppate dal Dott. Agr. Francesco Santilli.

La Confederazione Cacciatori Toscani ha avuto modo, alcuni giorni fa, di richiamare l’attenzione sul recente rapporto ONU e l’enorme perdita di biodiversità che sta colpendo il territorio e i suoi importanti equilibri.

Proprio ieri, si è celebrata la giornata mondiale sulla Biodiversità; passare dalle chiacchere ai fatti diventa anche per noi cacciatori un imperativo! Abbiamo l’obbligo di trasformare la nostra naturale sensibilità verso l’ambiente in azioni gestionali concrete e tangibili. Bisogna in pratica coltivare l’ambizione di poter dimostrare che la caccia e i cacciatori riescono a sviluppare un contributo utile per la salvaguardia del territorio e della biodiversità. Soprattutto con la buona gestione faunistica, sarà possibile contribuire  ad invertire questo declino ambientale, saldando un nuovo patto con il mondo agricolo. Occorre andare oltre ai vecchi discorsi, le solite litanie che qualche esperto “della gestione che fu”  continua a riproporre.

I cambiamenti profondi che il territorio ha subito in questi anni, le pratiche agronomiche improntate alla massima produzione, l’uso dei fitofarmaci etc., non consentono di curare il “malato” con l’aspirina di qualche sporadico intervento di miglioramento ambientale. Occorre una strategia complessiva, investimenti economici e contributi destinati ad intervenire in maniera diffusa su migliaia di ettari di territorio agricolo e forestale con riferimento particolare agli istituti faunistici pubblici e privati.
Le nostre Zone di Ripopolamento e Cattura potranno nel futuro assolvere un compito di eccellenza in quanto veri e propri “polmoni” di biodiversità. Strutture che non permetteremo di trasformare e snaturare come qualcuno vorrebbe fare.

Il salto di qualità è dunque possibile. Se vogliamo ricreare la speranza per un ritorno nelle nostre campagne della selvaggina stanziale e di un ambiente vocato anche all’avifauna migratoria, dobbiamo ragionare sulle nuove opportunità che si stanno aprendo in Europa con la riforma della PAC, e su esse rifondare un nuovo patto con il mondo agricolo e gli ATC.

La Conferenze Regionale sulla caccia può rappresentare una utile opportunità per l’avvio di questo progetto.

Proprio stamani infatti, presenteremo una prima bozza di documento sulle principali proposte che la Confederazione  Cacciatori Toscani mette a disposizione del Tavolo di lavoro regionale preparatorio della Conferenza, incentrato sulla crisi della piccola selvaggina stanziale e della migratoria

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