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UNA GIORNATA PER CELEBRARE IN TUTTO IL MONDO GLI UCCELLI MIGRATORI

Roma, 7 maggio 2021 - In occasione della giornata mondiale dedicata alla conservazione degli uccelli migratori anche Federcaccia con il suo Ufficio Studi e Ricerche e ACMA, la settoriale dedicata alle specie migratorie acquatiche, vogliono evidenziare l’attenzione e l’interesse alla loro salvaguardia ricordando le iniziative portate avanti per raggiungere questo scopo. I cacciatori contribuiscono attivamente e costantemente alla conservazione di tutti gli uccelli migratori in diversi modi, sia attraverso lo studio e la ricerca (censimenti) sia attraverso la gestione ambientale. Il futuro della sopravvivenza di questi meravigliosi animali dipenderà dalla conservazione degli habitat e degli ecosistemi. Sono molteplici gli esempi di ripristini ambientali effettuati dai cacciatori in Italia, che si evidenziano in particolar modo nella loro efficacia per quanto riguarda le zone umide. Considerando solamente quattro regioni italiane (Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana) abbiamo calcolato che le zone umide gestite o completamente create dai cacciatori superano i 24.000 ettari (18.500 di acqua e 5.500 di vegetazione). All’interno di queste aree sapientemente gestite si trova gran parte dell’avifauna acquatica migratrice che può godere dell’ambiente ideale per tutte le sue fasi vitali più importanti, risultando molto utili anche al di fuori del periodo venatorio e per specie sensibili non cacciabili. Numerose di esse sfruttano queste zone anche per la riproduzione e una vasta varietà per lo svernamento. Dai censimenti nazionali gestiti dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) emerge come solamente nella Regione Veneto svernino circa un milione di uccelli migratori ogni anno all’interno di ambienti gestiti dal mondo venatorio. Crediamo che gli uccelli migratori debbano e possano avere un futuro laddove si mantenga un interesse attivo di essi all’interno della popolazione italiana e mondiale. Escludere ideologicamente il legame tra uomo e animale non porterà benefici né all’uomo né a questi misteriosi animali, che molto ancora ci devono insegnare sul mistero della migrazione.

Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro-Ambientali Federcaccia

LA CCT INCONTRA IL GRUPPO CONSILIARE LEGA TOSCANA

Lo scorso 4 maggio presso la sede del Consiglio Regionale Toscano si è tenuto un incontro tra i rappresentanti della Confederazione Cacciatori Toscani e la vicepresidente del gruppo consiliare Lega Toscana – Salvini Premier Dott.ssa Elena Meini.

Un incontro all’insegna della cordialità e condivisione dei problemi riguardanti l’attività venatoria in Toscana che si aggiunge ad una fitta rete di appuntamenti e confronti che la Confederazione sta sviluppando con le varie forze politiche presenti all’interno del Consiglio Regionale Toscano.

L’obiettivo è quello di rappresentare ai vari schieramenti, i principali problemi e urgenze che riguardano la caccia e la gestione faunistica.

I problemi della caccia e soprattutto le proposte su cui lavorare per giungere a soluzioni adeguate, rappresentano infatti un terreno di impegno non solo per le forze che siedono sui banchi della maggioranza, ma anche per le opposizioni.

 La vicepresidente Meini ha espresso piena condivisione da parte del gruppo da lei rappresentato sul metodo e sulla necessità di stabilire da parte della Regione un confronto più largo possibile con le varie rappresentanze e sensibilità del mondo venatorio toscano per quelli che si riveleranno i più importanti passaggi nei prossimi mesi.

La vicinanza della Lega alla cultura rurale di cui la caccia è parte integrante è dimostrata dai fatti.

La battaglia in Parlamento tesa ad impedire la deriva delle modifiche costituzionali ed i provvedimenti in merito al benessere animale rappresentano plasticamente un approccio politico netto ed inequivocabile.

Anche in Toscana dunque, vi sono tutti i presupposti per un proficuo impegno e per una costruttiva collaborazione a partire dai principali temi: nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, Calendario Venatorio 2021/2022, le modifiche al regolamento attuativo 48/R e più in generale sulle opportunità collegate al nuovo Piano di Sviluppo Rurale.

Temi e argomenti che saranno nuovamente oggetto di un comune approfondimento già nelle prossime settimane.

CCT: PRECISAZIONI DELLE REGIONE IN MERITO ALLE VERIFICHE ATTITUDINALI CINOFILE

Comunichiamo la risposta ricevuta poco fa' da parte delle Regione toscana che precisa che permanendo lo stato attuale di classificazione della nostra Regione, specifica ch possono essere comunque svolte a livello locale verifiche attitudinali nel settore cinofilo-venatorio.
Esse dovranno essere svolte all'interno delle zone autorizzate (aree addestramento cani, aziende faunistico-venatorie, aziende
agrituristico-venatorie).
Dovranno essere comunque rispettate le misure generali per in contrasto alla pandemia di COVID-19.
 

CALENDARIO VENATORIO 2021/2022: AL VIA LE CONSULTAZIONI

Questa mattina, in modalità di videoconferenza, si è tenuto il primo tavolo di confronto tra la Regione e le organizzazioni venatorie, in merito alla stesura del Calendario Venatorio 2021/2022.

Una prima occasione di approfondimento tesa a verificare l’impianto ed i contenuti di questo importante ed atteso atto normativo e di conseguenza  dei suoi tempi di approvazione.

A seguito delle prime valutazioni scaturite dalle associazioni aderenti alla Confederazione Cacciatori Toscani, dati anche i tempi molto ristretti per un adeguato approfondimento del materiale inviato, il Presidente Marco Salvadori ha avuto modo di rappresentare al tavolo le principali osservazioni di merito.

Forte è stato il richiamo ad accelerare i tempi di approvazione da parte della Giunta regionale del nuovo Calendario considerata la necessità di fornire un chiaro segnale di certezza del diritto ai cacciatori toscani, data anche l’evoluzione positiva sul rallentamento delle prescrizioni sanitarie e dei vincoli restrittivi collegati alla pandemia Covid-19.

Nel merito, le posizioni espresse si sono incentrate su precisi argomenti, pur ribadendo un sostanziale giudizio positivo sulla proposta che nelle parti fondamentali, mantiene i principi delle precedenti stesure.

La Toscana infatti, ha saputo dimostrare in questi ultimi anni, la capacità di assicurare il corretto equilibrio su tempi, specie cacciabili e organizzazione del prelievo venatorio, consentendo il raggiungimento di un risultato tra i migliori a livello nazionale.

Ciò premesso, le principali criticità sollevate si sono incentrate sui seguenti aspetti:

  1. Forte contrarietà sulla proposta contenuta nel testo, riguardante lo spostamento della data di apertura generale dalla terza alla quarta domenica di settembre (26 settembre).
    Una proposta da rigettare, lesiva dei diritti dei cacciatori-contribuenti su cui chiediamo un preciso impegno correttivo all’assessore Saccardi, affinchè venga ristabilita la data di apertura generale al 19 settembre.
  2. Per quanto attiene il prelievo della specie Allodola, si richiede di mantenere le disposizioni del precedente calendario e più specificatamente il mantenimento del limite di carniere annuale a 100 capi per i cacciatori “specialisti” con il limite di 20 giornaliero, come previsto dal Piano Nazionale di gestione dell’ Allodola (Alauda arvensis), superando la proposta regionale di 50 capi annui e 10 giornalieri.
  3. Riconferma delle giornate di pre-apertura e del prelievo della Tortora selvatica (Streptopelia turtur) in considerazione della posizione unitaria maturata in Conferenza Stato-Regioni e degli obiettivi comuni raggiunti in ordine al Piano di Gestione Nazionale della specie, nonostante la reiterata posizione limitativa del Ministero della Transizione Ecologica.
  4. Attenta valutazione sulle conseguenze generate dalla recente sentenza del TAR Toscana n° 632 del 04 maggio 2021 del TAR Toscano, inerente al prelievo delle specie Moriglione e Pavoncella in attesa della predisposizione ed approvazione del Piano di Gestione Nazionale del Moriglione.

Su questi ed altri aspetti, ci riserveremo di produrre nei prossimi giorni eventuale materiale  integrativo e ulteriori valutazioni e proposte anche a seguito delle consultazioni interne già avviate in questi giorni.

FORMAZIONE CCT: AL VIA IL PRIMO CORSO PER LA CACCIA DI SELEZIONE IN VIDEOCONFERENZA

 

Grazie al supporto qualificato dell’agenzia formativa CEDF al via il primo corso in videoconferenza interamente dedicato alla formazione per il conseguimento dell’abilitazione all’ esercizio della caccia di selezione, attraverso personale docente altamente qualificato.

Dopo il successo in termini di partecipazione e riuscita dei corsi in videoconferenza dedicati alla preparazione per l’art. 37, si aggiunge adesso alla già vasta offerta formativa del CEDAF  e della CCT questo ulteriore corso.

Date le molte richieste pervenuteci negli ultimi masi in tal senso, ci teniamo a precisare che questo non sarà che il primo di una serie di corsi che tratteranno l’argomento.

Abbiamo sollecitato la Regione Toscana nel corso degli ultimi mesi anche per l’abilitazione all’esercizio venatorio, per definire quanto prima le date e le modalità di svolgimento degli esami abilitativi e la nomina delle relative commissioni d’esame.

Sarà nostra cura inoltre, informare tutti coloro che si iscriveranno al corso una volta che le date delle sessioni saranno confermate per le singole Province.

Da parte nostra l’impegno volto a far sì che al momento degli esami tutti gli iscritti possano arrivare con il massimo della preparazione al fine di poter superare l’esame ed andare finalmente a caccia di selezione!

Per inscriversi consultare il volantino pubblicato di seguito  disponibile in formato stampabile anche sul nuovo sito www.confederazionecacciatoritoscani.it nella sezione dedicata alla formazione, oppure contattando i numeri 055/219040 e 055/2657446.

Di seguito scaricabile il volantino del corso:

CCT: LE NOSTRE STRUTTURE A SERVIZIO DEI CACCIATORI

Con l’avvicinarsi del mese di Maggio, arrivano i vari adempimenti legati alla prossima stagione venatoria.

La rete dei servizi che le nostre associazioni confederate stanno assicurando, fornisce tutta l’assistenza necessaria per il rinnovo ed il rilascio del porto d’armi e le relative certificazioni richieste al cacciatore.

Presso le nostre oltre 600 sedi territoriali, provinciali e comunali, diffuse sull’intero territorio regionale, sarà inoltre possibile usufruire di tutta l’assistenza necessaria l’ iscrizione ai vari ATC e per la generazione, la stampa e l’invio dei bollettini MAV, vista l’imminente scadenza del prossimo 15 maggio.

Il nostro personale, fornirà assistenza qualificata, per ogni informazione o domanda di chiarimento restando a disposizione di coloro che come ogni anno o per la prima volta, sceglieranno di aderire alle  associazioni confederate alla CCT.

Per chiunque avesse necessità ed urgenze di assistenza per la generazione, la stampa, etc. dei bollettini MAV di iscrizione agli ATC o per altre esigenze collegate, sarà possibile rivolgersi anche direttamente alla nostra segreteria centrale ai seguenti recapiti telefonici 055/219040 – 055/2657446 oppure scrivendo alla confcacciatoritoscani@gmail.com

MASSA CARRARA: LA CCT INCONTRA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

Diamo notizia che ieri pomeriggio il coordinamento provinciale CCT di Massa  Carrara, rappresentato da Fabrizio Basteri, Alberto Ratti e Carlo Romanelli ha incontrato Gianni Lorenzetti, presidente della Provincia di Massa Carrara.

Tema dell’incontro è stato il “Regolamento sull’autorizzazione temporanea per l’attraversamento del territorio del Parco delle Apuane con armi ai soli fini venatori”.

Tale regolamento – approvato dal Consiglio Direttivo del Parco e trasmesso in data 12 aprile alle associazioni venatorie – sta suscitando un forte disappunto fra i cacciatori.

Detto regolamento, infatti, oltre ad una lunga serie di laboriosi adempimenti necessari per richiedere l’autorizzazione, prevede, annualmente, il preventivo pagamento di un balzello di 100 (cento) euro se si tratta di una “squadra venatoria” e di 40 (quaranta) euro per ogni singolo cacciatore che attraversi il territorio del parco con armi ai fini di una “battuta di caccia non collettiva”.

Per motivare il pagamento di questo pedaggio, al quale peraltro saranno assoggettati anche i cacciatori che risiedono all’interno del Parco, il regolamento fa riferimento all’articolo 123 della legge regionale 30/2015 (Norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico ambientale regionale).  

Ebbene, basta leggere con attenzione il testo del suddetto articolo 123 per rendersi conto della forzatura interpretativa adottata per giustificare l’iniquo pedaggio.

E’ pur vero che per trasportare armi da caccia lungo i tratti di strada ricompresi nel territorio di un Parco nazionale o regionale è necessaria l’autorizzazione (lo stabilisce la legge nazionale 394/91), ma per il rilascio di questa autorizzazione non è necessariamente previsto il pagamento di un balzello, per giunta esoso come pretende il regolamento del Parco delle Apuane.

Ne è prova il fatto che gli altri parchi esistenti in Toscana (Parco regionale della Maremma, Parco dell’Appennino Tosco Emiliano, Parco delle Foreste Casentinesi, Parco dell’Arcipelago Toscano, Parco regionale di San Rossore, Migliarino, Massaciuccoli) richiedono sì la suddetta autorizzazione - che si può ottenere compilando e presentando un semplice modulo - ma non a pagamento.

La delegazione della Confederazione Cacciatori Toscani ha pertanto esposto al Presidente della provincia di Massa Carrara tutte queste considerazioni. Il Presidente Lorenzetti, preso atto di quanto gli è stato rappresentato, ha immediatamente fissato un ulteriore appuntamento con la delegazione CCT, appuntamento al quale sarà presente il Presidente del Parco regionale delle Alpi Apuane.

TORTORA: DAL MONDO ANIMALISTA LE CONSUETE GRIDA SCOMPOSTE E PRIVE DI CONTENUTO SCIENTIFICO

Dietro gli inutili allarmismi e i preconcetti ideologici, tutto il paradosso e l’assurdità del mondo degli anticaccia che si schiera contro la conservazione della specie che dice di tutelare

Roma, 27 aprile 2020 - Il mondo anticaccia ha accusato evidentemente il colpo. Dopo l’unanimità raggiunta dalla Conferenza Stato-Regioni in merito alla proposta di approvazione del Piano di Gestione Nazionale della tortora – risultato per il quale moltissimo si è spesa Federcaccia, altre AAVV e le parti più attente del mondo politico – sono usciti i consueti comunicati allarmistici e, quel che è peggio, ricchi di dati faziosamente strumentalizzati. Capiamo la frustrazione di certe sigle, che fanno della guerra ai cacciatori la ragione di vita, ma non accettiamo le menzogne e lo stantio modo di procedere sui mezzi d’informazione, come sempre purtroppo in larga parte schierati su un “politicamente corretto animalista” che rasenta ormai il ridicolo.

Di seguito pochi punti per chiarire come stanno realmente le cose sulla specie tortora e sulla sua salvaguardia e conservazione:

  • Il Piano di Gestione Nazionale della tortora è lo strumento per la conservazione di questo selvatico, attraverso il mantenimento e il ripristino degli habitat naturali come primo obbiettivo, assicurandone quindi la salute all’interno di un prelievo venatorio sostenibile.
  • Federcaccia insieme alle altre associazioni venatorie chiede al Ministero della Transizione Ecologica l’approvazione del Piano alla luce del raggiunto necessario accordo unanime fra le Regioni italiane.
  • L’ISPRA ha sempre condiviso fino al 2019 la possibilità di due giornate di pre-apertura alla tortora durante le riunioni preparatorie per il Piano e un limite di 20 capi stagionali, al fine di mantenere un prelievo sostenibile e soddisfacente senza mettere in pericolo la specie.
  • Le Regione italiane hanno chiesto all’unanimità una riduzione rispetto a quanto proposto da ISPRA del carniere stagionale da 20 a 15 e il mantenimento di alcune giornate di pre apertura.
  • Il mondo dei cacciatori è oggi l’unico soggetto che agisce sul territorio per ripristinare e conservare l’habitat per la specie, ad esempio un dato parziale dimostra che con i soldi dei cacciatori sono stati mantenuti 990 ettari di siepi e colture a perdere per la tortora con una spesa di 300.000 euro interamente proveniente dalle tasse di iscrizione agli ATC. Ci si domanda cosa abbia fatto il mondo anticaccia con propri fondi a favore della specie oltre a comunicati e post sui social.
  • Ne consegue che mantenere il prelievo alla tortora contribuisce a determinare la realizzazione dell’obbiettivo primario per la specie: la conservazione e il ripristino degli ambienti naturali idonei.

Federcaccia auspica quindi una veloce approvazione del Piano con alcune giornate di pre apertura e il carniere stagionale previsto nella proposta della Conferenza Stato-Regioni.

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MALLEGNI - FORZA ITALIA: CON IL RESPONSABILE REGIONALE BAROCCHI AFFRONTEREMO LE PRINCIPALI URGENZE E PRIORITA' DELLA STAGIONE VENATORIA IN APERTO CONFRONTO CON LA CONFEDERAZIONE CACCIATORI TOSCANI

 

Sono felice di annunciare la piena disponibilità di Forza Italia a sviluppare un continuativo ed utile confronto con la Confederazione Cacciatori Toscani e le sue associazioni confederate, sui problemi relativi all'attività venatoria”, afferma il Senatore azzurro Massimo Mallegni.

Incontro quindi decisamente positivo quello tra il Responsabile Regionale del Dipartimento di Caccia e Pesca di Forza Italia Toscana, Paolo Barocchi, il Presidente Regionale di Federcaccia Toscana Marco Salvadori e il Segretario Regionale della Confederazione Cacciatori Toscani, Dott. Marco Gianluca Romagnoli.

La caccia, che pratico da ben 45 anni,  -  afferma il Responsabile Regionale Barocchi è fatta di passione, di lavoro, di studio, di amore e di cura per la natura e soprattutto di conoscenza del territorio. La caccia, come la pesca, sono due attività da svolgere osservando precise regole nel rispetto delle norme e della conservazione ambientale”.

In questa società del benessere la caccia e la pesca assumono un ruolo nella natura dove noi non siamo solo consumatori ma custodi di un patrimonio inestimabile. Siamo sempre attaccati e calunniati ma preleviamo consapevolmente solo quello che la natura ci offre, mentre i frigoriferi dei supermercati sono pieni dell'ipocrisia dell'uomo – continua Barocchi – Non credete a ciò che viene detto sui cacciatori e i pescatori: seguiteci per capire chi siamo veramente e quali sono i valori che ci contraddistinguono. Mi auguro quindi che questa nuova collaborazione porti benefici e conoscenze di un mondo che può pienamente integrarsi all’interesse generale”.

Il nostro obbiettivo – ha dichiarato il presidente Marco Salvadoriè quello di stabilire con tutte le forze politiche che siedono in Consiglio Regionale un utile rapporto costruttivo sui temi collegati alla caccia in Toscana e più in generale con la gestione faunistica ed ambientale. E’ dunque un fatto estremamente positivo – ha aggiunto il segretario Marco Romagnoli – quello di un confronto aperto e continuativo scaturito con i responsabili di Forza Italia, per affrontare non solo gli aspetti che dovremo sviluppare nelle prossime settimane in Toscana, ma anche le urgenze e le derive che si stanno presentando fuori e dentro il Parlamento Nazionale.

Grazie a questo spirito costruttivo Forza Italia, insieme ai responsabili regionali, affronterà le principali priorità e urgenze che il mondo venatorio dovrà affrontare nei prossimi mesi – conclude il Senatore Massimo Mallegnirendendoci sempre e comunque disponibili ad ogni utile confronto anche sulle problematiche di riflesso, inerenti i temi quali l'ambiente, l'agricoltura, la gestione faunistica e la salvaguardia del nostro territorio”.

CCT: RISERVA UNESCO APPENNINO TOSCO EMILIANO

In questi giorni, su alcuni quotidiani, si è riaccesa la discussione sull’ampliamento della Riserva della Biosfera Unesco dell’Appennino Tosco Emiliano.

Ovviamente, quando si spendono termini “Riserva”,“Ampliamento” etc., l’attenzione del mondo venatorio raggiunge livelli da allarme rosso.

E’ giusto pertanto mantenere “alta la guardia”, considerato che sul progetto in questione, presentato all’attenzione del Ministero dell’ Ambiente lo scorso 30 novembre 2020 e già inviato all’ Unesco, potrebbero scaturire delle importanti decisioni già nel prossimo mese di giugno 2021.

L’estensione territoriale non è certo trascurabile; circa 500.000 mila ettari, 6 province ed 80 comuni. Tra questi anche tanti comuni della Lunigiana Toscana saranno in futuro interessati.

Ma che cos’è in realtà il programma MAB e più in particolare cosa sono le Riserve della Biosfera?

Il Programma "L'uomo e la biosfera", Man and the Biosphere – MAB, è un programma scientifico intergovernativo avviato dall’UNESCO nel 1971 per promuovere su base scientifica un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello Sviluppo Sostenibile.

Il Programma mira a migliorare le relazioni tra le persone e l’ambiente in cui vivono e a tale scopo utilizza le scienze naturali e sociali, l’economia e l’educazione per migliorare la vita delle persone e l’equa distribuzione dei benefici e per proteggere gli ecosistemi naturali, promuovendo approcci innovativi allo sviluppo economico che siano adeguati dal punto di vista sociale e culturale e sostenibili dal punto di vista ambientale.

Il programma ha come obiettivo primario l’uso e la condivisione razionale e sostenibile delle risorse della biosfera. A tale scopo tende ad aumentare l’abilità delle persone di gestire in modo efficiente le risorse naturali, per il benessere degli esseri umani e dell’ambiente.

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NASCE "CCT TV" !!

Vi invitiamo a rimanere collegati con i nostri canali comunicativi domani per la messa in onda della prima puntata di “CCT TV" il notiziario della caccia.
Un ulteriore prodotto a disposizione dei cacciatori toscani, per restare sempre informati su tutte le novità in ambito venatorio e non solo, che va’ ad arricchire ulteriormente l’offerta comunicativa della Confederazione.
 
Una scelta perseguita convintamente quella che ci ha portato negli ultimi anni, ad incrementare l’impegno volto al potenziamento della comunicazione digitale, che si evolverà ulteriormente nei prossimi mesi tramite questo nuovo strumento.
Le puntate saranno caricate online sulla Pagina Facebook e sul sito web della CCT, per essere disponibili e consultabili in qualunque momento.
 
Dare visibilità alla caccia, ai cacciatori ed il loro operato, è l’unico strumento che abbiamo per contrastare le pericolose derive anticaccia alimentate da fake news, populismo e disinformazione.
 
Le associazioni aderenti alla CCT: Federcaccia Toscana, Anuu Toscana ed Arct, anche con questo nuovo mezzo, vogliono continuare a fare la loro parte.
 
Vi aspettiamo domani alle 13.00! Non mancate!

TORTORA. FIRMATO PROGETTO DI RICERCA FRA FEDERCACCIA NAZIONALE E UNIVERSITÀ DI PISA

Una risposta concreta e immediata alla richiesta di dati della Commissione per la gestione del prelievo della specie

Roma, 7 aprile 2021 – La tortora, specie di importantissima tradizione venatoria in tutto il Mediterraneo, è sotto la lente d’ingrandimento in Europa e in Italia. Una recente lettera del Ministero della Transizione Ecologica alle Regioni Italiane ne ha chiesto la sospensione della caccia e l’unico modo per evitarla è l’approvazione del Piano di Gestione Nazionale, fermo in Conferenza Stato-Regioni. Federcaccia ha promosso la riapertura del Tavolo tecnico per l’approvazione del Piano, e contemporaneamente ha approvato un progetto di ricerca che va a colmare una lacuna nella conoscenza della biologia della specie.

L’Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro Ambientali Federcaccia ha così promosso una ricerca sulla tortora Streptopelia turtur, che sarà condotta sotto il coordinamento scientifico dall’Università di Pisa con un progetto che partirà già da questa stagione di nidificazione. Lo scopo è conoscere il successo riproduttivo in Italia, cominciando per quest’anno con un programma sperimentale in alcune aree campione della Toscana.

Questo dato è importante in particolare per il progetto internazionale di gestione adattativa del prelievo della specie (AHM Adaptive Harvest Management) per consentire di stimare la popolazione di tortore presente a fine stagione riproduttiva, cioè gli adulti più i giovani dell’anno e di conseguenza stimare il numero di capi abbattibili nelle diverse nazioni in cui la specie è cacciabile.

Un dato mancante ad oggi non solo in Italia ma in tutta l’Europa centro-orientale, mentre studi di questo tipo sono disponibili per la popolazione occidentale, in particolare eseguiti in Francia, Spagna e Portogallo.

Questa ricerca darà inoltre un contributo generale alla conoscenza della tortora, valutata in declino in diversi Paesi del suo areale di nidificazione, mentre in Italia è giudicata stabile. I risultati saranno inoltre confrontati con quanto emerso dalla raccolta delle ali per una complessiva valutazione del potenziale riproduttivo della specie.

Federcaccia ha siglato così con una azione concreta un nuovo passo avanti per la conservazione delle specie e delle tradizioni venatorie italiane e dei Paesi mediterranei.

Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro-Ambientali Federcaccia

TELEMETRIA BECCACCE. GRANDE SUCCESSO PER LA CAMPAGNA 2020-2021

Sono 13 le beccacce in viaggio migratorio dotate di trasmettitore in questa fase del progetto condiviso da Federcaccia con l’associazione Amici di Scolopax e la supervisione scientifica dell’Università di Milano. I dati confermano: le partenze cominciano in marzo

Roma, 6 marzo 2021 - Dopo la stagione 2019-2020, che ha portato a 8 tracciati migratori completi e ai dati di 8 partenze per la migrazione pre-nuziale, abbiamo oggi il piacere di comunicare che 12 individui marcati nel dicembre 2020 sono in questo momento nel pieno del viaggio verso i luoghi riproduttivi. Le partenze sono cominciate il 5 marzo, mentre per un soggetto c’è stata un’interruzione delle trasmissioni in Liguria dal 24 febbraio e il segnale è ricominciato il 23 marzo in Ungheria. A questi soggetti si aggiunge un’altra beccaccia marcata nel dicembre 2019 che ha iniziato la migrazione nei primi giorni di aprile, per un totale di 13 individui che hanno svernato in Italia.

La campagna di studio del dicembre 2020 ha portato a un grande risultato con 16 beccacce marcate con trasmettitore GPS-GSM e un soggetto con trasmettitore satellitare ARGOS marcato in gennaio. Quest’anno le attività si sono svolte in Liguria con ben 7 individui, in Molise con 2, in Sardegna con 3 soggetti, in Piemonte con 2, in Sicilia con 2 e in Campania con 1 beccaccia per un totale appunto di 17. Vi sono state delle perdite, com’è normale che accada, dovute ad abbattimenti, predazione o a fattori non conosciuti; in un caso è stato recuperato il trasmettitore e in un altro sono in corso le operazioni per il recupero. In questi giorni i soggetti in migrazione si trovano in varie nazioni europee, dall’Ungheria alla Slovacchia, alla Polonia, Austria, Ucraina e Russia.

La ricerca, svoltasi con la collaborazione e supervisione scientifica dell’Università di Milano, da quest’anno si è avvalsa di un miglioramento tecnologico con l’utilizzo di una termocamera, che ha permesso una migliore e più veloce individuazione dei soggetti presenti sul campo, in passato identificabili solo attraverso l’uso del faro.

Siamo quindi al secondo anno di ricerca eseguita con la marcatura in dicembre, che permette di verificare in modo più consistente la data di partenza per la migrazione, e i risultati stanno dando conferma di quanto già acquisito con la pubblicazione del 2019 sulla rivista scientifica di zoologia “Current Zoology”: le beccacce iniziano a migrare a partire dai primi di marzo, con possibili eccezioni negli ultimi giorni di febbraio.

Questi dati smentiscono nuovamente il dato Key concepts oggi vigente, che assegna alla seconda decade di gennaio l’inizio della migrazione pre-nuziale della specie. I dati raccolti attraverso questa ricerca consentono inoltre l’identificazione delle aree riproduttive estere dei soggetti che svernano in Italia e permetterà di collaborare con le Istituzioni di quei Paesi per preservarle nel tempo.

La telemetria ancora una volta si dimostra dunque una tecnologia insostituibile per conoscere la biologia e i comportamenti migratori degli uccelli, sia per le applicazioni in campo gestionale, sia per la conoscenza scientifica generale.

Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro Ambientali Federcaccia

ACMA: PROGETTO BECCACCINO-TELEMETRIA SATELLITARE!

Condividiamo davvero volentieri questo bel post pubblicato sulla pagina dell'ACMA relativo all'applicazione di alcuni trasmettitori satellitari a dei beccacini.

Da sempre sosteniamo che deve essere la scienza a sostenere le ragioni della caccia. Iniziative come queste, che siamo ben lieti di aver appoggiato e sostenuto non solo con le parole ma anche con i fatti, sono quindi alla base quindi del nostro modo di interpretare la caccia la del futuro.

Di seguito il testo del post:

"Nella mattinata di martedì 16 marzo è stata effettuata la sessione di cattura ai beccaccini per l’applicazione di trasmettitori satellitari al fine di monitorarne i movimenti. Il lungo procrastinarsi delle condizioni meteo avverse e il conseguente elevato livello delle acque all’interno del Padule di Fucecchio hanno fatto posticipare di circa due mesi le catture e la possibilità di mettere i GPS.
Il progetto, condotto in collaborazione con la facoltà di Biologia dell' Università di Pisa, mira principalmente alla conoscenza del dei principali quartieri di svernamento e delle principali rotte di migrazione. Gli animali una volta catturati con le apposite reti mist-net vengono marcati con anelli metallici e quelli con peso idoneo (devono essere abbastanza in forma) vengono dotati di trasmettitore. In caso di futuri ritrovamenti è, quindi, fondamentale contattare sempre il dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa (dimitri.giunchi@unipi.it) o A.C.M.A. (acmatoscana@yahoo.it).
Quest’anno era prevista l’applicazione di tre GPS. Quindi tra i sette beccaccini catturati nell’occasione sono stati selezionati i tre più idonei tenendo conto di peso, età e sesso. Siamo particolarmente soddisfatti nel comunicarvi che al momento tutti e tre i beccaccini segnalano bene e si trovano ancora in Italia.
Vogliamo ringraziare in particolar modo anche il CCT - Confederazione Cacciatori Toscani per il sostegno economico e morale dato al progetto oltre che per la collaborazione che ci ha fornito nel catturare i beccaccini presso il centro di inanellamento di porto allo Stillo da loro finanziato.

OLTRE IL DITO C’E’ LA LUNA!

“Le associazioni sono un mezzo e non il fine, per difendere e valorizzare la caccia italiana.”

Questo è il cuore del ragionamento che il Presidente nazionale dell’ANUU Migratoristi - Marco Castellani, ha esternato nella diretta facebook di ieri sera, realizzata dal portale “Caccia e dintorni” e che potrete riascoltare cliccando sul seguente link: https://www.facebook.com/www.cacciaedintorni.it/videos/438971680547255

Nell’intervista, incentrata anche sul tema dell’unità del mondo venatorio italiano, il Presidente Castellani ha ripreso con lucidità le ragioni profonde che impongono a tutti i dirigenti del mondo venatorio italiano, il coraggio di affrontare e vincere questa sfida esiziale, per il futuro della nostra passione.

Su questa scia, i giorni appena trascorsi sono stati caratterizzati da alcuni passaggi positivi che ci lasciano ben sperare e che andranno sostenuti ed accompagnati con il consenso e il sostegno della base dei cacciatori italiani.

Le proposte illustrate dal Vice Presidente Nazionale Federcaccia - Moreno Periccioli , in occasione dello svolgimento dell’Assemblea regionale della Confederazione Cacciatori Toscani, tenuta in videoconferenza, lo scorso 29 marzo a Firenze, vedono in questo ulteriore contributo del Presidente Castellani, forti elementi di convergenza su programma e struttura organizzativa di un nuovo soggetto rappresentativo delle migliori energie ed esperienze, che il nostro mondo potrà mettere a disposizione.

La Confederazione Cacciatori Toscani è nata e sta operando costantemente per raggiungere questo obiettivo!
Lo fa con trasparenza ed coerenza politica e continuerà a farlo senza tentennamenti.

Cacciatrici Federcaccia

FIDASC

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