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PRELIEVO IN DEROGA DELLO STORNO … COMUNICHIAMO I CAPI ABBATTUTI


Si ricorda a tutti i cacciatori che, ai sensi della Delibera della Giunta Regionale n. 629 del 11.06.2018 - prelievo in deroga della specie Storno è obbligatorio, per tutti coloro che hanno abbattuto almeno uno storno entro il 10 Novembre 2018, comunicare alla Regione Toscana il numero di capi abbattuti totali dal 1 Settembre al 10 Novembre 2018.
Tale comunicazione dovrà avvenire entro il 20 Novembre 2018, indicando semplicemente il numero dei capi abbattuti al seguente indirizzo mail: federico.merli@regione.toscana.it.
Si ricorda inoltre che la rendicontazione definitiva dei capi abbattuti durante la stagione venatoria in corso, andrà comunicata entro il termine ultimo del 28 febbraio 2019.
La Confederazione Cacciatori Toscani ricorda come la rendicontazione dei capi risulti come un fatto di estrema importanza, ai fini di poter dimostrare con la forza dei dati e dei numeri, il mantenimento di un prelievo della specie anche per l’impatto e i danni arrecati alle coltivazioni di pregio. Molti cacciatori vivono questo aspetto come un inutile adempimento burocratico; si tratta di un errore di approccio in quanto, in attesa che l’ Europa e lo Stato Italiano individuino le soluzioni per il reinserimento delle Storno nell’ elenco delle specie cacciabili come a suo tempo già richiesto dal Ministero delle politiche Agricole, ad oggi l’applicazione del regime di deroga (ai sensi dell’ art. 37 quater della L.R. 3/94) rimane l’unica strada perseguibile per garantire un prelievo per suddetta specie. La popolazione di Storno nidificante è in costante aumento in Toscana, così come rilevato dal COT (Centro Ornitologico Toscano). Una densità di individui che pur in termini cautelativi, consente un prelievo di circa 25.000 capinella nostra Regione finalizzato ad arginare gli oltre 100.000 Euro annui di danni arrecati alle produzioni agricole, con particolare riferimento a vigneti, oliveti e frutteti. La salvaguardia delle produzioni di qualità e di eccellenza conferisce alla caccia un ruolo di rilevante importanza per le aziende agricole che dovrà essere mantenuta per il futuro soprattutto grazie alla forza dei dati raccolti e dei risultati raggiunti dai cacciatori.

IL CINGHIALE PER LA SOLIDARIETA'

A Chianni (Pisa), giovedì 15 novembre 2018 andranno in scena il cinghiale e la solidarietà. La 43° edizione della “Sagra del Cinghiale”  organizzata dalla Federcaccia di Chianni,diventerà quest’anno il centro di una importante iniziativa per la raccolta di fondi che saranno devoluti ai comuni maggiormente colpiti dall’incendio del Monte Serra. Un ulteriore gesto di solidarietà concreta che i cacciatori metteranno in campo all’indomani del tragico incendio che ha devastato oltre 1.500 ettari di territorio, generando gravi danni all’ambiente, agli abitanti e alle numerose attività. Un evento che si lega alla grande partecipazione sviluppata in queste scorse settimane dalla Confederazione Cacciatori Toscani pisana tesa anche ad assicurare e garantire il corretto svolgimento dell’attività venatoria nelle aree limitrofe interessate. Una giornata di solidarietà ma anche una occasione per parlare di caccia al cinghiale, con il Convegno sul Segugio Maremmano che vedrà impegnati i relatori Gianfranco Mugnai e Sestilio Tonini. Infine, come da tradizione, la cena a base di cinghiale accompagnata da prodotti del territorio da condividere con tanti amici ed ospiti graditi a coronamento di una giornata, in cui la caccia, si presenta all’esterno portando in dote i valori umani e il grande patrimonio culturale che essa esprime.

VI PRESENTIAMO ALESSANDRA FIORAVANTI

Si parla tanto di ricambio generazionale nel mondo della caccia ma quasi mai abbiamo la capacità di guardarci bene dentro e di conoscere e valorizzare giovani e donne che spesso con passione e competenza si sono avvicinate a questa attività. Molti di loro, come Alessandra Fioravanti, hanno in se tutte le qualità per coniugare la grande passione per la caccia e la cinofilia, con le idee chiare per il futuro di un mondo venatorio unito e rappresentativo.
Ve la presentiamo in questa intervista, come una delle testimonial del nuovo percorso di rinnovamento intrapreso dalla Confederazione Cacciatori Toscani.

Sappiamo che il tuo avvicinamento alla caccia è avvenuto grazie alla tua passione per i cani e la cinofilia, come è iniziata questa tua passione ? e quando?

Sono nata e cresciuta insieme agli animali ed ho sempre dimostrato di avere questa sfrenata passione dalla più tenera età. Finalmente all’età di 9 anni, nel gennaio del 2004, mi fu regalato il MIO primo cockerino fulvo che chiamai Charlie e nonostante gli acciacchi, la cecità e sordità causati dall’età ancora mi accompagna fedelissimo; grazie a lui iniziai a frequentare le esposizioni cinofile e conoscere altrettanti appassionati e illustri personaggi cinofili che mi hanno aiutato, supportato e sostenuto ad entrare in quello che per me era un nuovo incredibile mondo e ad accrescere la mia passione e cultura cinofila.   

Oltre alle esposizioni, poi ti diletti anche nelle prove di lavoro dei tuoi cani, è questo che ti ha fatto affacciare anche al mondo della caccia?

Le prove di lavoro sono state poi una diretta conseguenza delle esposizioni; per chiudere il campionato italiano, il cocker spaniel inglese, ha necessità di avere la qualifica in prova di lavoro e questo mi ha fatto successivamente avvicinare al mondo venatorio, alla caccia e pure allo springer spaniel inglese che ho conosciuto, apprezzato ed iniziato ad allevare insieme ai cocker. Credo che sia fondamentale preservare e selezionare le caratteristiche morfologiche tanto quanto l’attitudine venatoria delle razze da caccia senza dimenticare chiaramente la salute dei soggetti.

Da giovane cacciatrice come spiegheresti la tua passione per la caccia?

Senz’altro nasce con il desiderio e l’emozione di vedere i miei cani sempre appagati, felici, soddisfatti e liberi di compiere ciò per il quale sono stati selezionati. Gli spaniel sono cani estremamente versatili, si adattano facilmente alla vita sul divano ma sono in grado di trasformarsi in abili e spietati cacciatori. Del resto, in buona parte anche tra gli stessi cacciatori, esiste ormai da anni una sorta di “retaggio di pensiero” che delinea un ingiusto svilimento delle qualità e potenzialità venatorie degli spaniels ma essi rimangono fra i più antichi e piccoli cani da caccia britannici; presenti anche alla corte d’Enrico VIII già nel XVII secolo, venivano utilizzati e richiesti per la loro spiccata attitudine alla cerca e al riporto in ambienti diversi, da terreni boschivi o ricoperti da rovi e macchie ai canneti e agli acquitrini. Gli spaniel sono cani resistenti alla fatica e in grado di sopperire le loro “mancanze” fisiche con carattere e grinta, la caccia palesa queste loro doti e mi permette di vivere l’emozione di vedere il mio piccolo intrepido cacciatore impegnato nella ricerca della scaltra e sfuggente selvaggina, vederlo sparire per pochi istanti dentro boschi, roveti o galoppare in terreni ampi e notare i suoi cambiamenti di espressione e ritmo di fronte alle emanazioni sempre più forti per poi vederli rientrare soddisfatti con la selvaggina abbattuta e velocemente recuperata  in zone spesso a noi inaccessibili. La gioia di vederli tornare soddisfatti con la preda finalmente abbattuta, la devozione con la quale la pongono direttamente nelle mie mani sono solo alcune delle meravigliose sensazioni che vivo con i miei cani a caccia e che mi hanno fatto appassionare. 

Come potrebbe, secondo te, la società cambiare opinione sulla caccia?

Purtroppo credo che non sia un progetto di facile realizzazione ma che le persone appassionate, i cacciatori e le associazioni venatorie debbano continuare a lavorare in un unico senso; divulgando informazioni circa la vera utilità della caccia al giorno d’oggi e facendo scoprire e ricordando il valore della caccia come tradizione e cultura perché coloro che criticano la caccia lo fanno perché non la conoscono. La caccia viene raffigurata ormai come pratica brutale ed inutile ricollegandola al fatto che essa è nata come primo metodo di sopravvivenza, inoltre, l’utilizzo della stessa arma viene troppo facilmente associata alla guerra.  La caccia in realtà, nei secoli, ha cambiato finalità ed attualmente è uno strumento al servizio della società seriamente regolamentata da leggi e divieti che permettono la buona gestione e la conservazione delle specie selvatiche e dell’ambiente nel quale opera. E’ un’attività antica, la più antica insieme all’agricoltura, che primamente effettivamente risponde all’ istinto primordiale dell’uomo ma che lo vede ormai superato e che impegna attivamente il cittadino cacciatore per pochi mesi all’anno ma passivamente per tutto l’anno. La Caccia è pure cultura e tradizione; non dimentichiamoci che l’arte venatoria ha fin dall’antichità stimolato la vena artistica dell’uomo, basti pensare alle pitture rupestri della preistoria, agli affreschi, alle sculture. La caccia è tradizione, una realtà popolare che oggi unisce donne e uomini e che viene celebrata in occasione di fiere e sagre locali e nazionali.

Quale potrebbe essere il ruolo delle associazioni venatorie, sempre più criticate, in questo momento ?

Il ruolo delle associazioni venatorie è quello di difendere e salvaguardare in modo disinteressato l’ambiente e tutta la fauna al di là e al di fuori di qualsiasi interesse per il prelievo. La collaborazione tra le diverse associazioni venatorie renderebbe molto più facile il lavoro e l’istituzione di programmi e piani di controllo sul territorio.  

Tu sei una cacciatrice iscritta CCT attraverso una delle associazioni che la compongono. Come giudichi queste esperienza unitaria?

Questa esperienza unitaria ha profumo di rinnovamento, ed è un forte stimolo per proseguire in un’unica direzione verso quelli che sono e devono essere gli obbiettivi comuni delle associazioni venatorie. Spero sia un esempio per gli altri ed approfitto per augurare un ottimo lavoro, FORZA CCT, l’unione fa la forza !!!

Alessandra Fioravanti

LA CCT FA IL PUNTO SULL’ USO DEGLI APPARATI A DEBOLE POTENZA

A seguito delle numerose richieste di informazioni e chiarimenti, giunte in queste ultime settimane, relative all’ uso degli apparati a debole potenza (CB – PMR446), torniamo volentieri su questo argomento per ricordare i principali aspetti ed obblighi a cui l’utente deve ottemperare per la corretta detenzione e utilizzazione di tali apparati.
Fermo restando la corretta utilizzazione compatibilmente alla normativa vigente per l’esercizio venatorio e vista anche l’importanza che tali strumenti possono garantire per la prevenzione e le emergenze di pronto soccorso, la Confederazione Cacciatori Toscani ritiene importante riportare le principali disposizioni contenute nella circolare emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico (Ispettorato Territoriale della Toscana) in ottemperanza al Decreto Legislativo 259/03, articolo 105, comma 1 lettera p.

… Omissis …

Obblighi dell’utente

Sia per la banda CB (banda cittadina), sia per l’utilizzo di apparati PMR (Personal Mobile Radio) e SRD (Short Range Devices) è necessario che l’utilizzatore presenti all’Ispettorato competente per residenza, la Dichiarazione di Inizio Attività, debitamente compilata in tutte le sue parti e completa degli allegati descritti nel modulo stesso. Si fa presente che unitamente alla domanda occorrerà attestare l’avvenuto versamento del contributo di Euro 12,00 ed allegare fotocopia del documento d’identità in corso di validità. Va sempre utilizzata la modulistica relativa alla propria regione di appartenenza.
Gli apparati LPD (Low Personale device) operanti nella banda di frequenza 433-435 Mhz non necessitano di alcuna dichiarazione e contributo.
L’utente che acquista o detiene uno o più dei suddetti apparecchi è tenuto ad effettuare comunicazione all’Ispettorato Territoriale di competenza, tramite la dichiarazione D.I.A. Tale dichiarazione è “ad personam” e, a differenza della vecchia concessione all’uso del CB (la quale si estendeva ai familiari conviventi),l’attività di radiotrasmissione è considerata oggi afferente al “singolo” soggetto. Il titolare della stessa pertanto non può dare in uso i suoi apparati ad un soggetto privo di dichiarazione.
La dichiarazione contiene le informazioni anagrafiche, le indicazioni inerenti le caratteristiche degli apparati da impiegare e l’impegno ad osservare specifici obblighi quali il pagamento del contributo annuale, l’osservanza delle norme di sicurezza, di protezione ambientale, di salute della popolazione ed urbanistiche. Non è inoltre consentita l’attività a chi abbia riportato condanna per delitti non colposi a pena restrittiva superiore a due anni, ovvero sia stato sottoposto a misure di prevenzione, finché durano gli effetti dei provvedimenti e sempreché non sia intervenuta sentenza di riabilitazione (art. 145 comma 2). E’ importante conservare copia della Dichiarazione presentata e le ricevute dei versamenti annuali, per l’eventuale esibizione agli Organi di Controllo.
Si specifica, inoltre, che ogni variazione degli elementi, di cui alla dichiarazione ed alla relativa documentazione, deve essere tempestivamente comunicata all’Ispettorato Territoriale.
La dichiarazione può essere spedita tramite posta, all’indirizzo “Ministero dello Sviluppo Economico Ispettorato Territoriale Toscana via Pellicceria 3 50123 Firenze”, trasmessa via email all’indirizzo dgat.div02.isptsc@pec.mise.gov.it via fax al numero 055 2724340, oppure consegnata a mano presso gli sportelli URP della Toscana nei seguenti giorni: lunedì URP Grosseto ore 9/12.30 - martedì URP Arezzo ore 8.30/12.30, mercoledì URP Pisa ore 9.30/12.30 - giovedì URP Firenze ore 9/13.

Contributo annuale

L’utente deve versare, indipendentemente dal numero degli apparati in uso, un contributo annuo, compreso l'anno in cui è stata presentata la dichiarazione di cui all'articolo 145 del citato D.Lgs. 259/2003, di Euro 12,00, entro il 31 dicembre, con proroga di un mese di ogni anno (anno solare) a titolo di rimborso dei costi sostenuti dal Ministero per le attività di vigilanza, verifica e controllo.i
l versamento può essere effettuato su C/C n. n.100503 intestato alla Tesoreria Provinciale dello Stato – Sez. di Firenze indicando nella causale l’anno di riferimento dell’importo pagato oppure tramite bonifico bancario: cod. IBAN IT49 Y076 0102 8000 00000100 503. Nella causale del bonifico è opportuno inserire con esattezza il nominativo completo,indirizzo ed anno di riferimento del canone, utili per la registrazione dell’avvenuto pagamento, in quanto bollettini con nominativi multipli o senza nominativo saranno invalidati.
L’uso della banda cittadina è consentita finché si paga il contributo. Qualora si decida di cessare tale attività è sufficiente sospendere il pagamento del canone annuale di Euro 12,00, facendo automaticamente decadere la Dichiarazione d’Inizio Attività. E’ opportuno altresì comunicare, anche via mail, la disdetta d’utilizzo all’Ispettorato.

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