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PRECISAZIONI SULL'ABBATTIMENTO ACCERTATO

Ormai la preapertura è alle porte e, date le molte conflittualità sorte lo scorso anno durante i controlli effettuati dalle GGV in merito alle annotazioni sui capi abbattuti, ci preme ricordare a tutti i cacciatori gli importanti sviluppi che, a partire da questa stagione venatoria, dovranno essere applicati in fase di controllo.
Un verbale dello scorso anno ad opera di guardie volontarie appartenenti al coordinamento GAV di Siena, contestava ad un socio Federcaccia, la mancata annotazione dei capi sul tesserino venatorio, nonostante l’abbattimento non fosse ancora stato di fatti accertato.
Da lì, in fase di ricorso e grazie al supporto dell’assistenza tecnico-legislativa dell’associazione, la regione era giunta, in fase di archiviazione del verbale, a motivare la causa del rigetto dello stesso citando l’art.8 comma 9 bis della legge 3/94; tale articolo prevede difatti che l’annotazione del capo di selvaggina abbattuta, sia essa migratoria o stanziale, debba essere infatti fatto, solo al momento dell’effettuato accertamento, rendendo in tal modo nulla la contestazione fatta al cacciatore.
Grazie anche all’impegno della CCT e con il supporto di alcuni consiglieri regionali, si è giunti così alla presentazione della delibera 375 dell’11 gennaio 2018, poi approvata in via definitiva dal consiglio regionale il 14 di Aprile, che prevede che tale disposizione debba essere messa in atto durante i controlli che vengono effettuati sul territorio.
Tra le premesse della delibera, oltre alla modifica all’articolo 8 stesso con l’inserimento del comma 9 che si era resa necessaria in quanto, lo stesso nel quadro generale, risultasse di difficile interpretazione, veniva citato il punto 5 della l.r.37 che afferma che: “l’annotazione deve avvenire subito dopo l’abbattimento accertato, ovvero nel momento in cui il cacciatore verifica personalmente l’effettivo abbattimento del capo”.
Tali disposizioni, di assoluto valore, riaffermano pertanto la certezza del diritto per tutti i cacciatori toscani.
La forza di una voce unitaria consente, senza ombra di dubbio, di farsi valere anche nei confronti di chi a prescindere osteggia l’attività venatoria in maniera deliberata e strumentale, andando a ledere i diritti di tutti i cacciatori.
A partire da questa preapertura ci aspettiamo quindi un adeguamento in termini d controllo ad opera di tutto il personale adibito preposto, la CCT si rende inoltre sempre disponibile ad assistere quei cacciatori che, in caso contrario, si vedessero contestate presunte scorrettezze pur avendo proceduto all’ annotazione dopo l’effettuato accertamento.

 

ADDESTRAMENTO CANI, REPETITA IUVANT

Date le numerose richieste pervenuteci in questi giorni da tutto il territorio regionale e dato che alcune fonti diffondono notizie fuorvianti riportanti la sola normativa generale (capo II calendario venatorio regionale), senza la specifica delibera che definisce correttamente il lasso di tempo in cui l'allenamento e l'addestramento cani è consentito, ci preme ricordare che:
La Regione Toscana con Delibera 767/2018 al Capo III del calendario venatorio regionale,punto 5 stabilisce che "l'allenamento e l'addestramento dei cani è consentito dal giorno 23 agosto 2018 al giovedì precedente la terza domenica di settembre, nei giorni di martedì, giovedì, sabato e domenica dal sorgere del sole alle ore 11.00 e dalle ore 14.00 alle ore 19.00 (ora legale) su tutto il territorio regionale".

Di seguito riportiamo la delibera regionale (correttamente riportata da oltre un mese su tutti i calendari venatori della CCT) con evidenziato il punto in questione.

CONTENIMENTI IN BRACCATA AL CINGHIALE... IMPORTANTI NOVITA'!

La Giunta Regionale Toscana, lunedì 30 luglio, ha approvato una importante delibera (n° 877) dove vengono inserite alcune modifiche sostanziali per lo svolgimento degli interventi di contenimento in braccata sulla specie cinghiale.
Nel corpo della delibera, si legge come nei casi di intervento in braccata sulla specie cinghiale, per prevenire i danni all’ agricoltura e per la tutela delle altre specie faunistiche, essi sono possibili in tutte le aree di intervento diretto incluse quelle boscate o cespugliate o nelle “Aree agricole soggette a danni effettivi o potenziali effettivamente coltivate con colture (p.e. mais, favino, girasole, etc.) tali che per altezza e sviluppo vegetativo, non permettano l’avvistabilità dei cinghiali e quindi l’efficace utilizzo risolutivo delle altre tecniche di prelievo…. è consentito l’utilizzo della braccata con massimo 10 cani e sessanta persone armate….”
Gli interventi pertanto si potranno effettuare tra la terza domenica di settembre ed il 31 gennaio solo nei giorni di martedì e venerdì mentre nel periodo tra il 18 agosto e il terzo sabato di settembre, si potranno effettuare esclusivamente nei giorni di lunedì e venerdì.
Altra importante novità è quella che i contenimenti in braccata potranno essere autorizzati una volta espletato almeno un intervento selettivo nell’ area interessata o nelle zone adiacenti.

Vogliamo sottolineare come dal nostro punto di vista siano stati introdotti alcuni correttivi importanti rispetto alla precedente delibera, soprattutto inerenti allo snellimento dei tempi autorizzativi e  alla disciplina sull’ uso dei cani e del numero dei partecipanti; argomenti che la Confederazione Cacciatori Toscani aveva ripetutamente sollecitato in incontri ed assemblee di confronto tenute nei mesi scorsi.

Di seguito, pubblichiamo il testo integrale della delibera n° 877 del 30/07/2018:

PIEMONTE. IL CDM IMPUGNA LA LEGGE SULLA CACCIA

Sollevati dal Governo profili di incostituzionalità della legge regionale piemontese sull’attività venatoria. Si conferma la lettura data fin da subito da Federcaccia ed evidenziata a Presidenza del Consiglio e Regione Piemonte

Roma, 9 agosto 2018 - Il Consiglio dei Ministri che si è riunito ieri sera, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Erika Stefani, ha deliberato di impugnare la legge della Regione Piemonte n. 5 del 19 giugno 2018, recante “Tutela della fauna e gestione faunistico-venatoria”, in quanto alcune norme, riguardanti l’esercizio dell’attività venatoria nei fondi privati e il calendario venatorio, eccedono dalle competenze regionali invadendo le materie dell’ordinamento civile e della tutela dell’ambiente, riservate alla legislazione statale dall’articolo 117, secondo comma, lettere l) e s), della Costituzione.

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