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Tesseramento 2019

Gestione faunistica in pillole

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17° Coppa Italia su cinghiale

Fidc Pisa: prove su selvaggina naturale

51° Campionato Italiano Fossa

Gara Lepre Meccanica

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Sport e Cinofilia 2019

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1° Trofeo Antonio Santarelli

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2° Campionato Regionale su Lepre

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2° Edizione Speciale Spaniels

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Siena: 1° Prova Campionato CCT

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Trofeo CCT Memoria LEDO GOVI

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IV Trofeo Valtiberina CCT

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5° Trofeo Isola d’Elba

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4° Memorial Enzo Zani

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2° Trofeo Mauro Mannari

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2° Campionato CCT Prov. GR Cinghiale

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I predatori devono essere controllati

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L’ ambiente migliora grazie ai Cacciatori

LA RISCOSSA DELLA CACCIA GIOVANE

Quando la fauna diventa un pericolo

Revisione Key concepts

7° Fiera degli uccelli

Corso per aspiranti cacciatori

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Corso di formazione per dirigenti

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1° Corso giudice gare richiami vivi

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Corso conflitto tra fauna selvatica e attività umane

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Corso erbe selvatiche

Progetto The data from the sky

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Centro Ornitologico Porto allo Stillo

Centro Ornitologico Malpasso

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Convegno Nazionale progetto ANASAT


Il Colpo d’Ala

Tos Caccia

Nuove aree vocate al Cinghiale


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PIANO FAUNISTICO…LA POLITICA BATTE UN COLPO


L’approvazione del nuovo piano faunistico venatorio regionale è una delle principali priorità per i prossimi mesi. Da tempo la Confederazione Cacciatori Toscani in tutte le sedi istituzionali, nelle numerose iniziative territoriali e negli incontri tenuti con tutti i gruppi consiliari, ha spronato la Regione Toscana e l’assessore Remaschi ha farsi carico di questo fondamentale strumento di pianificazione.
Solo con il nuovo PFVR si potranno ridefinire compiutamente ruolo e perimetrazione degli istituti faunistici pubblici e privati, ed applicare sugli stessi le scelte per una loro eventuale trasformazione o per eventuali nuove istituzioni.
Il piano faunistico pertanto è lo strumento che ci permette di dare una lettura attuale alla gestione faunistico venatoria della Regione, in relazione ai profondi cambiamenti che il territorio ha subito in questi ultimi anni.
La Crisi della piccola selvaggina stanziale, la presenza degli ungulati all’interno degli istituti con le relative ripercussioni sul comparto agricolo, la totale mancanza di coordinamento tra la gestione del territorio a caccia programmata e quella relativa alle aree protette ecc. rappresentano alcuni dei principali aspetti su cui andrà impostata una nuova strategia gestionale efficace, capace di delineare una prospettiva di impegno per i prossimi anni.
Registriamo con piacere che dopo mesi di smarrimento, anche alcune delle altre associazioni venatorie stiano adesso condividendo queste necessità. Da sottolineare favorevolmente che questa determinazione sembra aver trovato una positiva attenzione anche nella politica e nel consiglio regionale. A tal riguardo vogliamo rimarcare l’importanza della recente mozione presentata in consiglio regionale dal gruppo consiliare della Lega Nord ed emendata da alcuni consiglieri del Partito Democratico tra i quali Simone Bezzini.
La mozione approvata a maggioranza in aula parte dalla premessa che il PFVR scaduto dal 2015, sta generando incertezze normative che devono pertanto essere superate al fine di garantire la massima certezza del diritto per tutti i cacciatori toscani.
Durante l’ultimo tavolo di concertazione come precedentemente annunciato dal presidente Rossi, la giunta regionale ha espresso la volontà di attivare da subito il lavoro per la predisposizione di una prima bozza di piano sulla quale incentrare il confronto e la discussione con i vari portatori di interesse.

Altra nota su cui ci preme richiamare l’attenzione riguarda la modifica apportata dalla delibera numero 333 dell’11 Marzo 2019, riguardante il piano di prelievo ed il calendario venatorio nelle aree non vocate alla caccia di selezione al cinghiale, dove si chiarisce in sostanza che non è consentita la pratica del foraggiamento attrattivo per la stessa.

A tal scopo di seguito allegato il testo della delibera:

LA CCT CON I GIOVANI CHE MANIFESTANO PER IL PIANETA

Milioni di giovani e ragazzi stanno manifestando in queste ore per porre l'attenzione dei governi sui cambiamenti climatici e sulle sorti del pianeta. Un monito profondo agli adulti ed alla generazione che è responsabile per il loro futuro.
La cosa è seria, nessuno può rimanere indifferente!!
#gretathunberg #globalstrike #riscaldamentoclimatico

BAGNO A RIPOLI COME LONDRA


E’ uscita in questi giorni, la notizia che nel Regno Unito grazie ad un progetto frutto della partneship tra Taste of game e Food theachers center entro il 2020, 60.000 studenti saranno formati e preparati a saper cucinare la selvaggina. In Inghilterra le vendite di carni provenienti da animali selvatici è in netto aumento;e pertanto diventa essenziale educare le giovani generazioni a conoscere e saper cucinare questa preziosa e sana fonte di alimentazione. Nel nostro paese, purtroppo, siamo ancora lontani da questo grado di progettualità; manca una volontà politica forte per la valorizzazione di un patrimonio immenso, quanto poco conosciuto dall’opinione pubblica. Anche in Toscana, l’idea di poter attivare un percorso di filiera di queste carni con la creazione dei centri di sosta e di lavorazione, si è sostanzialmente arenata per la mancanza di un progetto organico supportato da investimenti pubblici adeguati e in stretta collaborazione con la piccola e grande distribuzione. Siamo pertanto ancora lontani dalla creazione di un “brand” delle carni provenienti dal territorio toscano e lontani dall’affermazione di una cultura diffusa sul consumo di questa risorsa, in passato destinata solo ai nobili, e che oggi invece potrebbe rappresentare una grande opportunità per tutti i cittadini. Carni dal grande valore organolettico, prive di antibiotici, e dal gusto unico ed intenso, sono ancora quasi sconosciute per molti italiani. La caccia, in questo senso, può assumere un ruolo decisivo, con la cucina e una materia prima di alto valore, si possono recuperare valori culturali e sociali creando economia per dare centralità ad una attività spesso svilita, umiliata e relegata alla polemica e allo scontro ideologico. Ci sono tutte le condizioni, per avviare in modo deciso una battaglia frontale contro l’animalismo, contro i diktat del vegan, e raccogliere la sfida del benessere animale e la salubrità di ciò che troviamo nei nostri piatti. Sarebbe anche sbagliato affermare che nonostante i ritardi, anche da noi, nulla si muove ed accade in questo senso. Da anni, qua e là, si stanno promuovendo esperienze pilota qualificate, ma purtroppo scollegate da un progetto ben coordinato e di ampio respiro. Ad oggi anche i vari tentativi messi in campo a livello nazionale, non sono riusciti a generare, almeno fin qui, una apprezzabile accelerazione su questa importante tematica. Eppure, sul territorio, si svolgono ogni settimana numerosi eventi, che hanno di base la cucina e le carni di selvaggina. Domenica scorsa, al Circolo “Lo Stivale” di Bagno a Ripoli (FI) si è svolta una bella, quanto particolare, iniziativa promossa dalle Federcacciatrici di Firenze. Donne e ragazze impegnate a dare una dimensione nuova e moderna al loro modo di vivere la passione per la caccia, promuovendo ed organizzando tanti progetti ed iniziative improntate a dare visibilità al nostro mondo, parlando a chi oggi non conosce o diffida della caccia e dei cacciatori. Donne orgogliose di dimostrare all’esterno un modo di essere e di vivere una passione dalle radici profonde che è anche tesoro di conoscenza e competenza. A Bagno a Ripoli le Federcacciatrici in collaborazione con la Confederazione Cacciatori Toscani hanno messo assieme alla buona cucina anche la solidarietà. Una solidarietà dal volto concreto che le vede oggi partecipi del progetto “A Caccia di Acqua” solidarietà per Kaoural.

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QUALITA’ PER IL COLOMBACCIO: AL VIA IL PRIMO CORSO PER LA NOMINA DI GIUDICE DI GARA PER I RICHIAMI VIVI


La caccia al colombaccio ormai è una realtà affermata che raccoglie migliaia di appassionati in tutta Italia con l'attività dei cacciatori praticanti che non si limita ai soli mesi di caccia, ma bensì si prolunga durante tutto l’arco dell’anno, con fiere, manifestazioni e vere e proprie gare per i richiami vivi selezionati dai colombacciai.
Come in ambito cinofilo, la selezione, fatta dagli allevatori in questo caso su piccioni, ibridi e colombacci, ha portato nel corso del tempo, ad un miglioramento qualitativo non indifferente dei richiami che, oltre ad essere utilizzati in ambito venatorio, vengono poi esibiti in vere e proprie gare su tutto il territorio Regionale.
Dato che le attività ludiche correlate al mondo della caccia sono parte integrane e fondamentale di quella socialità che solo l’attività venatoria sa’ richiamare, la CCT, in collaborazione con il Club Italiano del colombaccio, organizzano il primo vero e proprio corso per la formazione di giudici per richiami vivi, che saranno poi abilitati al giudizio nella varie manifestazioni.
L’intento è quello di valorizzare quanto più possibile la selezione ornitologica in ambito venatorio, al fine di rafforzare e valorizzare la tradizionale caccia al colombaccio praticata in tutte le sue forme ed in continua e costante evoluzione.
Di seguito scaricabile il volantino dell’iniziativa:

SELVAGGINA STANZIALE: LA COMPLESSITA’ NON PUO’ ESSERE BANALIZZATA!


Da tempo, il dibattito sui temi legati all’attività venatoria è sempre più incentrato sugli ungulati e sul rapporto tra la presenza di queste popolazioni e i danni alle produzioni agricole.
E’ altrettanto vero, che tali criticità hanno portato, lontana dai riflettori, una grande emergenza che sta caratterizzando da anni il cambiamento dei costumi e delle pratiche venatorie di molti cacciatori.
Ci riferiamo alla piccola selvaggina stanziale, una volta “nobile”, che vive ormai una crisi drammatica che talvolta appare irreversibile. Le cause, come per tutti i problemi complessi, sono plurime e tra loro spesso legate. Anche la cattiva gestione faunistica e alcune pratiche discutibili, hanno sicuramente aggravato il problema; sarebbe però alquanto sbagliato individuarle come il cuore del problema stesso, perché così non è!  In un recente articolo che sarà pubblicato sul numero di aprile della rivista di Sentieri di Caccia, il Dott. Francesco Santilli rileva come la rarefazione di specie, un tempo abbondantemente presenti nei territori della campagna toscana siano oggi solo un ricordo.  Non ci riferiamo solamente alla Starna, alla rarefazione degli altri Galliformi ed in parte dei lagomorfi, ma anche ad altre specie appartenenti all’avifauna tipica degli ambienti agricoli. Come ben affrontato da Santilli è chiaro che la crisi di queste specie è legata al peggioramento delle condizioni ambientali delle aree agricole che a sua volta ha un effetto negativo su tutto l'ecosistema delle nostre campagne. Non per nulla oramai si osserva da decenni un declino di tutta l'avifauna degli ambienti agricoli come allodole, e molti altri passeriformi. Dobbiamo constatare che le politiche agro-ambientali fin qui intraprese a livello comunitario non hanno sortito gli effetti sperati. La perdita di biodiversità non sembra arrestarsi. Non basta avere delle produzioni di nicchia biologiche, quando su gran parte del territorio le tecniche agricole rimangono scarsamente sostenibili perché caratterizzate da monocoltura, uso indiscriminato di antiparassitari e da lavorazioni sempre più rapide e frequenti che lasciano il terreno scoperto per lunghi periodi.
Anche in Europa ci si interroga su questi aspetti , ma soprattutto esistono esperienze e progetti che andrebbero ripresi e realizzati anche nel nostro paese, attraverso una lucida strategia condivisa con Regioni, ATC, Associazioni venatorie ed agricole.

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5° CONCORSO DI LETTERATURA VENATORIA "CACCIA, PASSIONE E RICORDI"


Venerdì 22 febbraio 2019, nella splendida cornice della sala Pistelli in Palazzo Medici Riccardi a Firenze, si è svolta la cerimonia di premiazione del 5° Concorso Letterario "Caccia, Passione e Ricordi", che ha visto vincitori i seguenti racconti:
-1° PREMIO AL RACCONTO: LA VOCE DEL RICORDO – di Ivan Bettina Piazza (S.Stefano di Cadore – BELLUNO) 
-2° PREMIO AL RACCONTO: DOVE AFFIORANO LE ROCCE – di Annalisa Santi (Colognola ai Colli – VERONA)
-PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA AL RACCONTO: DON MARIO E IL BECCACCINO GIGANTE – di Pino Macrì (Ischia – NAPOLI)
Nell'occasione è stata consegnata ai partecipanti una copia del libro che raccoglie tutti i racconti a concorso (per info fidc.firenze@fidc.it)
Complimenti ai vincitori, grazie a tutti coloro che hanno partecipato e appuntamento alla 6° edizione…

TAVOLO CACCIA … IL PREAMBOLO DELLA CRISI


Dopo la sottoscrizione del protocollo di intesa da parte dalla CCT, ieri si è svolto il tavolo convocato dal presidente Rossi che ha fatto emergere la necessità di ulteriori approfondimenti sul testo della legge obiettivo che, allo stato attuale delle cose, non ha recepito nessuno dei punti qualificanti e delle modifiche richieste in particolare dalla CCT, introducendo viceversa la possibilità, per l’agricoltore abilitato, di cacciare nelle stesse zone vocate.
Ciò rischia di produrre un danno incalcolabile alla caccia in Toscana, compromettendone la corretta gestione e la capacità di corresponsabile collaborazione tra agricoltori e cacciatori.
Opportuna dunque la pausa di ulteriore riflessione richiesta dal presidente Rossi.
Tuttavia, ci giungono voci che, purtroppo e nonostante la concertazione abbia finora prodotto un sostanziale nulla di fatto, qualcuno pensi di sottoporre ugualmente alla prossima giunta regionale l’approvazione proprio di quel testo.
Sarebbe questo un atto di evidente dispregio nei confronti del presidente Rossi ed uno schiaffo in faccia a quelle associazioni, agricole e venatorie che, con pazienza, passione e determinazione hanno proposto modifiche sostanziali per il buon funzionamento della legge e del sistema di gestione.
Per noi un sufficiente motivo di rottura.

***

All’assembla ha partecipato come già detto Marco Romagnoli, nella sua qualità di firmatario del Protocollo su delega delle Associazioni Confederate alla CCT. Un intervento nel quale sono stati affrontati i punti che continuano a caratterizzare un confronto che rischia di incrinare definitivamente lo spirito costruttivo che stava alla base del percorso voluto dal Presidente Rossi.
Di seguito gli elementi essenziali dell’intervento e del documento presentato e consegnato ieri alla Presidenza della Regione Toscana. 

… Sul punto relativo alla Legge Obiettivo dobbiamo prendere atto negativamente che la discussione e le proposte presentate nelle precedenti occasioni, regolarmente depositate con documenti ufficiali all’ attenzione della Presidenza, non abbiano portato ad una sostanziale modifica del testo che abbiamo avuto modo di visionare. L’ articolato presentato oggi, è lo stesso discusso già in passato. Gli emendamenti sono pochi e sostanzialmente non cambiano nulla nell’impianto e nei contenuti della legge; non comprendiamo l’ostinazione a voler riproporre un testo inalterato. Il confronto ha uno scopo se si tiene conto anche delle proposte presentate dai portatori di interesse, siano esse Associazioni venatorie, ATC o Organizzazioni Agricole. 
Oggi, dopo settimane di schermaglie, prendiamo atto che non c’è nessuna volontà di cambiare, né di modificare una norma che ha presentato molte ombre e poche luci. Risultati di un testo ed un impianto peraltro fortemente criticato anche dagli ultimi pareri Ispra. Pareri che vengono utilizzati talvolta in modo difensivo per evitare scelte coraggiose così come avvenuto nella vicenda riguardante la sospensiva del Calendario venatorio 2018/2019, e quasi completamente ignorati e bypassati come nel caso della Legge Obiettivo.
La legge ha già prodotto una rottura degli equilibri e una divisione non solo tra i cacciatori, ma anche tra mondo venatorio ed agricoltori. Senza un clima positivo ed un’attiva collaborazione non è possibile raggiungere alcun risultato.
Addirittura, come abbiamo avuto modo di poter valutare, sono state inserite novità peggiorative e per noi non accettabili. Un esempio è l’inserimento della lettera c comma 9 art. 6  che prevede l’estensione del prelievo selettivo del cinghiale nelle aree vocate ai proprietari e conduttori dei fondi anche se non  iscritti ad una squadra di caccia la Cinghiale. Una modifica pericolosa ed inaccettabile da cancellare e che provocherebbe tensioni nel già precario equilibrio tra agricoltori, squadre e distretti per la caccia al cinghiale.

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LE “CAPRIOLE ROVESCIATE” DELLA LIBERA CACCIA


Non è nostra abitudine rispondere o replicare ai comunicati che spesso agitano il dibattito, non lo facciamo per una questione di stile ma anche e soprattutto, per evitare uno spettacolo indecoroso a chi ci guarda da fuori. Chi vuole buttare ogni argomento in rissa, sappia che sta commettendo un errore diabolico e ferale per la caccia fornendo degli assist gratuiti ai nostri avversari e giganteschi alibi per la politica. Purtroppo e nonostante questa doverosa premessa, non possiamo rimanere silenti dopo aver letto ben due comunicati a firma della Libera Caccia particolarmente belligeranti quanto prive di qualunque fondamento. Non è possibile neppure fare a meno di notare le “capriole rovesciate” di una associazione venatoria che oggi, forse stimolata dalla campagna elettorale e dalle velleità di qualche dirigente, copre il volto movimentista e di lotta, dopo aver per mesi e mesi, organizzato iniziative pubbliche a sostegno delle Regione Toscana  e dell’Assessorato lavorando in piena sintonia con gli uffici regionali. Scoprire oggi che i più allineati difensori e sostenitori del Palazzo, sono divenuti i principali contestatori e fomentatori della piazza, è forse la vera notizia del giorno. Potremmo asserire che la Libera Caccia finalmente esce dall’ equivoco e scende sulle posizioni  che la Confederazione ha espresso da sempre. Posizioni manifestate in tempi non sospetti, quando non andava troppo di moda esprimere giudizi critici sull’ assessorato e sugli uffici, in merito ad una esperienza di governo  regionale della materia caccia che farà ricordare questa legislatura non certo come la più virtuosa e lungimirante della storia. Sulla Legge Obiettivo le posizioni ferme e argomentate della CCT sono state enucleate già dalla presentazione. Decine di assemblee pubbliche, si sono tenute sul  territorio, con le squadre di caccia al cinghiale, capi distretto, amministratori locali e le categorie interessate. 
La CCT ha prodotto due documenti di analisi e proposta, formalmente depositati all’attenzione del Presidente Rossi e della Commissione Consiliare e di tutti i gruppi che siedono in Consiglio Regionale. Posizioni, proposte e valutazioni presentate a seguito di un lungo iter di partecipazione, iniziato con la prima assemblea tenuta a Grosseto tre anni orsono,  alla presenza di  oltre cinquecento cacciatori, e sviluppate nella  Conferenza Regionale della CCT tenuta a Firenze lo scorso 2 febbraio 2018 presso Villa Viviani. Oggi, alla luce dell’esperienza  vissuta  e soprattutto a fronte dei dati e dei risultati che in tre anni di applicazione di questa “finta legge speciale” ci hanno consegnato, il nostro giudizio negativo rimane immutato. Non serviva una Legge Speciale sugli ungulati; sarebbe stato sufficiente applicare il quadro normativo esistente, ma soprattutto era  e rimane inaccettabile l’aver introdotto, con scelta politica e non tecnica, la logica del conflitto tra forme di caccia e cacciatori. Ciò detto e preso atto dunque che altri si siano tardivamente convertiti a questa impostazione e valutazione dei fatti, vogliamo anche chiarire e informare i più distratti, sulle ragioni che stanno alla base della sottoscrizione del Protocollo d’intesa; protocollo promosso dalla Regione, e rivolto alle Associazioni e gli ATC sulle tematiche inerenti la caccia. 

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MINORANZE SOTTO ATTACCO

Primo si della camera alla riforma costituzionale sui referendum

Nella giornata di ieri giovedì 21 febbraio con 272 voti favorevoli, 141 contrari e 17 astenuti, alla Camera si è dato il via libera alla modifica Costituzionale (art. 71 e 75), proposta dal Movimento 5 Stelle per l’inserimento del quorum al 25%per il referendum propositivo, abbassando alla stessa percentuale anche quella per il corrispettivo abrogativo.
La riforma presentata dai pentastellati, prevede in sostanza di poter presentare al parlamento proposte di leggi popolari, purché supportate da almeno 500 mila firme e che devono poi essere approvate entro i diciotto mesi dalla presentazione delle stesse.
In caso poi di mancato pronunciamento Parlamentare entro questi termini, la parola passerebbe di fatto ai cittadini Italiani, che con appunto un quorum “approvativo” o “abrogativo” del 25% degli aventi diritto al voto, circa 12 milioni di elettori, sarebbero chiamati ad esprimersi sulla materia referendaria.
In questi termini si materializzerebbe un rischio quanto mai concreto per la nostra passione, e nel caso in cui venisse posto all’attenzione dei cittadini italiani un quesito su uno degli articoli cardine che tutelano l’attività venatoria, si potrebbero aprire scenari fortemente limitanti per tutti i cacciatori.
Nonostante l’iter avviatosi sia ancora lungo e tortuoso, (saranno sicuramente necessari sia un secondo passaggio alla Camera che al Senato, se non addirittura una consultazione referendaria sulla modifica Costituzionale...) il pericolo è concreto; E’ quindi dovere delle associazioni venatorie monitorare una situazione delicata, confrontandosi anche con le forze politiche in gioco; In tema venatorio si evidenziano sempre più contraddizioni all’interno di tutti i partiti, anche di quelli che si sono dimostrati fino ad ora più vicini al mondo venatorio ed alla realta' rurale italiana.
Purtroppo come già successo per la vicenda riguardante la Tav e le grandi opere, dobbiamo riscontrare che la Lega non ha seguito un percorso coerente con i propri programmi, ed anche in questo caso, pare si sia invece accodata alle volontà del M5S, che pur perdendo consensi sul territorio, continua a dettare l'agenda di governo.

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