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AGGIORNAMENTO RENDICONTAZIONE PRELIEVO IN DEROGA DELLO STORNO

Ai fini di fornire una puntuale informazione a tutti i cacciatori interessati al prelievo venatorio in deroga della specie Storno e a seguito della comunicazione dei competenti uffici della Regione Toscana, dove viene stabilita la rendicontazione dei capi abbattuti con scadenza settimanale si informa che la prossima rendicontazione degli Storni abbattuti è prevista per il giorno Martedì 30 Novembre 2021 e dovrà essere effettuata entro e non oltre le ore 20:00 del giorno stesso.

Per tutti coloro che avessero necessità di utilizzare il servizio messo a disposizione dalla Confederazione Cacciatori Toscani ricordiamo di inviare entro e non oltre la mezzanotte di lunedì 29 novembre, il modulo compilato e firmato, disponibile anche sul nostro sito internet, all’indirizzo email dedicato cctstorno@gmail.com con allegato copia di documento in corso di validità; tutte le nostre sezioni territoriali delle associazioni confederate saranno a disposizione per dare assistenza e supporto  a tutti i cacciatori.

Di seguito il modulo scaricabile:

LA SCIENZA A SOSTEGNO DELLE RAGIONI DELLA CACCIA

PROGETTO MIGRATORIA

Sessione di inanellamento di fine novembre, la cattura più interessante di oggi è senz'altro questa Beccaccia.

Ci piace pensare che la gestione ambientale che stiamo portando avanti sia positiva per la sosta e lo svernamento anche di questa specie. Cogliamo l'occasione per ringraziare la CCT - Confederazione Cacciatori Toscani e la Federazione Italiana della Caccia (Grosseto) che ci sostengono in questo progetto.

BUONE NOTIZIE DAL CONSIGLIO DI STATO: IMPORTANTE SENTENZA SUL RINNOVO DEL PORTO D’ARMI USO CACCIA

Lo scorso 18 Novembre 2021, con sentenza n° 07722 e a seguito della Camera di Consiglio del 28 Ottobre, il Consiglio di Stato ha pronunciato una importante sentenza sulle modalità di rinnovo del porto d’armi per uso caccia.

La questione nello specifico, riguarda quei cacciatori che per patologie o per anzianità si vedevano rilasciare al momento della visita medica per il rinnovo del porto d’armi, un certificato di idoneità psico-fisica di durata inferiore ai 5 anni previsti.

A seguito di ciò, molte Questure avevano iniziato a non rilasciare i porto d’armi poiché il certificato sanitario risultava essere limitato nei tempi, rispetto a quelli previsti per l’intera validità del titolo di polizia (5 anni).

Con questa sentenza si riapre in termini positivi la possibilità di poter ottenere da parte degli interessati, un rinnovo anche parziale del poro d’armi ad uso di caccia (es. anche per 2 o 3 anni) limitando il rinnovo stesso alla durata della certificazione medica rilasciata dalle competenti autorità.

Riportiamo di seguito il testo della sentenza dove potranno essere rilevate le importanti motivazioni espresse dal Consiglio di Stato:

I CACCIATORI ANCORA PROTAGONISTI PER LA RICERCA: NUOVA E INTERESSANTE PUBBLICAZIONE SULLA SPECIE BECCACCIA.

Il mese di novembre rappresenta il momento dell’anno particolarmente atteso per per i cultori di questa emozionante forma di caccia; “in gergo” per gli appassionati “Beccacciai”!

Conoscere ed operare per la conservazione di questo fantastico e misterioso uccello migratore è da tempo una delle caratteristiche che contraddistinguono una larga platea di cacciatori e ricercatori.

In piena stagione di caccia, vogliamo tornare su un aspetto fondamentale per il mantenimento di una tradizione venatoria tra le più affascinanti e cioè quello della ricerca e del monitoraggio della specie.

L’esperienza maturata da anni in alcune regioni italiane, prima tra tutte la Toscana, per molti aspetti rappresenta un punto avanzato sia per quanto concerne la legislazione che per le attività svolte dai cacciatori specializzati anche fuori dai periodi consentiti per la caccia.

E’ dunque con piacere che vogliamo evidenziare la pubblicazione di una importante ricerca sviluppata dal Dott. Marco Tuti, tecnico faunistico, ricercatore ma soprattutto appassionato cacciatore, da anni impegnato su questi aspetti. Uno studio interessante, sviluppato in collaborazione con altri importanti esperti e ricercatori, che mette nuovamente in evidenza la struttura demografica della specie e soprattutto il buono stato di conservazione della popolazione di beccaccia (Scolopax rusticola)  e in un decennio di osservazioni 2010/2019.

Dati significativi raccolti grazie all’analisi delle ali dei soggetti abbattuti e dunque dei carnieri, che rendono questo lavoro, una delle esperienze più rilevanti dal punto di vista numerico, sviluppata nel nostro Paese, mettendo in evidenza nuovamente come il contributo attivo del mondo venatorio per la raccolta di dati sia indispensabile e fondamentale per la ricerca scientifica e per il monitoraggio e la gestione della fauna selvatica.

Di seguito riportiamo il testo pubblicato agli Atti della Società Toscana di Scienze Naturali di Pisa:

Allegati:
Scarica questo file (Tuti_et_all.pdf)Tuti_et_all.pdf

RENDICONTAZIONE PRELIEVO IN DEROGA DELLO STORNO: ECCO LE NUOVE DATE

Ai fini di fornire una puntuale informazione a tutti i cacciatori interessati al prelievo venatorio in deroga della specie Storno, a seguito della comunicazione dei competenti uffici della Regione Toscana, si informa che:

Con la prossima rendicontazione degli Storni abbattuti (che dovrà essere effettuata entro le ore 20:00 del giorno Martedì 23 Novembre), le successive rendicontazioni dovranno avvenire con cadenza settimanale; di seguito riportiamo le date previste per la rendicontazione:

  • Martedì 30 Novembre
  • Martedì 7 Dicembre
  • Martedì 14 Dicembre
  • Martedì 21 Dicembre

Per tutti coloro che ne avessero necessità ricordiamo di inviare entro e non oltre la mezzanotte di lunedì 22 novembre, il materiale allegato disponibile anche sul nostro sito internet, all’indirizzo email dedicato cctstorno@gmail.com con allegato copia di documento in corso di validità; tutte le nostre sezioni territoriali delle associazioni confederate saranno a disposizione per dare assistenza e supporto  a tutti i cacciatori.

Ricordiamo inoltre che in caso di superamento del limite massimo di storni abbattibili previsto a livello regionale, il prelievo potrà essere effettuato solo dai cacciatori in possesso del tesserino venatorio digitale App Toscaccia.

Tale eventualità sarà resa nota con la massima tempestività direttamente dalla regione Toscana attraverso la pagina web del settore Attività Faunistico Venatoria.

ACCADEMIA DEI GEORGOFILI: LA RIFORMA DELLA PAC E LA GESTIONE DELLA FAUNA SELVATICA

Si è tenuto ieri pomeriggio a Firenze, nella prestigiosa sede dell'Accademia dei Georgofili, un interessante convegno sul tema della riforma della PAC (Politica Agricola Comunitaria) e delle future interazioni con la Gestione Faunistica.

Dopo l’apertura dei lavori da parte del Prof. La Marca,  è seguito l’intervento del Presidente Nazionale della Federcaccia Massimo Buconi, che ha inquadrato il tema generale attorno al quale si sarebbero poi svolte le comunicazioni dei relatori che si sono alternati in cattedra.

In particolar modo il Presidente Buconi ha spiegato come la riforma della Nuova PAC, in via di approvazione, dopo una lunga fase di gestazione, debba necessariamente rendere protagonista anche il comparto venatorio del nostro paese; ogni ragionamento su agricoltura, ambiente e biodiversità debba necessariamente coinvolgere anche il sistema della gestione della fauna selvatica, operato dai cacciatori.

Si è poi cercato di sviluppare una riflessione sulla futura prospettiva agricola per il nostro paese, anche in relazione alle future risorse economiche derivanti dalla nuova PAC, in un contesto dove attualmente registriamo un costante aumento delle popolazioni della fauna ungulata, mentre al contrario prosegue il declino per molte specie faunistiche anche protette, appartenenti sia all’avifauna che alla piccola selvaggina stanziale, storicamente da sempre presenti nei nostri territori.

Può un’agricoltura sostenibile che produce biodiversità ambientale determinare le condizioni affinché gli habitat siano favorevoli a specie faunistiche di pregio e fauna migratoria?

Riportiamo di seguito alcune pillole degli interventi che si sono susseguiti durante il convegno prima delle conclusioni tenute dal Vicepresidente Nazionale di Federcaccia Moreno Periccioli.

Il Professor Marco Olivi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e il Professor Ferdinando Albissini dell’Università della Tuscia, analizzando gli aspetti legislativi della nuova proposta, hanno sottolineato come la 157/92 sia stata concepita come una legge incentrata solamente sulla tutela della fauna e volta alla sua gestione. “Abbiamo un problema di bilanciamento di interessi che la nuova PAC non risolve”. “Aumenta la burocrazia legata alle politiche agricole ed anche sul benessere animale non si è giunti ad alcun bilanciamento di interessi, lasciando, dal punto di vista normativo, un vuoto di indirizzo ed applicazione”. “Giungendo infine alla fondamentale conclusione che lo standard minimo di tutela della fauna non può essere fissato in maniera univoca, ma debba invece essere legato alle condizioni ambientali e faunistiche territoriali”.

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UNIVERSITA’ DI FIRENZE: PUBBLICATI GLI IMPORTANTI RISULTATI DELL’INDAGINE SULL’ IMPATTO ECONOMICO DELL’ATTIVITA’ VENATORIA


Divulghiamo con soddisfazione i risultati dell’ indagine condotta dall’ Universita’ degli Studi di Firenze sull’impatto che l’attività venatoria genera sull’ economia del territorio nelle province di Siena e Firenze.

L’articolo scientifico “A Model for the Economic Evaluation of Cultural Ecosystem Service: The recreational Hunting Function in the Agroforestry Territories of Tuscany (Italy)”, redatto sulla base dei risultati della suddetta ricerca, è stato pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista scientifica Sustainability.

Di seguito riassumiamo i principali risultati;

Il valore di impatto economico/commerciale annuo stimato per le attività di caccia per la sola provincia di Siena è compreso tra i 13 milioni di euro e i 32,5 milioni di euro, che corrisponde ad un valore per cacciatore compreso tra i 986 e 2.471 euro/anno.

Tali valori sono ben al di sopra di quelli individuati nel 2013 per l'intera Toscana dallo studio di Marinelli e Marone (521 euro/anno) e che stimava per la Toscana un valore complessivo di 58.235.147 euro per gli 89.142 cacciatori iscritti all'epoca. 

Se trasponiamo i dati dello studio relativo alla sola Provincia di Siena, per tutta la Toscana è possibile stimare un valore approssimativo che va dai 68 milioni di euro circa ai 170 milioni di euro circa per gli attuali 68.751 cacciatori iscritti.”

Tali risultati evidenziano la grande rilevanza economica delle attività venatorie, anche in un ottica di comparazione con altri settori inerenti alle attività agricole, forestali e attività ricreative open air.

Questo importante risultato è stato frutto anche di una proficua collaborazione tra il mondo della ricerca e i cacciatori; in particolare le associazioni aderenti alla Confederazione Cacciatori Toscani si sono impegnante nella raccolta e nella compilazioni dei questionari fondamentali per l’acquisizione dati necessari all’indagine conoscitiva sviluppata dall’ Università di Firenze.

Una base importante da cui partire per dar vita ad una indagine ancor più approfondita avente come riferimento l’intero territorio toscano.

Nei prossimi giorni sarà nostra cura presentare in modo approfondito la ricerca, con la partecipazione diretta dei Professori e dei ricercatori impegnati.

Di seguito scaricabile integralmente l'articolo scientifico:

SENTENZA TRIBUNALE GROSSETO: LE CONSIDERAZIONI DELL'AVV. ELISA FERRARO

Condividiamo con piacere le considerazioni inviateci dall'Avv. Elisa Ferraro, componente dello staff legale della CCT, in merito alla sentenza del Tribunale di Grosseto di qualche giorno fa', che, creando un precedente giuridico molto significativo, ha rigettato il ricorso richiesto dalla LAC (Lega Abolizione Caccia) nei confronti di un cacciatore.

Riportiamo di seguito il commento delle Dr.ssa Ferraro:

"... la sentenza emessa dal Tribunale di Grosseto che rigetta il ricorso proposto dalla LAC contro un cacciatore, che ha - differentemente dal consolidato orientamento sinora tenuto dal Tribunale di Grosseto - ritenuto infondata e non accoglibile la domanda risarcitoria proposta a titolo di risarcimento del danno prodotto per effetto della presunta condotta lesiva del cacciatore.
Il Giudice ha correttamente rilevato che non è stata provata l'esistenza del danno, quindi a maggior ragione non è possibile neppure chiedere un risarcimento dello stesso in forma equitativa, poiché questa richiesta presuppone la prova del danno, che non è stata fornita dalla LAC.

In particolare, differentemente rispetto al precedente orientamento del Tribunale di Grosseto, viene meno l'automatismo che un illecito penale, qui in materia venatoria, possa far sorgere in capo ad una associazione ambientalista, come si professa la LAC, il diritto di esigere dal cacciatore un risarcimento danni in sede civile.
Il Giudice ha inquadrato la questione nel merito, rilevando proprio la mancanza di un presupposto fondamentale per qualsiasi domanda risarcitoria, ovvero la prova del danno, che costituisce un onere della parte richiedente il risarcimento; in questa maniera, ha reso palese che il collegamento tra un illecito penale ed un risarcimento in sede civile non può essere automatico se sfornito di prova. "

Un risultato di assoluto spessore questo per la nostra categoria.

Come spesso ripetiamo i nemici della caccia sono molti e ben organizzati.
Solo grazie a strutture unite e solide, come quella della Confederazione Cacciatori Toscani, che da tempo si è dotata di un coordinamento legale specializzato, si riescono ad ottenere alcuni importanti risultati.

ACCADEMIA DEI GEORGOFILI: CONVEGNO SU "LA RIFORMA DELLA PAC E LA GESTIONE DELLA FAUNA SELVATICA"

 

Segnaliamo con piacere, questa importante iniziativa, incentrata sul tema della nuova PAC, le strategie sulla sostenibilità ed il rapporto con la gestione della fauna selvatica.

Il prestigioso convegno organizzato dall’Accademia dei Georgofili e dalla Federcaccia Nazionale, si terrà il prossimo Giovedì 11 Novembre 2021 a Firenze all'interno della sede della Prestigiosa Accademia.

Nella presentazione ufficiale verranno sviluppati i principali aspetti su cui si incentreranno gli interventi dei relatori come da programma riportato in allegato.

Vi invitiamo pertanto a seguire online i lavori registrandosi entro le ore 17:00 di mercoledì 10 novembre cliccando il seguente link:

https://forms.gle/CVkjUQDrjWYfdrbc8

I partecipanti riceveranno le credenziali di accesso alla piattaforma web.
Le iscrizioni per la partecipazione in presenza saranno accolte compatibilmente con la capienza.

REGIONE TOSCANA: OGGI RIUNITO IL TAVOLO DI CONCERTAZIONE CON ASSOCIAZIONI VENATORIE e ATC

Questa mattina si è tenuta a Firenze, la riunione del Tavolo di Concertazione convocato dall’Assessore alla caccia, Stefania Saccardi.

L’incontro ha avuto come oggetto l’analisi della proposta relativa alle modifiche apportate al Regolamento 48/R di attuazione della Legge Regionale sulla Caccia.

Il testo presentato, da una prima lettura, contiene  alcune importanti novità riguardanti la regolamentazione dell’esercizio venatorio, rese necessarie a seguito delle modifiche apportate alla Legge regionale sulla caccia nel 2020.

Su delega di tutte le associazioni confederate alla CCT ha partecipato ai lavori Marco Salvadori, presidente Federcaccia Toscana.

Lo stesso, ha preso atto del testo presentato dai responsabili della Regione e rimarcando l’esigenza di accelerare l’iter di approvazione da parte del Consiglio Regionale, si è soffermato su alcuni aspetti specifici con particolare riferimento alla composizione dei Comitati ATC, al tema delle quote versate dai cacciatori, alla rivisitazione delle Zone di Ripopolamento e Cattura e i dei vari Istituti privati, oltre agli aspetti riguardanti la mobilità venatoria e la caccia agli ungulati anche all’interno delle Aziende Agrituristico Venatorie.

Aspetti che assieme ad altri eventuali punti, saranno nei prossimi giorni meglio articolati in un documento organico contenente le proposte e le eventuali modifiche da apportare al testo, che sarà messo all’attenzione della Regione e del competente assessorato.

TRIBUNALE GROSSETO: NO AL RISARCIMENTO IN FAVORE DELLA LAC

Dopo una lunga battaglia legale, finalmente la buona notizia che il Tribunale di Grosseto ha emesso una importante sentenza destinata ad aprire un precedente di estrema importanza per il meccanismo collegato al risarcimento in sede civile, in favore delle Associazioni ambientaliste ed animaliste, in caso di condanna penale per un reato venatorio commesso da un cacciatore.

Un “sistema” usato da parte di dette associazioni e nel caso specifico della sentenza dalla LAC (Lega abolizione della Caccia) che in caso di condanna chiedevano anche al cacciatore un risarcimento per “il danno subito”.

Il Giudice, ha stabilito che viene meno l’automatismo che a fronte di un illecito penale attribuibile all’esercizio venatorio, possa far sorgere in capo ad una associazione ambientalista, (magari la stessa a cui appartengono le guardie che hanno accertato il reato), il diritto di poter esigere da parte del cacciatore, un risarcimento economico.

La sentenza ha visto come protagonista della difesa, l’Avvocato Elisa Ferraro assieme all’Avv. Romano Lombardi.

La dott.ssa Ferraro fa parte del Coordinamento Legale della Confederazione Cacciatori Toscani, assieme a numerosi altri colleghi operanti sul territorio regionale e specializzati sulla materia venatoria.

La Confederazione, attraverso le proprie associazioni confederate, è impegnata da tempo su questa battaglia specifica che riguarda diverse decine di casi in Toscana.

Un ringraziamento dunque ai qualificati professionisti che hanno ottenuto questo importante risultato.

Un risultato sottolineato a caldo da una dichiarazione del Presidente Provinciale della Federcaccia di Grosseto Davide Senserini che nella sua qualità di coordinatore provinciale della CCT grossetana ha dichiarato – “Questa sentenza è importantissima per i cacciatori. Chi sbaglia deve pagare, sono il primo a sostenerlo, ma una volta regolato il conto con la giustizia non è accettabile essere messi di nuovo alla gogna per mere posizioni ideologiche. Non è più giustizia, è discriminazione nei confronti di cittadini che svolgono un’attività che può piacere o non piacere, ma che è lecita e severamente normata”

LA CACCIA PUO’ ESSERE PARTE DELLA FUTURA TRANSIZIONE ECOLOGICA


Riportiamo con piacere di seguito questo interessante articolo del nostro socio dott.  Marco Tuti, giovane tecnico faunistico, da anni impegnato sui temi della gestione faunistica in Toscana, nella ricerca e nella formazione, pubblicato dalla rivista “Caccia Magazine”.

Una analisi interessante sul rapporto tra caccia e uso consapevole delle risorse naturali rinnovabili.

La “Transizione Ecologica” ,questione centrale per i governi del pianeta e per le giovani generazioni, dovrà considerare l’uomo e le sue attività non sempre “distruttive” ma anche utili e consapevoli per la salvaguardia degli ecosistemi e delle specie selvatiche.

Un contributo alla riflessione su una tematica complessa che dovrà tenere conto anche dell’apporto che attività umane come la caccia, possono dare nel mantenere un “legame autentico” con la natura da molti ormai dimenticato.

“La caccia ci aiuta a mantenere quel legame con la natura che molti di noi hanno dimenticato. Molti ecosistemi e di conseguenza molte specie selvatiche esistono anche grazie all’intervento dell’uomo sull’ambiente. Ogni nostra azione ha un’influenza sul grande sistema aperto che è il pianeta Terra. O accettiamo di farne parte o celebriamo la nostra estinzione, senza alcuna transizione…

Oggi la maggioranza delle persone con una minima sensibilità nei confronti dell’ambiente, escludendo le frange più estremiste, preferisce mangiare, a parità di prezzo, un prosciutto di maiale allevato allo stato brado anziché uno allevato in un capannone. Allora perché, nonostante questo, si fa fatica a giustificare l’uccisione di un cinghiale selvatico, la cui vita è stata meno impattante sull’ambiente?

C’è una separazione sempre più netta tra ciò che viene considerato artificiale e ciò che si considera incontaminato, tra antropico e selvaggio, tra urbano e rurale, tra uomo e natura. Una separazione che porta a pensare che la natura vada preservata da qualsiasi attività umana. Ci è concessa solo l’osservazione, meglio ancora se attraverso lo schermo della televisione, la cui costruzione, però, impatta comunque su natura e ambiente.

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100 ANNI FA NASCEVA AD ASIAGO MARIO RIGONI STERN

Le sue opere, oltre alla sua figura di uomo e di soldato, ne hanno fatto uno dei personaggi della cultura del ‘900 non solo entro i confini del nostro Paese.

Profondo conoscitore della natura e dei selvatici che la abitano, delle specie arboree e delle montagne, Rigoni Stern ha scritto pagine meravigliose per descrivere e per sottolineare lo stretto rapporto dell’uomo con tutto il creato, arrivando a cogliere il significato più autentico e profondo di questo legame.

Non era un tipo espansivo, ma col suo sommesso eloquio trasmetteva la profondità del suo pensiero. Serenità mista a grande sofferenza, che ancora gli causavano i ricordi dei momenti più duri della sua vita.

In buona sostanza con questa motivazione, Federazione Italiana della Caccia gli attribuì nel 1992 la sua più alta onorificenza, quella di “Cacciatore Gentiluomo”.

Mario Rigoni Stern infatti era anche un attento e sensibile cacciatore e a questa passione ha dedicato brani di grande profondità e forza.

A lui e al suo insegnamento - morale, civile, etico – va il nostro ricordo in questa ricorrenza.
Ai contemporanei l’invito a riprendere, o a chi non lo avesse mai fatto a leggere, le sue opere e a riflettere sull’attualità dei suoi scritti e sulla via per perseguire l’equilibrio fra uomo, ambiente e animali.

CCT SIENA: A POGGIBONSI GRANDE SUCCESSO PER L’INIZIATIVA CON I CACCIATORI

Hanno risposto partecipando in molti, all’iniziativa che si è tenuta ieri sera a Poggibonsi, ed organizzata dalla CCT Provinciale senese, alla presenza del Dr. Riccardo Burresi, della segreteria dell’Assessorato all’attività Venatoria della Regione Toscana.
Una nutrita rappresentanza di cacciatori del territorio, hanno preso parte all’iniziativa seguendo con attenzione il susseguirsi degli interventi dei relatori presenti.

Dopo l’apertura di Claudio Pucci ed i Saluti del Presidente Salvadori affidati al Presidente Verdiani, è stato molto apprezzato l’intervento del Dr. Burresi, che si è dimostrato molto preparato sulle tematiche venatorie più attuali ed anche su quelle di prospettiva.

Dal Calendario Venatorio Regionale al programma di lavoro per la stesura del nuovo PFVR, dall’importanza del lavoro svolto a fianco degli ATC Toscani nella gestione faunistico ambientale a temi di prospettiva come la futura istituzione dei Centri di Assistenza Venatoria.

Un intervento a tutto tondo insomma, che certo ha ben delineato il lavoro che quotidianamente si sta portando avanti a livello regionale assieme al mondo istituzionale e che ha portato, anche negli ultimi giorni, importanti risultati come quello raggiunto sulla legge degli incendi. (vedi nostro comunicato).

Dopo di che è toccato a Marco Radi portare il saluto della CCT provinciale, ricordando che nonostante il periodo di criticità per la selvaggina nobile stanziale, rappresentano comunque un’eccellenza nella gestione delle strutture del territorio.

Tutto questo a precedere il corposo intervento del Presidente degli ATC Toscani Roberto Vivarelli, che non ha mancato di ricordare di come il lavoro di confronto e collaborazione tra ATC, Associazioni ed Istituzioni, debba essere alla base del lungo lavoro che ci attende, e che ci porterà dopo l’imminente approvazione del nuovo regolamento regionale, alla stesura di un Piano Faunistico Venatorio. Un documento moderno, che dovrà garantire una corretta gestione della fauna, in stretto Rapporto con il mondo Agricolo Toscano, grazie all’operato del volontariato venatorio, colonna portante del nostro sistema di gestione.
Le conclusioni prima degli interventi dei partecipanti e del Saluto del Vicepresidente Talluri, sono state affidate a Matteo De Chiara, che nella sua disamina è partito dall’analizzare con oggettività la situazione scaturita dalla raccolta dalle firme per un eventuale referendum sull’abolizione della caccia, descrivendo oltre ai possibili scenari, anche quelli che sono i campi d’azione per la difesa della caccia e dei cacciatori da questo ennesimo attacco.

“Proprio da questa analisi si palesa ancor più l’esigenza improrogabile di progredire nel processo unitario regionale ed anche Nazionale” ha proseguito De Chiara nel suo intervento, presentando poi al Dr. Burresi la necessità di istituire un tavolo regionale assieme alle associazioni agricole, per la tutela del mondo rurale e per l’accesso alle risorse per la gestione del territorio che scaturiranno dal nuovo Piano di Sviluppo rurale e Dalla Nuova Pac.

Gli interventi si sono conclusi poi ben oltre la mezzanotte. Segno questo che al di la’ delle sterili polemiche adoperate da alcuni, il lavoro di incontro e confronto della Confederazione e de riscuote successo tra i cacciatori, che dopo un lungo periodo di torpore dettato dall’emergenza sanitaria, rispondo con entusiasmo a queste iniziative.

Dato il successo e come da programma, seguiranno presto numerose altre iniziative su questi ed altri temi, su tutto il territorio Provinciale e Regione.

CONTENIMENTO CINGHIALE: NOVITÀ DALLA REGIONE TOSCANA

Nella seduta di ieri, la Giunta Regionale ha approvato una delibera che apporta importanti modifiche al “Piano di Controllo della popolazione di cinghiale nella Regione Toscana per il periodo 2019/2021, approvato con DGR n.71 del 21/01/19".

Nelle premesse si legge che: considerata la problematica legata alla presenza del cinghiale nel territorio regionale e degli ingenti danni all’ agricoltura e agli habitat naturali e con i disagi e pericoli che tali animali causano alla popolazione e alla circolazione.

In considerazione di quanto stabilito dalla Sentenza della Corte Costituzionale n.21 del 2021 e di conseguenza la necessità di chiarire che “i cacciatori abilitati ai sensi dell’art 37 LR 3/94 sono soltanto coloro che sono in possesso della apposita abilitazione ottenuta tramite corsi/esami rilasciati dalle Province e dalla Regione”.

Considerato il documento di indirizzo tecnico “PSA (Peste Suina Africana) Piano di Azione Nazionale sulla gestione del cinghiale, la Regione Toscana ha stabilito nella Delibera in oggetto e sino al termine della validità del Piano di Controllo stesso che: sarà possibile, nelle operazioni di controllo con il metodo della braccata, utilizzare i cani anche non in possesso di specifica abilitazione ENCI ma anche “altri ausiliari che garantiscano durante le operazioni di controllo una adeguata selettività alla specie cinghiale”.

Inoltre, sempre nella stessa, si stabilisce che “i cacciatori abilitati al controllo, sono soltanto coloro che sono in possesso della apposita abilitazione ottenuta tramite corsi/esami rilasciata dalle province e dalla Regione Toscana”.

Questo provvedimento, nella sostanza, punta a garantire il proseguimento delle attività di controllo e contenimento effettuate nelle forme sopra descritte, a garanzia di una corretta gestione della specie, della salvaguardia delle produzioni agricole e della pubblica incolumità.

Cacciatrici Federcaccia

FIDASC

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