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5xmille

Tesseramento 2019

Gestione faunistica in pillole

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Prove di Campionato Italiano per Terrier e Bassotti

18° Trofeo renata Moncini

Gara Lepre Meccanica

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Mugello: 2° esposizione canina

Sport e Cinofilia 2019

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1° Trofeo Antonio Santarelli

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2° trofeo CCT Pisa su Quaglie

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2° Campionato CCT Prov. GR Cinghiale

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I predatori devono essere controllati

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Una laurea sulla beccaccia con il contributo di FIDC

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DA FEDERCACCIA UN NO SECCO ALLA ABOLIZIONE DELL'ART. 842


L’ ambiente migliora grazie ai Cacciatori

Federcaccia: dalla Cia un segnale interessante


I laghi da caccia ospitano i migratori

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LA RISCOSSA DELLA CACCIA GIOVANE

Quando la fauna diventa un pericolo

Revisione Key concepts

9° Festa del Colombaccio

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Festa del Colombaccio San Miniato

Siena: corso raccolta funghi

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Certaldo: corso art. 37

Firenze: Corso Art. 37

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Corso di formazione per dirigenti

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Cecina: Corso caccia di selezione

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Firenze: Corso caccia di Selezione Capriolo

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Progetto The data from the sky

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Centro Ornitologico Porto allo Stillo

Convegno Nazionale progetto ANASAT


Centro Ornitologico Malpasso

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Il Colpo d’Ala

Tos Caccia

Nuove aree vocate al Cinghiale


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CCT: I CACCIATORI NELLE SCUOLE E TRA I GIOVANI

Lo abbiamo affermato in più occasioni; il progetto unitario è la forza trainante che può ridare alla caccia una immagine positiva nella società. Con la nascita della Confederazione Cacciatori Toscani si è generato un nuovo entusiasmo, si sono avvicinati tanti giovani, in molti casi rimasti in ombra, e si sta respirando il vento della partecipazione convinta per la costruzione di un soggetto rappresentativo nuovo, includente, dinamico e comunicativo.

L’apertura alla società per far conoscere ed apprezzare i cacciatori come portatori non solo di una tradizione ma anche di cultura e conoscenza, sono stati e rimangono alcuni dei fondamentali riferimenti a base dell’attività della Confederazione.

La forza, talvolta travolgente, viene dal territorio, dai volontari che generosamente, ogni giorno, sviluppano tante e belle iniziative. Confessiamo anche la difficoltà a sceglierne e citarne alcune per non far torto ad altre di eguale importanza.

Ci scusiamo anticipatamente dunque, se per ragioni di spazio e tempo, ci limitiamo a citare solo i due esempi della settimana che riteniamo però emblematici, frutto di un lavoro costante che si sviluppa ogni giorno nella nostra Toscana, nei territori e sotto i tanti campanili che rendono unica questa meravigliosa Regione e la sua gente.

Solidarietà e cultura sono gli ingredienti messi in campo a Capannoli (PI) e Bagno di Gavorrano (GR).

“Conoscere la Fauna” è il titolo di una lodevole iniziativa che la CCT ha sviluppato in collaborazione con il Comune di Capannoli, grazie all’impegno dell’ Assessore Federico Mangino e alla scuola primaria “G.Carducci”. La classe terza ed i rispettivi insegnanti, hanno partecipato ad una lezione incentrata sulla fauna selvatica e sui principali elementi conoscitivi su cui basare un rapporto non viziato né dai luoghi comuni, né da una visione disneyana della natura.

Con le risorse dei cacciatori e con il serio supporto tecnico – scientifico della CCT e della Agenzia Formativa Cedaf è stato possibile trasmettere un messaggio estremamente importante per le nuove generazioni.
“ La bellezza del nostro impegno – ha dichiarato Franco Rinaldi responsabile locale dell’ ARCT- è quello di scoprire la curiosità dei bambini attraverso i loro occhi e di come essi comprendano immediatamente come la natura e le specie selvatiche che abitano le nostre campagne, rappresentino un bene di tutti da gestire e salvaguardare.”

La nostra collaboratrice Ester Navarra ha tenuto una lezione partendo dai grandi carnivori, affrontando tematiche specifiche sui

Lupi, Volpi, Caprioli etc., fino alla gestione faunistica. Gli occhi sorpresi dei bimbi, persi dietro le orme del Lupo e dell’ Istrice, spiegare come riconoscere la differenza tra un Cervo ed un Daino, che avevano confuso, l’ attenzione con cui i ragazzi hanno seguito il susseguirsi della presentazione, ci riempie il cuore rendendoci entusiasti. Avvicinare alla conoscenza della fauna locale i piccoli che saranno il nostro futuro ci rende orgogliosi, preparandoci per una esperienza sul campo nella Zona di Ripopolamento e cattura prevista per il prossimo venerdì 24 maggio.
Siamo speranzosi , aggiunge Rinaldi, che quanto appreso oggi possa farli crescere consapevoli del loro futuro augurandoci che progetti come questo possano diventare organici alla didattica al pari di altri progetti.

Davanti ad oltre 400 ragazzi delle scuole di Gavorrano (GR) e Scarlino (GR) una delegazione della CCT Grossetana, composta dagli infaticabili Piero Bettaccini, Maurizio Capitini, Alessandro Salvestroni e Daniele Laurenti, si è presentata con un gesto concreto.
Siamo qui - ha dichiarato Bettaccini – perché con il ricavato ottenuto dalle nostre iniziative di quest’anno e da altre ormai in cantiere, abbiamo deciso di donare un defibrillatore all’Istituto Comprensivo. Il defibrillatore sarà installato all’interno della palestra della scuola di Gavorrano.

Da noi, i cacciatori non si limitano solo a questo! 
Sono infatti sempre in prima linea accanto ai giovani ed agli studenti, organizzando sul territorio uscite didattiche alternate lezioni in classe tenute da esperti e tecnici faunistici.

In questa perla del paesaggio maremmano oggi la caccia è parte pulsante e attiva di una comunità. La caccia parla ai giovani e sa stare tra la gente.
Così si fa!
Un grazie a tutti per l’impegno e per l’esempio. Andiamo avanti a testa alta, orgogliosi della nostra storia, sentendoci legittimamente parte del futuro.

TUTTA LA VERITA’ SULLE ZONE RIPOPOLAMENTO E CATTURA

A San Casciano val di Pesa una affollata Assemblea  promossa dalla CCT

Davanti ad una estesa platea  si è svolta ieri l’ Assemblea promossa dalla Confederazione Cacciatori Toscani a San Casciano Val di Pesa. In molti hanno risposto all’invito dei promotori per protestare e contrastare il tentativo di snaturamento del ruolo delle strutture pubbliche (Zone Ripopolamento e Cattura) presenti sul territorio e per la loro trasformazione.

Una decisione sostenuta dal Commissario dell’ ATC Firenze 5 e avvalorata dalla Regione Toscana, in assenza del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale e dei necessari indirizzi di pianificazione.

L’assemblea, alla quale ha preso parte anche il Sindaco di San Casciano Val di Pesa Massimiliano Pescini  intervenuto a difesa delle ragioni degli organizzatori, è entrato nel merito dei problemi approvando, al termine, un documento conclusivo che sarà inviato oggi alla Regione Toscana, al Presidente Enrico Rossi ed al Commissario ATC Firenze 5.

Dopo le presentazioni e l’apertura della serata da parte del Presidente della Federcaccia di San Casciano Lorenzo Calamendrei e dal Presidente ARCT di San Casciano Silvano Marchi, che hanno da subito evidenziato il palese tentativo di snaturare il ruolo e le funzioni degli istituti pubblici con scelte non condivise e che mettono a rischio un grande patrimonio faunistico, si sono susseguiti numerosi interventi  da parte di relatori ed ospiti della serata.

Simone Tofani, Presidente provinciale della Federcaccia di Firenze, ha da subito chiarito la totale contrarietà della Federcaccia, in armonia con tutte le Associazioni aderenti alla CCT su questo modo di procedere messo in atto dal Commissario ATC Firenze 5 e dalla regione Toscana. Il problema della gestione degli ungulati, ed in particolare dei cervidi per i danni causati alle coltivazioni in un area molto delicata come quella del nostro Chianti, non può essere risolto con la scorciatoia delle trasformazioni delle ZRC in ZRV ma bensì producendo scelte gestionali strutturali, così come avvenuto in altri ATC come il Siena 3 nord.

No a provvedimenti di dubbia legittimità amministrativa che rischiano di consentire uno stravolgimento sulle finalità di istituti faunistici pubblici previsti dalla legge. Tofani ha inoltre ricordato come occorra accelerare i tempi per la nomina del nuovo comitato ATC Firenze 5 per consentire il superamento di una inaccettabile fase commissariale, che rischia di impedire un confronto ed una reale partecipazione alle scelte riguardanti il territorio che solo un ATC nella pienezza dei suoi organi amministrativi può consentire.

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PARCO DEI MONTI LIVORNESI: LA CCT CHIEDE GARANZIE PER I CACCIATORI!

Si è svolta ieri a Rosignano (LI) una partecipatissima assemblea indetta dalla Confederazione Cacciatori Toscani sul tema relativo all’istituzione del Parco regionale dei Monti Livornesi.
Una questione “calda” che interessa migliaia di cacciatori livornesi e che coinvolge anche i cittadini e le attività svolte sul territorio. Una sala gremita di oltre 150 personeha avuto modo di conoscere nel dettaglio l’iter, e le problematiche, connesse all’istituzione del Parco Regionale e quelle che potrebbero essere le future prescrizioni relative alla regolamentazione sia delle aree sottoposte al vincolo di Parco regionale che alle aree contigue.

I lavori sono stati aperti da Fabrizio Bagnoli, esponente della CCT di Rosignano, che inquadrando le ragioni dell’incontro, ha ribadito con forza le preoccupazioni del mondo venatorio per una scelta che deve necessariamente coinvolgere tutti i portatori di interesse. Nel merito del complesso iter e delle proposte su cui focalizzare l’attenzione, sono entrati con il loro intervento numerosi relatori, raccogliendo le sollecitazioni di Franco Poli, coordinatore provinciale della Confederazione, che ha voluto evidenziare con forza la necessità che i cacciatori debbano essere legittimamente rappresentati al tavolo della discussione, partendo da specifiche richieste che sono state successivamente presentate durante la serata.
Roberto Callaioli, in rappresentanza dell’ ATC LI 9, ha ben argomentato il ruolo svolto dall’ ATC in questa prima fase del percorso istitutivo; un percorso che ha bisogno di essere costantemente monitorato, anche per gli inevitabili risvolti collegati alla gestione faunistica e alle pratiche venatorie.

Particolarmente apprezzato, l’intervento dell’ Assessore all’ Ambiente del Comune di Rosignano, Licia Montagnani, che ha voluto ribadire il ruolo dei comuni come rappresentanti degli interessi collettivi e delle istanze territoriali, oltreché riferimento per le future procedure istituzionali emanate dalla Regione Toscana.

A seguire gli ulteriori interventi di Pierino Barsotti (ARCT Provinciale) e Paolo Pellegrini (Presidente Federcaccia Livorno) incentrati sulle responsabilità  in capo alla Regione, e sulla necessità che vengano garantite e tutelate le legittime richieste del mondo venatorio. Sugli aspetti relativi alle proposte è entrato Marco Romagnoli, Segretario Regionale della Confederazione Cacciatori Toscani, che ha seguito di numerosi interventi da parte del pubblico e dei rappresentanti di forze politiche e candidati presenti in sala, ha enucleato i principali contenuti su cui la Confederazione si presenterà al confronto istituzionale e sui quali chiederà già nei prossimi giorni un incontro urgente all’ Assessore Regionale dell’ Ambiente Federica Fratoni. Romagnoli ha ricordato come il mondo venatorio è il primo ad essere interessato alla difesa ambientale e della biodiversità, sulla base di quanto emerge nel recente rapporto ONU sull’ emergenza del pianeta. Ciò detto la difesa dell’ Ambiente non passa solo dalla istituzione di Parchi e dalle logiche dei divieti; essa deve essere il frutto di una visione generale del territorio e di politiche che sappiano armonizzare l’uomo e le sue attività con la salvaguardia dell’ ambiente quale bene comune.

Di seguito riportati i punti centrali delle proposte avanzate dalla Confederazione Cacciatori Toscani:

  • Attenta revisione delle Aree Contigue individuate, al fine di limitare al massimo l’incidenza con l’esercizio venatorio. Il corridoio tracciato per collegare le due Aree protette dei Monti Livornesi, potrebbe essere oggetto di una attenta riperimetrazione, pur mantenendo integro l’aspetto di uniformità territoriale (non è detto che gli istituti Rete Natura 2000 debbano necessariamente essere parte integrante delle Aree Contigue). Tale revisione si rende opportuna, quanto necessaria, per evitare in zone altamente interessate dall’attività venatoria, le possibili forme di limitazione previste dall’art 11 della L.N. 394/91 dal Decreto 184/2007, criteri minimi uniformi per le misure di conservazione delle ZPS, ZSC  dove all’art 5 comma 1 si prevedono una serie di misure inderogabili valide per tutte le tipologie di ZPS; 

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CACCIA AL RIFIUTO: IN 3000 A RIPULIRE I BOSCHI!

Lo abbiamo affermato in più occasioni; spesso le tante buone azioni che il mondo venatorio mette in campo sul piano ambientale e sociale rimangono in ombra. Ecco perché riteniamo importante raccontare 
ciò che è avvenuto in Provincia di Siena. L’ ATC Siena 3 nord in collaborazione con le 54 squadre di caccia al Cinghiale e i tanti cacciatori operanti sul territorio, ha dato vita ad una straordinaria iniziativa che ha saputo coinvolgere migliaia di partecipanti

“Caccia al rifiuto” è il titolo sotto il quale si è sviluppata questa lodevole esperienza incentrata sulla ripulitura e raccolta dei rifiuti incivilmente abbandonati nei nostri boschi. Sotto il patrocinio delle amministrazioni comunali ricadenti nel territorio dell’ ATC, cacciatori di Cinghiale in squadra, selecontrollori ed appassionati di piccola selvaggina e migratoria hanno messo a disposizione la conoscenza dei luoghi, e la voglia di fare, per dare un contributo concreto contro il degrado di un bene collettivo. La risposta è stata al di sopra di ogni aspettativa visto che si sono presentati all’ appello oltre 3000 partecipantiNumeri e qualità che dimostrano senza dubbio la forza e l’organizzazione del mondo venatorio e la qualità ideale che sta alla base del rapporto inscindibile tra caccia e attaccamento al territorio ed alla conservazione dell’ambiente.

Tonnellate di rifiuti raccolti e tanta amicizia e solidarietà sono stati gli ingredienti di una giornata indimenticabile, alla quale anche il Presidente dell’ amministrazione provinciale di Siena, Silvio Franceschelli, ha inteso partecipare in prima persona.

Un segnale concreto di vicinanza e di sostegno anche da parte delle istituzioni locali. La Confederazione Cacciatori Toscani di Siena tramite le proprie associazioni confederate ha partecipato attivamente per stimolare tutti alla partecipazione. 

Obiettivo raggiunto!

 Un ringraziamento speciale va al comitato di gestione dell’ ATC Siena 3 nord, ad Andrea Pericoli, ideatore e motore ed al suo Presidente Roberto Vivarelli per aver realizzato per il secondo anno consecutivo, una esperienza che fa davvero bene all’immagine della caccia e dei cacciatori.  

Di seguito alcuni scatti della giornata:

ASSEMBLEA REGIONALE FEDERCACCIA TOSCANA: IL FUTURO E’ ORA!

Un appuntamento che giunge al termine del partecipato ed intenso percorso elettivo svolto nei territori e nei livelli provinciali dell’associazione. Davanti ad una sala gremita si è svolto il passaggio di consegne della Presidenza Regionale dell’associazione, tra Moreno PericcioliPresidente uscente e Marco Salvadori, nuovo Presidente dell’Associazione Venatoria Regionale più forte d’Italia. Non si è trattato di un appuntamento formale ne’ rituale. I forti mutamenti sociali e politici e le sfide che stanno di fronte a Federcaccia nel quadro del percorso unitario intrapreso in questi anni in Toscana, con la nascita della Confederazione Cacciatori Toscani, hanno caratterizzato il dibattito e catalizzato l’attenzione di tutti gli intervenuti.

Periccioli lascia il testimone dopo dieci anni estremamente impegnativi. Un mandato che si è aperto con la prima conferenza Regionale sulla caccia, passando per le riforme introdotte nella legislature precedente e segnato dalle forti contraddizioni che in questi ultimi anni hanno contraddistinto il Governo Regionale. Anni definiti “di controriforma” dei quali le battaglie contro la legge obiettivo e la difesa della legittimità sui calendari venatori, sono stati alcuni degli elementi maggiormente caratterizzanti. Anni in cui la in Toscana da caccia da modello gestionale e legislativo è diventata un grande problema; ciò per la decisone da parte della Regione, di abbandonare la politica della concertazione. Nel suo lungo e circostanziato intervento di saluto, Periccioli non ha mancato di evidenziare le sfide che grazie al lavoro impostato e sviluppato in questi anni, attendono oggi la Federcaccia e il mondo venatorio.

La nascita della CCT, ha segnato una svolta fondamentale. In Toscana si è dimostrato come l’unità del mondo venatorio può essere un fatto concreto e grazie a queste esperienze, oggi possiamo auspicare un salto di qualità anche sul piano Nazionale. Una grande intuizione nata e voluta con forza dai gruppi dirigenti di allora e che oggi rappresenta una speranza ed un modello per il futuro. L’unità del mondo venatorio frutto della contaminazione positiva e delle esperienze e delle provenienze, dovrà oggi essere ulteriormente sviluppata con coraggio e responsabilità. Il coraggio significa mettere in campo ed avviare una fase costituente a livello Nazionale per dare vita all’associazione dei cacciatori Italiani. Fase costituente e riforma organizzativa della Federcaccia, rappresentando i principali aspetti su cui lavorare per rendere più forti le proposte e la politica, per ridare alla Toscana il primato di Regione leader nella gestione faunistica.

Nel prendere la parola nell’intervento conclusivo, Marco Salvadori, ha innanzitutto ringraziato Moreno Periccioli per il lavoro svolto in questi anni e per l’impeto e lo slancio con cui ha proiettato l’associazione in una prospettiva nuova ed al passo coi tempi, in grado di affrontare le sfide di oggi e di domani. Ha proseguito poi facendo sempre i suoi migliori auguri sia a Periccioli che a Massimo Buconi, candidato alla presidenza nazionale di Federcaccia sostenuto dalla Toscana, per il lavoro che dovrà essere svolto a livello Nazionale in vista dell’avvio della fase costituente della Casa Comune dei Cacciatori italiani.

Ha poi ribadito, nel lungo ed applaudito intervento, le priorità su cui tutta la Federazione dovrà muoversi; l’unità del mondo venatorio con il lancio della fase costituente, la riforma organizzativa per rendere più forte e moderna la rappresentanza della caccia, insistendo soprattutto sull’obiettivo di ridare alla politica venatoria toscana quella forza che aveva in passato.

Dobbiamo lavorare per dare certezza al Calendario Venatorio, La Conferenza     regionale sulla caccia di Grosseto del 28/29 giugno ci   permetterà di affrontare tutte le tematiche che ci interessano.                        
L’avevamo richiesta cinque anni fa; meglio tardi che mai. Ma diciamo un chiaro no ed un chiaro sì. No ad una operazione di propaganda, sì alla partenza di un percorso condiviso, con il tempo necessario, di obiettivi concordati, di supporti scientifici utili. Se c’è la volontà politica di mettere le basi ad un confronto vero e costruttivo noi non ci tireremo indietro.

Di seguito alcuni scatti della giornata:

 

CINQUE STELLE E ART.842 IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO


I Cinque Stelle ci riprovano.
Ieri, con la presentazione della proposta di legge sulla tutela degli animali, tra le tante novità introdotte, è rispuntata come un fungo avvelenato, l’abolizione dell’art. 842 del c.c. che, come noto, consente ai cacciatori di entrare sui terreni privati per l’esercizio venatorio. Una battaglia antica più volte cavalcata dagli anticaccia ed in passato purtroppo supportata anche da alcune forze politiche della prima Repubblica e che è stata persino oggetto di referendum. 
Una insidia che il mondo venatorio italiano ha saputo scongiurare fino ad oggi ma che è sempre rimasta accesa nelle speranze e nelle volontà di una larga parte del mondo ambientalista ed animalista radicale e non solo…
Oggi, i cinque stelle, si fanno nuovamente paladini di una proposta che punta a sovvertire i cardini di una caccia regolata nell’ interesse pubblico introducendo la scure di ulteriori pesanti conseguenze sui diritti introducendo inoltre falcidie economiche contro il mondo venatorio. E’ in atto pertanto un attacco diretto e frontale alla caccia sociale! Con la scusa di un provvedimento sulla tutela degli animali, si tenta di introdurre dei veri e propri stravolgimenti culturali e concettuali. L’idea è quella di far diventare oggetto della tutela direttamente l’animale e non più l’uomo legato emotivamente o sentimentalmente allo stesso. Un ribaltamento vero e proprio che rischia addirittura di mettere al centro l’animale rispetto all’uomo ed alle sue attività.
Una proposta di legge che porta in dote anche altri aspetti e che rischia di produrre anche sotto il profilo sanzionatorio conseguenze assolutamente sproporzionate sia di carattere amministrativo che penale. A tutto ciò non sono ammissibili giri di parole. 
Per la Confederazione Cacciatori Toscani è giunto il momento di mettere in campo i fatti e la politica. Occorrerà ostacolare con ogni mezzo in Parlamento prima, e nella società poi, questa inaccettabile orchestrazione.
E’ giunto il momento di giudicare il comportamento e non soltanto le dichiarazioni dei singoli parlamentari e delle forze politiche in una fase delicata della campagna elettorale. Non un voto ai portatori e supportatori di questa proposta e di questa cultura. Nessun appoggio a coloro che rimarranno nell’ombra. Ad oggi, anche i litigi tra Cinque Stelle e Lega sembrano più una cortina fumogena per nascondere le magagne di una maggioranza dove i primi sembrano dettare l’agenda. Non accetteremo supinamente il tentativo di accostare una caccia regolamentata e costituzionalmente riconosciuta con il concetto di violenza sugli animali.
“Nessun Dorma”!
In gioco non c’è solo la caccia ma una visione della società. Su questo non esistono terreni neutri neppure per la politica; O si sta’ da una parte o dall’altra. I cacciatori poi giudicheranno nelle urne.

CASA NOSTRA E' CASA DI TUTTI!

L’IMPEGNO DEI CACCIATORI NELLA PULIZIA E TUTELA DELL’AMBIENTE


In questi giorni su tutti i mezzi d’informazione si legge e si sente parlare di temi come “l’emergenza plastica”il riscaldamento globale o il degrado ambientale. Sono tante le iniziative e i movimenti che promuovono una presa di coscienza collettiva in grado di ridurre l’impatto dell’uomo sull’ambiente. I cacciatori, che l’ambiente lo vivono 365 giorni all’anno, fanno la loro parte. Anzi, a voler esser precisi, proprio dal mondo della caccia sono nate le prime proposte di “pulizia” ambientale che in alcuni casi sono diventate grandi manifestazioni, spesso anche sotto ad altre bandiere. Infatti, uno dei difetti dei cacciatori è forse la “riservatezza”. Siamo più avvezzi a sporcarci le mani nel bosco  che a sparare altisonanti proclami sui media. Pertanto finisce sempre che solo in pochi conoscono l’impegno profuso nella tutela di quella che è la nostra casa e la casa di tutti! Soprattutto perché molti dei nostri detrattori, che non perdono occasione per attaccare il nostro mondo, sempre più (numericamente) debole, non sono proprio “coerenti” con i loro slogan che li riducono all’appellativo di “ambientalisti da salotto” o “da divano” e questo non passa del tutto inosservato agli occhi della cittadinanza.

Detto questo, ci pare il minimo riportare alcune delle molte iniziative che le Associazioni confederate nella CCT, gli Ambiti Territoriali di Caccia, o le semplici squadre di caccia al cinghiale organizzano sul tutto il territorio con risultati spesso tristemente eccezionali.

Solo nell’ultimo mese ad esempio sono state due le iniziative organizzate dall’attivissima Sezione Comunale della Federcaccia di Orbetello con il Circolo dei Cacciatori di Orbetello.

La Pulizia della Laguna di Orbetello, svoltasi la mattina di domenica 14 aprile: una trentina di cacciatori capitanati dai dirigenti FIDC del paese e accompagnati dal Senatore Roberto Berardi, sempre attento e presente alle attività di tutela del territorio, si sono divisi in due squadre per pulire le sponde della Laguna di Levante dalla plastica che vento e onde vi hanno accumulato nel corso del tempo. Un gruppo a terra e un gruppo trasportato da quattro barchini messi a disposizione dai pescatori del paese. In un paio di ore di raccolta è stata accumulata una incredibile quantità di materiali di ogni tipo: bottiglie di plastica, sacchetti, pneumatici, taniche, pezzi di polistirolo e addirittura un compressore! Neanche la pioggia è riuscita a far desistere i cacciatori determinati per la buona riuscita del lavoro. Al termine dell’operazione, immancabile, una stupenda colazione tutti insieme alla capanna di caccia offerta dal Circolo Cacciatori di Orbetello.

Sempre gli uomini della Federcaccia di Orbetello e il Circolo Cacciatori, domenica 5 maggio, invece che rimanere comodamente a letto, si sono dati appuntamento la mattina alle otto, per la “Pulizia del Monte” (Boschi del Monte Argentario)dove si erano accorti in periodo di caccia della presenza di rifiuti scaricati illegalmente nel bosco. Anche qui, dopo poche ore di lavoro, tantissimo materiale di ogni sorta accumulato e rimosso dal bosco.

Per il prossimo sabato  11 maggio, l’ATC Siena Nord ha organizzato una giornata di “Caccia al rifiuto”, con l’aiuto delle squadre di caccia al cinghiale e tutti i cacciatori e il patrocinio dei comuni di San Gimignano, Colle Val d'Elsa, Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Monteriggioni, Casole d'Elsa, Sovicille, Chiusdino, Monticiano, Montalcino, Murlo, Radda in Chianti e Radicondoli.

Queste sono idee che danno lustro alla nostra passione. A questo i cacciatori si vogliono dedicare senza sperperare energie vitali in inutili guerre tra associazioni venatorie. Questa è la strada giusta e l’unico mezzo per poterla percorrere è quello dell’unità su cui si fonda la CCT.

Un doveroso ringraziamento a tutti gli organizzatori e a tutti i partecipanti a queste iniziative.

Di seguito alcuni scatti della giornata:

ONU: RAPPORTO SHOCK SULLA BIODIVERSITA’

Tra pochi decenni una specie animale o vegetale su otto sarà estinta!

E’ di ieri la notizia shock diffusa da tutti i principali mezzi d’informazione sui risultati emersi dal secondo rapporto ONU sulla biodiversità del pianeta.

L’organismo delle Nazioni Unite che si occupa del tema, Ipbes (Piattaforma intergovernativa scientifico politica sulla biodiversità e gli ecosistemi), si è riunito a Parigi con la partecipazione dei rappresentanti di 130 Paesi.

I dati emersi sono quanto mai allarmanti: “La salute degli ecosistemi da cui dipendiamo, così come tutte le altre specie, si sta deteriorando più velocemente che mai”. 
L’unica speranza per evitare il peggio è quella di porre fine allo sfruttamento intensivo degli ecosistemi per le attività umane. Le cause sono da tempo note; inquinamento ambientale, uso scellerato delle risorse naturali, etc.

Gli scienziati hanno affermato sulla scorta di un rapporto di oltre 1800 pagine, frutto di 3 anni di censimenti, analisi, dati raccolti da centinaia di esperti, che la terra è all’inizio della sesta estinzione di massa della sua storia, la prima attribuita all’uomo e alle sue attività. 
Negli ultimi secoli per mano dell’uomo, sono già scomparse oltre 680 specie di vertebrati.

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A CERTALDO SI COSTRUISCE IL FUTURO

Si è svolta lo scorso sabato l’inaugurazione della nuova sede della Confederazione Cacciatori Toscani di Certaldo in provincia di FirenzeUna struttura nuova, moderna ed efficiente che diverrà non solo il polo di riferimento per tutti i cacciatori di Certaldo, ma bensì dell’intera Val d’Elsa.Presenti all’inaugurazione  una folla nutrita di cacciatori e cittadini della zona, oltre a numerosi rappresentanti delle istituzioni locali; il sindaco Giacomo Cucini , l’assessore Jacopo Arrigoni , il maresciallo della stazione dei carabinieri di Certaldo Leonardo Micheloni.

Gli onori di casa sono stati fatti oltre che dal Presidente Federcaccia di Certaldo Claudio Marchi, dal Presidente della Federcaccia di Firenze Simone Tofani che davanti ad una sala gremita, ha ricordato di come questo sia solo il primo dei tanti passi che dovranno essere fatti per arrivare alla costituzione di numerosi sedi come quella del borgo fiorentino. La nascita della casa comune dei cacciatori a Certaldo è un esempio concreto e significativo di come noi intendiamo la parola Unità. Non uno slogan, ma una prassi e la sostanza di un valore comune. Un processo aperto ed inclusivo per chi vorrà dare un contributo e partecipare ad un cammino per il futuro del mondo venatorio e per la cacciaLa Federcaccia ha dichiarato Tofani, sta mettendo a disposizione la sua storia e la sua forza organizzativa per vincere questa sfida. Questa sede inoltre, sarà il centro di tanti servizi rivolti ai cacciatori oltrechè  un luogo aperto alle espressioni del territorio e della comunità locale. Uno sportello sulla Val d’elsa  che ha l’ambizione di divenire centro di socialità, formazione e promozione sociale e culturale.

Ha proseguito poi Marco Romagnoli, Segretario della Confederazione Cacciatori Toscani che ha ricordato di come la caccia sia giunta ad un periodo storico critico e che ormai una svolta sia necessaria. La costituzione delle CCT territoriali non è che l’ennesimo passo volto in una direzione ben precisa; quella dell’Unità del mondo venatorio. Un percorso quanto mai necessario per rilegittimare la caccia nella società al fine di poter affrontare e vincere la sfida culturale dell’opposizione al becero animalismo ed al fronte anti-caccia.

A nome dell’ARCT (Associazione Regionale Cacciatori Toscani) è intervenuto Matteo De Chiara che, dopo i doverosi ringraziamenti alla Federcaccia di Firenze ed alla CCT regionale per aver reso possibile l’avverarsi di un sogno, ha richiamato l’attenzione sulle questioni impellenti che riguardano il mondo venatorio.
I ricorsi degli animalisti, le vessazioni e la marginalità che l’attività venatoria è costretta a subire nonostante la storia, la tradizione ed il proprio valore; tutte sfide che necessitano di un mondo venatorio unito, forte e scientificamente all’avanguardia. Proseguendo poi con un doveroso richiamo alla necessità di recuperare i rapporti con le istituzioni, ha messo in evidenza  come la sinergia sviluppatasi a Certaldo dovrebbe essere presa ad esempio.

Considerazioni riprese anche negli interventi dell’Assessore Jacopo Arrigoni e del Sindaco Giacomo Cucini che elogiando l’opera dei cacciatori nella gestione faunistico  ambientale  hanno ricordato di come  questo modo di operare porti benefici al territorio e che l’unità del mondo venatorio rappresenti un valore per la gestione faunistica e ambientale.

Di seguito alcuni scatti della giornata:

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